Città spesso trascurata dai più tradizionali itinerari turistici nelle Fiandre, Mechelen, antica capitale dei Paesi Bassi borgognoni, racconta la storia e l’identità fiamminga attraverso secoli di trasformazioni, tra palazzi rinascimentali, una vivace scena artistica contemporanea, fino all’antica tradizione birraia.
L’occasione per una visita autunnale è offerta da CONTOUR Biennale, manifestazione diffusa dedicata alla videoarte e alle installazioni audiovisive, in programma dal 5 settembre al 1° novembre. Curata dalla portoghese Sofia Lemos con il titolo The Eyes of the Heart and the Soul of the World, l’undicesima edizione riunisce tredici opere tra artisti belgi e internazionali, distribuite in cinque sedi, alcune eccezionalmente accessibili al pubblico proprio grazie all’evento. Tra gli interventi più attesi (dopo il suo recente lavoro per il nuovo polo culturale Brusk a Bruges) Mère We Sea di Laure Prouvost, una monumentale installazione sospesa che richiama il legame tra memoria, natura e figura materna attraverso elementi scultorei e suggestioni marine, è accolto nel monastero di De Noker. L’opera di Gabriel Abrantes, Bardo Loops, trova spazio nella ex Salle de Ventes par Notaires, aperta permanentemente dall’organizzazione artistica TICK TACK di Anversa. Il Giardino Silenzioso del Palazzo Arcivescovile ospita invece le inedite sculture in bronzo The Long Pond di Rodrigo Hernández, ispirate alla dimensione del sogno e della memoria. Negli spazi di un ex birrificio riqualificato prende vita Heavy Ground di Özgür Kar, video animato che racconta una surreale storia d’amore tra due mosche intrappolate su carta adesiva.
Le vie del centro offrono anche l’occasione per scoprire la Mechelen cinquecentesca, uno dei principali centri culturali del tempo. Hof van Busleyden è certamente una delletestimonianze più significative di questa stagione: dimora dell’umanista Hieronymus van Busleyden – che oggi ospita un museo dedicato al Rinascimento nordico – accolse figure come Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro. La città conserva anche importanti tracce del rapporto con Pieter Paul Rubens: L’Adorazione dei Magi presso laChiesa di San Giovanni e La pesca miracolosanella Chiesa di Nostra Signora oltre il Dijle.
Il Grande Beghinaggio, Patrimonio Mondiale UNESCO, mostra uno dei volti più autentici di Mechelen: nato nel XVI secolo per accogliere comunità di donne laiche dedite alla preghiera e all’assistenza, conserva ancora oggi il suo carattere raccolto fatto di case in mattoni, piccole piazze e vicoli acciottolati. É qui che si nasconde Het Anker, storico birrificio fondato nel 1471 e celebre per la Gouden Carolus, tra le etichette belghe più premiate. La visita permette di scoprire oltre cinque secoli di tradizione brassicola, dall’antica sala cottura con i tipici bollitori in rame fino alla distilleria dove la birra viene trasformata in whisky.
A pochi chilometri dal centro, il Giardino d’Inverno delle Orsoline sorprende per la scelta, tutt’altro che scontata all’inizio del Novecento, di adottare il linguaggio dell’Art Nouveau all’interno di un collegio religioso. Pensato come una luminosa serra, luogo di ritrovo per le studentesse durante i mesi più freddi, è caratterizzato da una grande cupola in vetro colorato che diffonde giochi di luce tra decorazioni ispirate alla natura. Il complesso monumentale di cui fa parte conserva uno degli esempi più raffinati dell’architettura di inizio Novecento nelle Fiandre, dove convivono influenze neogotiche, neoimpero e Art Déco.
Come nella più consueta offerta turistica delle Fiandre non manca l’occasione per spingersi oltre la città. Da Mechelen parte il Treinstapper verso Hever ed Eppegem, un itinerario a piedi di 22,8 chilometri che segue il corso della Dijle e della Senne attraversando mulini storici, piccoli villaggi e paesaggi naturali. Un’occasione per completare la visita con un’escursione nel territorio che circonda la città e che ne accompagna da sempre la storia.