VENERDÌ 25 SETTEMBRE “MIELA REINA, TRA GIOCO E INVENZIONE: RACCONTI DI FAMIGLIA” NEL RICORDO DELLE NIPOTI DELLA GRANDE ARTISTA E DOMENICA 27 SETTEMBRE ALLE ORE 18.30 FINISSAGE CON LO SCRITTORE DIEGO MARANI
Nell’ambito della mostra “L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo”, venerdì 25 settembre alle 18, al Magazzino 26 del Porto Vecchio – Porto Vivo, Laura e Lucia Budini, uniche nipoti di Miela Reina, verranno intervistate dalla curatrice Marianna Accerboni per svelare, in un racconto inedito, gli aspetti più personali del temperamento della grande artista.
Definita da Gillo Dorfles “una delle voci più importanti e significative dell’arte triestina del secondo Novecento e la sola artista dell’area giuliana ad aver creato, dagli anni Sessanta ai Settanta, un’opera non solo degna di essere ricordata e studiata, ma degna di essere considerata come una solitaria e inimitabile avventura della fantasia”.
“Entravamo da bambine nel suo studio – ricordano Laura e Lucia – ed eravamo libere di toccare ogni oggetto ed ogni colore, di giocare e sperimentare ogni cosa che ci veniva in mente”. A seguire avranno luogo una visita guidata alla mostra e un brindisi con i pregiati vini dell’Azienda Benjamin Zidarich.
Miela Reina (Trieste 1935 – Udine 1972) fu artista eclettica (pittura, grafica, fumetto, scenografia, scultura), coraggiosa e sorprendente autrice d’invenzioni antesignane e di ardite e poetiche sperimentazioni, dotata di una genialità lieve e profonda. Partita da una pittura di taglio espressionista figurativo – ispirato alla Sicilia, terra d’origine del padre mentre la madre era una nota giornalista triestina -, realizzò opere decorative per transatlantici ed edifici pubblici, tessuti e mosaici. Si orientò quindi verso un’inclinazione sempre più visionaria, intrecciando la propria “arte fantastica” a espressioni musicali e teatrali e creando sul palcoscenico, in diretta davanti al pubblico, scenografie per le note composte da Carlo de Incontrera, in una sorta di “pittura teatralizzata”. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle arti di Venezia, fondò e diresse a Trieste con il pittore Enzo Cogno una realtà di assoluta avanguardia, collegata anche a esperienze straniere, quale la Galleria La Cavana e con lui diresse il settore arti visive dell’associazione triestina Arte Viva, nel cui seno fondò assieme ad altri Raccordosei.
A Trieste le sono dedicati un teatro che porta il suo nome e una scuola.
Recentemente è stato aperto al pubblico l’Archivio a lei intitolato, che ospita un nucleo molto numeroso di opere, testimonianze e documenti atti ad approfondire il fil rougedella sua creatività.
L’incontro si situa nel fine della rassegna – realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, il sostegno, tra gli altri, delle Fondazioni CRTrieste e Kathleen Foreman Casali e il media partenariato de Il Piccolo – che mira ad approfondire la personalità e l’opera di Miela Reina, di Leonor Fini, Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni.
Sabato 26 settembre alle 18 la curatrice terrà una visita guidata.
Domenica 27 settembre dalle ore 18.30 avrà luogo il finissage con un incontro, condotto da Marianna Accerboni, con Diego Marani, scrittore e glottoteta di fama internazionale, già consigliere del Ministro della Cultura durante la Presidenza italiana del Consiglio dell’UE e già direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Innamorato di Trieste, cui ha dedicato, tra gli altri, il libro La città celeste (La nave di Teseo), parlerà sul tema Bruxelles – Trieste, due città laboratorio dell’avanguardia.
Seguiranno una visita guidata condotta dalla curatrice, la premiazione dei lavori selezionati alla prima edizione del Premio di pittura Giorgio Rossi e un commento sonoro alle opere a cura e con l’artista e musicista Paolo Cervi Kervischer (sax) e con Daniele Mastronuzzi (live electronics). Il finissage si concluderà con una degustazione dei pregiati vini dell’Azienda Benjamin Zidarich.
Diego Marani (Tresigallo, Ferrara, 1959), dopo aver frequentato il Liceo Ginnasio Ariosto di Ferrara, nel 1983 si laurea in Interpretazione e traduzione alla Scuola superiore di lingue moderne per traduttori e interpreti di Trieste. Oltre all’inglese e al francese, studia professionalmente olandese e finlandese. Lavora come interprete e traduttore freelance e come giornalista per varie testate locali.
Nel 1985 inizia a lavorare al Consiglio dell’Unione europea (DGT) come traduttore e revisore, posizione che ha mantenuto fino al 2006, quando è entrato a far parte della direzione generale Cultura della Commissione europea e, dal 2010, della direzione generale Interpretazione, occupandosi in particolare della politica del multilinguismo, del sostegno alla traduzione letteraria, dell’apprendimento permanente e dell’apprendimento precoce delle lingue. In questo periodo è stato anche autore di discorsi per Leonard Orban, José Barroso, Antonio Tajani e Androulla Vassiliou.
Nel 2014 è stato consigliere del Ministro della Cultura Dario Franceschni durante la Presidenza italiana del Consiglio dell’UE. Dal 2015 lavora per il Servizio europeo per l’azione esterna, primo servizio diplomatico multinazionale, coordinando iniziative di diplomazia culturale.
