Nei primi nove mesi del 2026 la Polizia Locale di Trieste ha intensificato in modo significativo le verifiche nel settore ricettivo e nei servizi turistici: la struttura operativa coinvolta nell’attività è il Nucleo Polizia Commerciale. Il quadro che emerge è articolato e conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione su legalità, sicurezza e qualità dell’offerta turistica.

Questa mattina nella Sala Giunta del Comune di Trieste l’assessore alle Politiche della sicurezza cittadina, Caterina de Gavardo,il comandante, Walter Milocchi e il vice commissario della Polizia Locale e responsabile del Nucleo di Polizia Commerciale, Pierluigi Marchetti hanno illustrato i dati dell’attività.

“La conferenza stampa è dedicata ai controlli effettuati dalla Polizia Commerciale nel settore turistico, con particolare riferimento alle strutture ricettive, sulla base dei dati raccolti dal 1° gennaio al 30 settembre. Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per la città e proprio per questo la crescita del settore deve essere accompagnata da controlli costanti, finalizzati a garantire legalità, sicurezza, tutela dei consumatori e concorrenza leale tra gli operatori.”

“Uno degli aspetti principali emersi dai controlli riguarda il CIN, il Codice Identificativo Nazionale, obbligatorio dal gennaio 2025 per le strutture ricettive. Trieste presenta un livello di adesione in crescita: la copertura era del 77% a marzo 2025, è salita all’85% ad aprile 2026 e oggi supera l’88%, un dato superiore alla media regionale.”

“Nonostante questo risultato, i controlli hanno evidenziato diverse irregolarità: strutture completamente prive di CIN, codici non esposti o irregolari e, in alcuni casi, situazioni di vero e proprio abusivismo. Sono state individuate 20 unità abitative completamente abusive, prive sia delle necessarie autorizzazioni sia del CIN, 13 strutture autorizzate ma prive di CIN, 4 alberghi abusivi e 2 affittacamere non autorizzati, oltre ad altre situazioni gestite in modo irregolare. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata ai casi in cui strutture registrate come semplici unità abitative turistiche svolgevano di fatto un’attività assimilabile a quella alberghiera, senza aver ottenuto le autorizzazioni previste per tale tipologia di esercizio.”

“Le sanzioni previste per queste violazioni possono essere significative: si va, ad esempio, dai 1.600 euro per l’esercizio senza SCIA ai 1.000 euro per la mancata richiesta del CIN, oltre alle sanzioni previste per la mancata esposizione del codice.

I controlli hanno fatto emergere anche altre violazioni, relative alla cartellonistica obbligatoria, con sanzioni che possono arrivare a 500 euro.”

“Importante è stata anche la collaborazione con altri settori della Polizia Locale e con gli uffici comunali. Grazie al lavoro con il Nucleo di Polizia Edilizia, sono state individuate 13 strutture con irregolarità edilizie. Le verifiche hanno inoltre coinvolto i servizi di edilizia privata del Comune di Trieste, il Demanio e, in presenza di possibili irregolarità lavorative, l’Ispettorato del Lavoro. I controlli effettuati sulle strutture turistiche sono stati circa 280.”

“Un ulteriore ambito di intervento riguarda le guide turistiche, un settore soggetto a specifiche regole e requisiti. I controlli hanno portato all’individuazione di tre guide completamente abusive, per le quali sono previste sanzioni particolarmente rilevanti.

“Nel complesso emerge quindi un quadro che conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione su un mercato complesso e in continua evoluzione. L’obiettivo dei controlli non è ostacolare la crescita del turismo, ma garantirne uno sviluppo regolare, trasparente e sicuro, tutelando gli operatori che rispettano le regole, i visitatori e l’intera comunità cittadina.”

Il comandante della Polizia Locale, Walter Milocchi ha specificato che il “CIN, Codice Identificativo Nazionale, rappresenta un elemento fondamentale per la tracciabilità e la regolarità delle strutture ricettive. Tutte le attività turistiche sono tenute a richiederlo, a farvi riferimento nelle attività previste dalla normativa e ad esporlo in modo visibile. Si tratta quindi di uno strumento importante per garantire maggiore trasparenza nel settore e consentire controlli più efficaci.”

Il Comandante della Polizia Locale ha concluso rivolgendo i complimenti al vicecommissario Pierluigi Marchetti e a tutta la struttura della Polizia Commerciale per il lavoro svolto, per l’attenzione con cui viene seguito un settore così importante per la nostra città e per la collaborazione con gli altri uffici e nuclei coinvolti nei controlli.

Il vice commissario della Polizia Locale e responsabile del Nucleo di Polizia Commerciale, Pierluigi Marchetti ha aggiunto che la Polizia Locale svolge un ruolo centrale nei controlli del settore turistico, con particolare attenzione alla tutela dei consumatori e alla regolarità delle strutture e dei servizi offerti.

“Il turismo coinvolge diverse realtà, dalle strutture ricettive alle agenzie di viaggio, e per questo i controlli vengono svolti a 360 gradi, con l’obiettivo di garantire servizi regolari e di qualità, tutelando turisti, consumatori e operatori corretti. Particolare attenzione è rivolta al contrasto dell’abusivismo, che rappresenta un problema sia per la sicurezza dei consumatori sia per la concorrenza leale. In questo quadro, un riferimento fondamentale è il Codice del Consumo, che tutela i diritti degli utenti e promuove trasparenza e correttezza nei rapporti tra operatori e consumatori.”

“Il Ministero del Turismo ha istituito due banche dati nazionali, una dedicata alle strutture ricettive e una alle guide turistiche. Attraverso il codice identificativo è possibile verificare la regolarità della struttura ricettiva e della guida e della conseguente iscrizione nell’apposita banca dati. Il codice deve essere obbligatoriamente esposto, così da consentire ai turisti e agli operatori di verificarne facilmente l’identità e la regolarità. Per Trieste questo significa anche poter verificare non solo le guide del Friuli Venezia Giulia, ma anche quelle provenienti da altre regioni italiane che svolgono la propria attività sul territorio cittadino.”