Un prestigioso palazzo del centro storico di Pordenone si apre ancora una volta alla fruizione partecipata dei libri e alla condivisione culturale: dal 16 al 20 settembre, nell’ambito di pordenonelegge 2026, Palazzo Montereale Mantica diventa il Palazzo dei Libri, un riferimento per l’editoria del territorio e i suoi tanti appassionati, al tempo stesso una vetrina per raccontare le novità della nuova stagione, spaziando fra temi e generi letterari. Nel cuore della città, nel centralissimo Corso Vittorio Emanuele II – oggi sede di rappresentanza della Camera di Commercio di Pordenone – e proprio dove pordenonelegge nasceva e muoveva i suoi primi passi, uno spazio intitolato alla memoria dell’editrice Paola Tantulli, che affonda le sue radici nel XV secolo torna ad accogliere le case editrici del territorio e il loro pubblico.
Palazzo dei Libri è un progetto di Fondazione Pordenonelegge.it, sostenuto da Banca di Credito Cooperativo Pordenonese e Monsile, realizzato in collaborazione con Messaggero Veneto – NEM – Nordest Multimedia: un luogo pensato per incontrarsi in un mondo di libri, scoprire e apprezzare il lavoro degli editori indipendenti e il suo valore, conoscere autori e autrici e attraversare, attraverso le loro pagine, storie vicine e lontane. Quindici appuntamenti in cinque giornate compongono un mosaico che intreccia poesia e narrativa, storia e memoria, diritti, confini, tradizioni popolari e grandi trasformazioni sociali.
GLI INCONTRI E LE NOVITÀ AL PALAZZO DEI LIBRI, DAL 16 AL 20 SETTEMBRE.
Lo spazio della Sala Convegni CCIAA si accende nella giornata inaugurale, mercoledì 16 settembre: alle 15.30 Qudulibri presenta Precari al mondo di Enzo Martines, in dialogo con Fabiana Dallavalle. Una raccolta poetica che fotografa le fragilità del nostro tempo e, attraverso una potente poesia civile, affronta i traumi collettivi del primo quarto di secolo: guerre, crisi ambientali, terrorismo e precarietà del lavoro. Alla denuncia storica e sociale si affianca una dimensione lirica più intima, in una riflessione sulla vulnerabilità della condizione umana.
Alle 17.00 Vita Activa Nuova propone Sillabario del Silenzio. Lettere dalla città delle bambine mute, con Cinzia Marulli, Silvia Rosa e Alexandra Zamba. Alcune scrittrici contemporanee si misurano con il tema dell’infanzia violata, fra abusi sessuali, violenze psicologiche e sopraffazioni affettive vissute quasi sempre nello spazio domestico. Frammenti di memoria e voci infantili tratteggiano, con la potenza eversiva della rivelazione, il lato oscuro dell’infanzia.
A seguire, alle 18.30, Vita Activa Editoria presenta Voci di Donne: la rivista «Femmina» nella Trieste degli anni Venti, con Barbara Vinciguerra e Anna Piccioni. Al centro dell’incontro l’esperienza della rivista letteraria attiva a Trieste fra il 1923 e il 1925: sotto la guida di Ave Giorgianni e Ada Sestan, «Femmina» fu un’avanguardia culturale capace di anticipare istanze del femminismo contemporaneo, rivendicando attraverso la scrittura emancipazione, solidarietà e autodeterminazione.
Giovedì 17 settembre, alle 18.30, Gaspari presenta Friuli 1976. Un terremoto nella grande trasformazione, con Andrea Zannini e Carlo Palazzolo, presenta Giacomina Pellizzari. Il saggio supera la retorica del “modello Friuli” per leggere il terremoto del 1976 come un potente acceleratore sociale ed economico, spartiacque che traghettò la regione dalla vecchia civiltà contadina verso la modernizzazione e l’industrializzazione.
Alle 20.00 Editoriale Stampa Triestina invita a riscoprire Fiabe della Resia: un patrimonio locale, un dialogo internazionale, con Roberto Dapit, Luigia Negro ed Elisabetta Lippolis, presenta Martina Kafol. Le fiabe, patrimonio universale capace di custodire memoria, valori e immaginario di una comunità, diventano la porta d’accesso alla tradizione orale della Val Resia e al patrimonio culturale sloveno friulano, messo in dialogo con le tradizioni fiabistiche europee.
Venerdì 18 settembre si parte alle 15.00 con Biblioteca dell’Immagine e Haug! Friuli. Storie, leggende e miti di Simone Piva, presenta Sabrina Peduto. Il Friuli diventa una sorta di Far West nostrano, popolato di leggende, fantasmi, delitti e misteri tramandati nelle osterie o nascosti fra le pagine di vecchi libri: un ritratto fresco e insolito delle tradizioni di una terra di confine.
