Portare le grandi innovazioni della sanità globale dentro la vita quotidiana dei territori e fare in modo che nuove diagnosi, terapie, tecnologie e modelli organizzativi diventino accesso concreto alle cure per tutti i cittadini.
“La Salute Glo-cal. L’innovazione dal mondo global alle realtà locali” è il titolo della Summer School di Motore Sanità, organizzato a Gallio sull’Altopiano di Asiago.
Secondo Claudio Zanon, medico oncologo e direttore scientifico di Motore Sanità – realtà che promuove il progresso della ricerca e delle conoscenze scientifiche in ambito sanitario e sociale «La vera innovazione non è adottare una tecnologia: è riuscire a trasformarla in continuità di cura, appropriatezza, sicurezza ed equità di accesso. Portare ciò che nasce dall’innovazione globale dentro la realtà concreta dei nostri territori».
«Non possiamo pensare di affrontare i nuovi bisogni di salute con modelli organizzativi progettati cinquant’anni fa – prosegue Zanon – Tecnologie digitali, intelligenza artificiale, robotica e telemedicina possono diventare gli strumenti per reingegnerizzare il sistema sanitario, rendendolo più sostenibile, predittivo e vicino alle persone. In questa trasformazione l’ospedale virtuale può rappresentare un nuovo livello di assistenza: non sostituire l’ospedale fisico, ma portarne competenze e capacità di monitoraggio più vicino al paziente, integrandosi con il territorio».
Tra i partecipanti Gino Gerosa, Assessore alla Sanità della Regione Veneto, Manuela Lanzarin, Presidente della V Commissione Politiche Socio Sanitarie della Regione del Veneto, direttori generali e responsabili delle strutture sanitarie venete, esponenti delle Università di Padova e Verona, rappresentanti delle professioni sanitarie e delle organizzazioni civiche.
Al centro della discussione l’innovazione e la tecnologia, l’accesso a farmaci innovativi, nuove terapie, diagnostica avanzata. Modelli Hub & Spoke, PDTA, farmacia dei servizi, telefarmacia e nuove modalità di distribuzione possono contribuire a garantire continuità di cura anche nei piccoli comuni e nelle aree montane e quelle disagiate. Tra gli esempi discussi, anche le CAR-T e le nuove terapie in ematologia, che richiedono reti e modelli organizzativi adeguati.
E poi focus su intelligenza artificiale e modelli predittivi con approfondimento delle tematiche cliniche ma anche etiche, di responsabilità professionale e sicurezza.
Dal Veneto, alla fine della tre giorni di confronto, è dunque stato lanciato il documento “La Salute Glo-cal 2026-2028”, con l’obiettivo di raccogliere proposte concrete per ridurre la distanza tra innovazione disponibile e accesso reale nei territori.