Il 16 giugno 2020 il Ministro Franceschini che lo ha nominato presidente del Centro per il libro e la lettura (CEPELL). Nel luglio 2020 è stato nominato direttore “di chiara fama” dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, carica che ha mantenuto fino al settembre 2023.
È l’inventore della lingua artificiale chiamata Europanto, costituita da un insieme di tutte le lingue d’Europa, in cui l’autore interpreta tale esperimento come una provocazione mossa ai puristi delle lingue, contro l’integralismo linguistico di chi predica la purezza delle lingue. In tale idioma totalmente inventato ha tenuto una rubrica fissa su giornali svizzeri e belgi a partire dal 1990. Attraverso il gioco intellettuale dell’Europanto, Marani invita a imparare le lingue sapendo vedere dietro ognuna di esse l’umanità di chi la parla. La lingua è uno strumento identitario ma è anche una porta aperta verso nuovi mondi, che ci aiuta a vedere meglio in noi stessi.
In europanto ha pubblicato nel 1999 una raccolta di racconti (Las adventures des inspector Cabillot) e il 15 e 16 marzo 2024 al Teatro dei Fabbri di Trieste è andato in scena Eine posto keine platz, primo spettacolo recitato in europanto, scritto da lui stesso e da Elke Burul.
Ha pubblicato per le maggiori case editrici italiane 24 libri, soprattutto romanzi, per la maggior parte tradotti in 15 lingue, in cui sviluppa e approfondisce la tematica dell’identità e dell’appartenenza, mettendo a frutto la sua esperienza di funzionario europeo. In altre opere affronta invece la tematica delle radici e della memoria.
Alcuni suoi libri presentano un taglio autobiografico: nel 2014 ha pubblicato un libro intitolato Lavorare manca, che intreccia autobiografia e considerazioni generali sullo stato in cui versa il lavoro al giorno d’oggi. Di particolare appeal è La città celeste, un amarcord di grande appeal, in cui rievoca con scrittura agile e brillante il periodo di studi universitari trascorso a Trieste, riuscendo a comporre con grande sensibilità, accanto a momenti di umorismo esilarante, un ritratto molto profondo, attento e informato della città.
Il primo romanzo (in lingua italiana) è Caprice des Dieux, uscito nel 1994. Il romanzo Nuova grammatica finlandese (Bompiani, 2000), rieditato nel 2022, ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour nel 2001 e il Premio Dessì nel 2002, oltre a numerosi riconoscimenti all’estero, tra cui l’European Literature Night Prize e l’Independent Foreign Fiction Prize. Con L’ultimo dei vostiachi ha vinto il Premio Selezione Campiello nel 2002. Il 18 luglio 2024 vince la 5ª edizione del Premio letterario Friuli Venezia Giulia.
Collabora con il supplemento culturale del Sole 24 Ore, con Il Piccolo di Trieste, La Nuova Ferrara, la rivista online Piazza Enciclopedia Magazine e con il sito web eunews.it.
Opere pubblicate
- Caprice des Dieux (romanzo, Il minotauro, 1994)
- Zanzare (romanzo, Il minotauro, 1995)
- Las adventures des inspector Cabillot (racconti, Mazarine, 1999)
- Nuova grammatica finlandese (romanzo, Bompiani, 2000, Premio Grinzane Cavour 2001)
- L’ultimo dei Vostiachi (romanzo, Bompiani, 2002, Premio Selezione Campiello 2002)
- A Trieste con Svevo (romanzo, Bompiani, 2003)
- L’interprete (romanzo, Bompiani, 2004)
- A Santiago per la Via della Plata (diario di viaggio, Terre di mezzo, 2005)
- Il compagno di scuola (romanzo, Bompiani 2005, Premio Cavallini 2005)
- Come ho imparato le lingue (autobiografico, Bompiani, 2005)
- Enciclopedia tresigallese (romanzo, Bompiani, 2006)
- Sentieri partigiani in Italia. A piedi su alcuni dei più bei percorsi della Resistenza (Terre di mezzo, 2006)
- La bicicletta incantata (romanzo, Bompiani, 2007)
- L’amico delle donne (romanzo, Bompiani, 2008)
- Germania in bicicletta (collana Prima di partire, Ediciclo, 2010)
- Seguendo i propri passi (Terre di mezzo, 2010)
- Il cane di Dio (romanzo, Bompiani, 2012)
- Il cacciatore di talenti (romanzo, Barbera, 2013)
- Lavorare manca (romanzo, Bompiani, 2014)
- Vita di Nullo (romanzo, La Nave di Teseo, 2017)
- Il ritorno di San Giorgio (romanzo, La nave di Teseo, 2019)
- La città celeste (romanzo, La nave di Teseo, 2021)
- L’uomo che voleva essere minoranza (romanzo, La nave di Teseo, 2022)
- L’ultima falsità (romanzo, La nave di Teseo, 2025)
La mostra è promossa dall’Associazione Foemina APS di Trieste e realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, ideata e curata da Marianna Accerboni.
Media partner Il Piccolo, quotidiano di Trieste / Gruppo editoriale Nem. Con il sostegno di Fondazione CRTrieste, Le Fondazioni Casali, Ciaccio Arte / Big Broker Insurance Group (Milano), Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina, Trieste), Videoest Trieste, Gruppo Ermada Trieste, Finzi Carta Trieste