Partirà a inizio ottobre un nuovo pacchetto di interventi finalizzato a migliorare la sicurezza idraulica lungo il torrente Torre e il fiume Isonzo. Dopo la conclusione dei primi due stralci di lavori per complessivi 15.650.000 euro, le nuove opere – finanziate con fondi statali e regionali dell’assessorato alla Difesa dell’ambiente energia e sviluppo sostenibile per 30.650.000 euro – sono state presentate a Fiumicello dal Consorzio di bonifica pianura friulana alle amministrazioni di Fiumicello‑Villa Vicentina, Ruda e San Canzian d’Isonzo. Nutrita la presenza del Consorzio: oltre alla presidente Rosanna Clocchiatti, al vice Daniele Macorig e al direttore generale Armando Di Nardo, hanno illustrato l’opera il RUP Massimo Ventulini, i direttori dei lavori Edy Agnolin e Davide Urban, Lorenzo Fabro e la responsabile del settore ambientale Alessandra Tonelli.
Nel focus tecnico, l’ente consortile ha evidenziato come l’area sia caratterizzata da una vulnerabilità significativa: in caso di piena sono infatti possibili allagamenti estesi nella medio‑bassa pianura. Per questo motivo si punta a rendere più solidi gli argini nei tratti maggiormente esposti, adottando soluzioni che non alterano l’aspetto esterno delle opere di difesa, e rispettano i vincoli ambientali presenti lungo il corso dei due fiumi. Il piano di gestione del rischio di alluvioni acque Alpi orientali vieta l’innalzamento delle quote arginali, operazione che comunque non risolverebbe il problema, aggravando anzi l’onda di piena verso i comuni a valle.
L’interno degli argini saranno consolidati grazie all’inserimento di strutture in calcestruzzo armato, che rafforzano la tenuta del terreno e impediscono fenomeni di erosione interna. Una soluzione, completamente invisibile in superficie, che permette di aumentare la stabilità dell’argine durante le piene senza modificarne la quota, evitando effetti negativi sui comuni a valle. Saranno inoltre realizzati interventi di adeguamento e potenziamento degli impianti idrovori esistenti – Voltascura, Terranova, Borlecchie e Sacchetti -, verrà altresì installata una paratoia sul canale Brancolo con l’obiettivo di regolare i deflussi idrici del canale stesso. Il Consorzio di bonifica ha esposto anche le misure di tutela ambientale integrate nel progetto, frutto di sopralluoghi con gli enti preposti (Servizio biodiversità FVG, Ente Parco), e concepite per salvaguardare prati stabili, aree sensibili e habitat protetti. Le amministrazioni coinvolte hanno ricevuto indicazioni su tempistiche, fasi operative e possibili interferenze con la viabilità e le attività locali, in modo da fornire una collaborazione efficace durante l’esecuzione dei lavori.
“L’accordo tra Stato e Regione ha stanziato 161 milioni di euro per l’ambiente e le risorse naturali, di cui la metà è destinata alla mitigazione del rischio idraulico nel bacino del Torre–Isonzo, un territorio che interessa oltre 81.000 persone e 21 Comuni – ha spiegato il direttore Armando Di Nardo -. Questo intervento è propedeutico alla realizzazione dello scolmatore del Cormor, opera che proteggerà ulteriormente 220.000 persone in 25 comuni”. Di Nardo ha ricordato come le opere di mitigazione idraulica siano fondamentali per garantire la sicurezza: “L’esperienza dello scolmatore del Corno, attivo da vent’anni, dimostra infatti come queste infrastrutture abbiano preservato il territorio dai rischi idraulici, contribuendo alla sicurezza e al progresso delle comunità locali”.
La presidente del Consorzio, Rosanna Clocchiatti, ha sottolineato che “è compito dell’uomo analizzare, comprendere e prendere decisioni mirate, un ruolo che il Consorzio si è assunto garantendo la sicurezza idrogeologica e la manutenzione del territorio. Lo dimostra il caso del Cormor, dove anche attività apparentemente semplici, come il taglio delle piante, contribuiscono a migliorare la sicurezza”.