Alle 16.30 Kappa Vu presenta La Heydrichiáda. La repressione nazista in Boemia e Moravia dopo l’attentato a R. Heydrich, con Tiziana Menotti e Fiammetta Bonsignore, presenta Alessandra Kersevan. Menotti ricostruisce la sanguinosa repressione scatenata dai nazisti dopo l’attentato al generale Reinhard Heydrich nel 1942, dalle migliaia di esecuzioni sommarie alla distruzione dei villaggi di Lidice e Ležáky, ripercorrendo l’Operazione Anthropoid e l’eroismo della Resistenza cecoslovacca.
Alle 19.30 ZeL Edizioni propone Le miserabili di Kabul. Dove la speranza non bussa più, con Fawad e Raufi, presenta Francesco Antonini. Un romanzo-verità che racconta il dramma delle donne afghane sotto il regime talebano attraverso le storie incrociate di Nafisa e della giovane Parwana. Fra privazioni, violenze e sofferenze, una denuncia della società patriarcale e un’opera necessaria per restituire voce a chi è stato privato dei diritti fondamentali.
Sabato 19 settembre, alle 10.00, Piazza Editore presenta L’ultimo arrivo prima dell’alba di Gianni Carrer, presenta Serena Perozzo. Achille, portiere notturno e cuoco improvvisato di un hotel sul mare, accoglie fra jazz e luci basse le confessioni dei suoi ospiti insonni. Le loro vite si intrecciano nelle notti d’estate in un romanzo intimo sulle seconde possibilità, le fughe e i desideri nascosti.
Alle 15.30 Kellermann propone Taccuino per scrittori di cartoline. Saluti e baci dal mai, con Roberta Durante ed Eros Viel. Cinquanta racconti-cartolina dedicati a luoghi reali, da New York a Treviso, compongono un viaggio sospeso fra prosa e poesia: non itinerari turistici, ma geografie intime della memoria, “città fantasma del cuore” attraverso le quali rievocare nostalgie, frammenti vissuti e slanci immaginativi.
Alle 17.00 Samuele Editore presenta Scrivere il proprio tempo, con Caterina Golia e Giuseppe Mariuz, presenta Elisabetta Zambon. Dalla collana Callisto, due voci agli antipodi: Fiori senza radici di Caterina Golia, classe 1999, e Suole consumate di Giuseppe Mariuz, classe 1946, mettono a confronto generazioni e sensibilità differenti, accomunate dal desiderio di interpretare la realtà, i suoi intrecci e le sue difficoltà.
Alle 20.00 Amos presenta Verso la gloria. Giuseppe Berto, uno scrittore e il suo archivio, con Matteo Giancotti ed Emilio Lippi. Il catalogo, nato per le mostre 2025-2026 di Treviso e Mogliano Veneto, esplora il Fondo Berto dell’Università di Padova: manoscritti corretti, agende, lettere e fotografie inedite permettono di entrare nei retroscena creativi dello scrittore e nella genesi di opere iconiche come Il male oscuro.
Gran finale domenica 20 settembre. Alle 10.00 Edizioni Segno presenta Il nostalgico profumo del glicine di Augusto Bianchet, presenta Gloria Corradi. Un romanzo di formazione che segue il cammino di Berto dalle radici contadine nel piccolo borgo montano di Mezzecase al trasferimento in città, fra studi, amori e scoperta della vocazione per la pittura. Il glicine e il suo profumo persistente diventano simbolo di una memoria che accompagna e trasforma l’esistenza.
Alle 11.30 Bottega Errante presenta Nostra Signora della frontiera di Andrea Mella, presenta Lorenza Stroppa. Sul Carso, Loris Degrassi è un passeur che per denaro accompagna i migranti lungo i sentieri nascosti della rotta balcanica. L’incontro con la misteriosa Branka e con Adnan, profugo siriano in fuga, sconvolge la sua esistenza: il confine da luogo geografico si trasforma così in spazio morale, in una riflessione cruda ed empatica sulle migrazioni.
Alle 15.00 Alba Edizioni presenta Il ricordo che porta, il ricordo che lascia. La lunga guerra di Liberazione di Pordenone di Christian Vicenzotto, presenta Monica Emmanuelli. Il titolo, che cita Cesare Pavese, richiama il valore della memoria: una rigorosa ricerca documentaria ricostruisce la Resistenza locale, le azioni partigiane e il loro impatto sulla popolazione civile, raccontando il difficile cammino della città verso la libertà.
A chiudere gli incontri, alle 18.00, L’Orto della Cultura presenta La retta Vi(t)a. I 20 principi tra psiche e Karate di Marianna Pertoldi, presenta Carlo Pertoldi. Psicologa e cintura nera, l’autrice mette in dialogo psicologia moderna e filosofia del karate partendo dai venti precetti del Maestro Funakoshi. Resilienza, assertività e autoconsapevolezza diventano così il ponte fra la disciplina del dojo e la vita quotidiana.