Uno spettacolo gratuito, in cui lo spettatore dialoga direttamente con un praeco romano e il teatro diventa un confronto collettivo
Uno spettacolo che unisce ricerca, approfondimento e forza scenica, dialogando con il patrimonio storico e con le sensibilità del pubblico attuale.
Debutta sabato 18 luglio, alle 20.45, al Teatro Palamostre di Udine, “Nerone – Qualis artifex pereo”, la nuova produzione della Compagnia Teatrale Drammadilli che porta in scena una rilettura contemporanea dell’imperatore romano più discusso della storia.
Al centro della scena non c’è il Nerone consegnato alla memoria collettiva come simbolo di follia, crudeltà ed eccesso, ma un ragazzo di appena sedici anni chiamato a governare uno degli imperi più vasti del mondo antico. Partendo dalla rilettura storiografica che negli ultimi anni ha rimesso in discussione molti dei luoghi comuni legati alla sua figura, lo spettacolo racconta un giovane diviso tra il peso della responsabilità politica e il desiderio di esprimersi attraverso l’arte. La produzione punta i riflettori sul Nerone poeta, musicista e uomo di teatro, che cercò di ridefinire il ruolo dell’arte e dell’artista nella società del suo tempo. Da qui prende forma una riflessione su dinamiche ancora attuali: la difficoltà degli artisti di essere riconosciuti per il proprio valore, il peso delle aspettative e la fatica di innovare un sistema spesso ancorato alle convenzioni. La storia diventa così uno strumento per parlare del presente, affrontando temi vicini soprattutto alle nuove generazioni, come il pregiudizio, la pressione sociale e la costruzione dell’identità pubblica, favorendo al tempo stesso il dialogo tra età e sensibilità diverse.


Elemento centrale dello spettacolo è il pubblico, non più un semplice osservatore ma parte attiva della rappresentazione. In particolare, lo spettacolo prevede un momento di interazione diretta in cui gli spettatori vengono chiamati a dialogare con un praeco, figura dell’antica Roma incaricata di proclamare pubblicamente comunicazioni e messaggi tra magistrati e cittadini. Questo passaggio trasforma la platea in una vera e propria comunità chiamata a confrontarsi con le informazioni, le narrazioni e le versioni dei fatti, diventando parte integrante del processo scenico. Il pubblico è così coinvolto in prima persona nel tema centrale dello spettacolo: quanto il giudizio collettivo sia influenzato dal pregiudizio e quanto l’immagine pubblica possa prevalere sulla realtà. Proprio per vivere ancora più intensamente questa esperienza partecipativa, gli spettatori sono invitati a indossare un capo d’abbigliamento ispirato all’antica Roma o che ne richiami lo stile, così da entrare simbolicamente nei panni del popolo romano chiamato a confrontarsi con la vicenda di Nerone. Inoltre, chi lo desidera potrà portare con sé un oggetto a piacere da “barattare” all’ingresso dello spettacolo (gratuito e aperto a tutti).
La produzione è il risultato di un importante lavoro corale: scritto e diretto da Igori Nazarco, vede in scena Fabio Cassisi, Massimo Filoso, Giacomo Luison, Teresa Bisoni e Martina Fatighenti, giovani attori provenienti da percorsi formativi e professionali maturati tra accademie teatrali e produzioni nazionali.
Accanto alla recitazione, un ruolo centrale è affidato alla componente musicale originale composta da Marianna Acito. La colonna sonora, eseguita dal vivo da un coro che canta esclusivamente in latino, attraversa l’intera rappresentazione diventando parte integrante della narrazione. I coristi non accompagnano soltanto l’azione, ma abitano la scena trasformandosi nei personaggi che popolano i diversi ambienti dello spettacolo, contribuendo a creare un paesaggio sonoro immersivo che coinvolge spettatori e attori in un’unica esperienza teatrale.
Anche l’impianto scenografico contribuisce a costruire questo dialogo continuo tra pubblico e scena. La scenografia, curata da Helena Cleofe Finati, mette in relazione due spazi simbolici – la Taverna e la Camera di Nerone – attraverso una struttura aperta ed essenziale, capace di accompagnare il racconto senza interrompere il rapporto diretto con gli spettatori.
Grande attenzione è stata dedicata anche ai costumi di scena, curati da Marilù Bellemo Bullo. La loro realizzazione nasce da un percorso laboratoriale che ha coinvolto otto giovani artisti under 26 in un approfondito lavoro di ricerca sull’abbigliamento dell’antica Roma, trasformando lo studio storico in un’esperienza concreta di progettazione e sartoria teatrale. Il risultato è un patrimonio di oltre dieci costumi originali che contribuiscono a definire l’identità visiva dello spettacolo.
Le fotografie promozionali sono firmate da Serena Pea.
“Nerone – Qualis artifex pereo” è inserito all’interno del progetto “Teatro per tutti, tutti a teatro”, con il contributo del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e realizzato in collaborazione con il Comune di Udine. Lo spettacolo nasce all’interno del progetto formativo e creativo “Kairos Lab” realizzato con il contributo della regione Friuli Venezia Giulia e finanziato da Le Fondazioni Casali. Dopo il debutto al Teatro Palamostre, lo spettacolo farà tappa anche a Trieste, con una replica in programma l’8 agosto al Museo Sartorio (Largo Papa Giovanni XXIII, 1).
Info e prenotazioni: [email protected]
Link pagina web dedicata: Nerone | Drammadilli

Compagnia Teatrale “Drammadilli”: fondata nel 2022, è composta da professionisti uniti dall’ amore per il teatro e dalla volontà di offrire esperienze artistiche innovative. Specializzata nella creazione, scrittura e regia di opere originali, la compagnia si distingue per la sua capacità di scrivere e dirigere in modo autonomo le proprie opere teatrali e performance, puntando all’originalità delle sue produzioni. Oltre alla realizzazione di spettacoli, i “Drammadilli” offrono percorsi formativi rivolti a tutte le fasce d’età, supportando in particolare i talenti emergenti.
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