“GIORNATA MONDIALE DEI FIUMI”, DOMENICA 27 SETTEMBRE: DALLE 9 A POLCENIGO UNA GIORNATA DI CONCERTI, CAMMINO, INCONTRI, CINEMA

Una fisarmonica che nasce dall’ascolto dei fiumi e una voce che porta nella musica la lingua delle montagne: sono Paolo Forte, musicista che ha costruito il proprio percorso anche attraverso il rapporto con i corsi d’acqua, e Massimo Silverio, cantautore e musicista carnico che trasforma la lingua della sua terra in materia sonora contemporanea, i due protagonisti musicali della giornata con cui Jazz River celebra domenica 27 settembre la Giornata mondiale dei fiumi. Un’intera giornata a Polcenigo, fra cammino, ascolto, cinema, incontri e musica, per chiudere la sesta edizione del festival tornando alla sua idea originaria: seguire il corso dell’acqua per incontrare luoghi, storie e comunità.

Si comincia alle 9 da piazza Plebiscito con il “Cammino sonoro”, fino al Castello di Polcenigo lungo le sponde del Gorgazzo. A guidare il percorso sarà Leila Fullin del Gruppo di cammino di Polcenigo, in un primo appuntamento che invita a osservare il territorio attraverso il passo e l’ascolto.

foto @Margherita Caprilli

Alle 11, al Castello di Polcenigo, sarà quindi Paolo Forte a portare la sua fisarmonica e a raccontare il rapporto con i fiumi che alimenta la sua musica. Le esperienze vissute lungo i corsi d’acqua diventano materia sonora e il Gorgazzo, in questa prospettiva, smette di essere semplice sfondo per trasformarsi in presenza, ritmo e voce.

Il programma proseguirà alle 15 al Teatro comunale di Polcenigo con “River Stories. La profondità del cinema. Piccola guida per immergersi nei film”. La giornalista Maria Balliana dialogherà con Paolo Antonio D’Andrea, autore del volume che riflette sull’esperienza della visione cinematografica come viaggio interiore e incontro con la realtà. Un altro modo, dunque, di attraversare paesaggi e storie, questa volta attraverso lo schermo.

Alle 21 la giornata entrerà nella sua dimensione serale. Ad aprire sarà Ankubu, pseudonimo di Marco Zanella, produttore pordenonese e membro fondatore del collettivo Ghost City, con un intervento elettronico. Seguirà la proiezione di “Salvadis”, il documentario diretto da Edoardo Magrini e Alessandro Fantuzzi, che porta al centro temi complessi e radicati nel territorio friulano, dall’autoritarismo alla chiusura culturale, dalle gerarchie alla violenza e ai rapporti di forza.

foto Roberto Fontana

A seguire sarà Massimo Silverio a chiudere Jazz River con “Surtùm”. Nato e cresciuto tra le montagne della Carnia, Silverio canta nella sua lingua nativa, il carnico, trasformandola in una materia sonora intensa e contemporanea. La sua ricerca mette in dialogo elementi popolari e colti, tradizione e sperimentazione, costruendo un immaginario fatto di luoghi, presenze e riti antichi. Dopo l’esordio nel 2023 con “Hrudja”, nel 2025 ha pubblicato “Surtùm” per la label torinese Okum, portando la propria musica anche fuori dall’Italia.

È una chiusura che riassume la filosofia di Jazz River, festival organizzato dal Circolo Controtempo in collaborazione con il Comune di Polcenigo, che quest’anno per la prima volta ha seguito idealmente il corso del Livenza da Polcenigo a Sacile e Brugnera. Dopo i concerti di Roberto Gatto, Eleonora Strino, Raphael Gualazzi, Thomas Umbaca e del duo Gianluca Petrella e Pasquale Mirra, il programma torna dunque al fiume, non come semplice elemento del paesaggio, ma come filo conduttore di una manifestazione che mette in relazione musica, luoghi, memoria e persone.

Domenica 27 settembre diventa così la sintesi più compiuta di questo percorso: una giornata per camminare, ascoltare, guardare, incontrarsi e infine lasciarsi sorprendere dalla musica, nel segno dell’acqua e del territorio che la custodisce.