C’è stato un tempo in cui gli orologi di Trieste non guardavano soltanto la piazza, ma il mare. La maggior parte dei quadranti pubblici della città, dal Mandracchio al Castello di Miramare, era orientata verso il porto, a scandire insieme la vita civile e quella dei naviganti: un’immagine che sarà al centro di uno degli interventi di “Il Tempo, nella storia e nell’arte“, in programma venerdì 18 settembre alle 16 nella Sala Maggiore della Camera di Commercio della Venezia Giulia. La manifestazione, a più voci e a ingresso libero, è promossa dal Circolo della Cultura e delle Arti (CCA) di Trieste in partenariato con l’associazione Amici dell’Orologeria Pesarina Giovanni Battista e Remigio Solari (AOP) di Prato Carnico, e attraversa quattro linguaggi diversi con cui l’uomo ha raccontato il tempo.


Si parte dalla letteratura, dal passaggio dal tempo ciclico della natura a quello artificiale imposto dalla civiltà industriale, un cambiamento che nel romanzo sposta il baricentro dalla narrazione corale alla vicenda individuale: a discuterne, con l’intervento “Il Tempo nella Letteratura“, è Maria Cristina Benussi. Si prosegue con la musica, affrontata da Margherita Canale in “Il Tempo nella Musica“, e con la pittura, tema di Massimo De Grassi in “Il Tempo nell’arte figurativa“. Chiude il capitolo storico ed economico: il ruolo dell’orologio pubblico nello sviluppo commerciale e marittimo di Trieste, quando i quadranti cittadini guardavano al porto tanto quanto alla piazza, dando lo stesso tempo alla vita civile e ai naviganti. Il tema è affidato a Stefano e Alceo Solari, discendenti diretti della famiglia che fondò nel 1725 la storica fabbrica di orologi da torre Fratelli Solari a Pesariis, con l’intervento “L’orologio pubblico nello sviluppo emporiale di Trieste“: Stefano Solari, docente all’Università di Padova e responsabile scientifico dell’AOP, ne cura l’aspetto storico ed economico, mentre Alceo Solari, ottava generazione della famiglia fondatrice, ne illustra gli aspetti tecnici e costruttivi. A precedere questo percorso a più voci i saluti istituzionali di Antonio Paoletti per l’ente camerale, di Paolo Battaglini per il CCA e di Rosa Maria Solari per l’AOP.

Seguirà la proiezione del documentario “Il Tempo della Serenissima. Orologi da torre nell’Istro-veneto e in Dalmazia“, terzo capitolo di un progetto transfrontaliero curato da Franco Rota insieme alla Comunità degli Italiani di Parenzo, con il sostegno della Regione del Veneto. Nel dibattito che seguirà si accennerà anche alle iniziative in corso per il riconoscimento UNESCO dell’orologeria storica come patrimonio dell’umanità.

La manifestazione si inserisce nel progetto annuale di divulgazione umanistica avviato dal CCA nel 2025, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e un contributo delle Fondazioni Casali ETS, nella scia delle celebrazioni per i trecento anni dalla fondazione della storica fabbrica artigianale pesarina. Dal 10 settembre, e per tutta la durata dell’iniziativa, sarà allestita nell’atrio del Palazzo della Borsa una mostra dedicata agli antichi orologi pubblici cittadini, articolata in sei pannelli tematici* e una scheda introduttiva: dai manufatti più antichi del Mandracchio e dello stesso Palazzo della Borsa a quello del Municipio, dai quadranti delle Poste, delle Ferrovie e della Stazione Marittima fino a quello della Torretta di Miramare, restaurato nel 2020 grazie alla Fondazione CRTrieste. I contenuti scientifici della giornata confluiranno in seguito in una pubblicazione, mentre la Sezione Cinema del CCA, diretta da Alessio Bozzer, curerà un breve video divulgativo presentato in occasione dell’incontro.


L’iniziativa ha carattere itinerante: nei mesi successivi da ottobre a dicembre, grazie alla collaborazione fra CCA e AOP, i contenuti e l’apparato espositivo toccheranno altri centri della regione, in sinergia con le realtà locali interessate: il Museo dell’Orologeria a Prato Carnico, il Museo Carnico delle Arti Popolari “M. Gortani” a Tolmezzo, il Museo della Civiltà Contadina del Friuli Imperiale ad Aiello del Friuli.

