Con la cerimonia di premiazione di sabato 12 settembre, è calato il sipario sulla Laguna, con la chiusura dell’edizione 2026 del celebre Festival del Cinema di Venezia. Come ogni anno, registi, attori e cinefili di tutto il mondo hanno rivolto lo sguardo verso il Lido, dove il cinema si celebra in tutte le sue forme.

Giunto alla sua 83ª edizione, uno dei festival cinematografici più prestigiosi e longevi al mondo ha riunito grandi autori internazionali, opere di forte impegno civile e titoli destinati a proseguire il proprio percorso nelle sale e sulle piattaforme streaming.

Per offrire agli spettatori italiani l’occasione di scoprire i titoli più attesi presentati quest’anno sul red carpet veneziano, JustWatch, la più grande guida al mondo di contenuti in streaming, ha stilato la classifica dei film più attesi tra quelli presentati all’edizione 2026 del Festival di Venezia a festival concluso, mettendo in evidenza anche i principali riconoscimenti assegnati durante la cerimonia di premiazione.

I film più attesi dopo Venezia 2026

Prima del Festival

Prima del Festival, l’attenzione era concentrata soprattutto sui grandi ritorni e sulle firme più riconoscibili: Danny Boyle con Ink, Nanni Moretti con Succederà questa notte, Wim Wenders con From Inside Out – The Architecture of Peter Zumthor, Paul Schrader con The Basics of Philosophy e Werner Herzog con Bucking Fastard. La selezione comprendeva inoltre il ritorno di Lee Chang-dong, le nuove opere di Martin McDonagh e Casey Affleck e il documentario sugli Oasis.

Dopo il Festival

La classifica a festival concluso mostra come l’interesse degli utenti italiani si sia concentrato su titoli molto diversi tra loro: dal documentario musicale Oasis: Don’t Look Back in Anger ai film premiati Possible Love, Wild Horse Nine, NAZA, Diane in the Loop e Un bon petit soldat. Tra i titoli italiani, Ritorno a Buenos Aires e La ragazza con la Leica.I titoli più popolari tra quelli presentati all’edizione 2026 del Festival di Venezia dopo la premiazione

1. Oasis: Don’t Look Back in Anger – regia di Dylan Southern e Will Lovelace
Il documentario dedicato alla reunion degli Oasis racconta il ritorno sul palco di Liam e Noel Gallagher attraverso immagini inedite, prove e interviste congiunte. Diretto da Dylan Southern e Will Lovelace, il film è uno dei titoli più attesi dal pubblico italiano anche per il forte legame tra musica, memoria e cultura pop.
Perché guardarlo: Il richiamo della reunion degli Oasis e l’accesso a materiale mai visto prima rendono il film uno dei titoli più immediati e trasversali dell’edizione.

2. NAZA – Yuval Abraham e Rachel Szor
Premio: Premio Speciale della Giuria
Il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor porta sullo schermo le testimonianze anonime di 24 persone provenienti dall’apparato militare e dell’intelligence israeliana, concentrandosi sui sistemi utilizzati a Gaza. Presentato in concorso, ha ricevuto una lunga ovazione e il Premio Speciale della Giuria.
Perché guardarlo: La forza testimoniale del film e l’attualità del tema trattato lo hanno trasformato in uno dei titoli più discussi della Mostra.

3. The Echo Chamber – regia di Andrea Pallaoro
Andrea Pallaoro firma una storia d’amore inquieta con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon, in cui presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo finiscono per sovrapporsi. Il film nasce dall’ultima sceneggiatura scritta da Bernardo Bertolucci rimasta inedita dopo la sua scomparsa.
Perché guardarlo: Un dramma sentimentale e psicologico costruito su relazioni complesse e su una forte ricerca formale.

4. Possible Love – regia di Lee Chang-dong
Premio: Leone d’argento
Il ritorno di Lee Chang-dong dopo otto anni mette al centro due coppie sposate, appartenenti a mondi sociali diversi, le cui vite si intrecciano attraverso un documentario sul lavoro.
Perché guardarlo: Il Leone d’Argento, unito alla firma di uno degli autori coreani più apprezzati, ha rafforzato ulteriormente l’attesa del pubblico.

5. Wild Horse Nine – regia di Martin McDonagh
Premio: Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a John Malkovich
Martin McDonagh porta a Venezia un film ambientato poco prima del colpo di Stato cileno del 1973 ai danni del presidente Salvador Allende. John Malkovich e Sam Rockwell interpretano due agenti della CIA inviati all’Isola di Pasqua, dove vecchi segreti e nuove alleanze mettono in crisi la missione.
Perché guardarlo: La forza del cast e la capacità del film di unire dramma e tensione hanno conquistato pubblico e critica, rendendolo uno dei titoli più interessanti di questa edizione.

6. Primetime – regia di Lance Oppenheim
Robert Pattinson interpreta Chris Hansen, conduttore del programma televisivo To Catch a Predator, in un film che esplora il confine tra giornalismo investigativo, intrattenimento e spettacolarizzazione della giustizia. È il debutto nella fiction del documentarista Lance Oppenheim.
Perché guardarlo: La ricostruzione di una vicenda realmente accaduta e la tensione crescente rendono il film un titolo particolarmente coinvolgente.

7. Succederà questa notte – regia di Nanni Moretti
Nanni Moretti con una storia ambientata tra Italia, Francia e Spagna, interpretata dallo stesso regista insieme a Louis Garrel e Jasmine Trinca. Il film riflette sui rapporti personali e sulle scelte che possono cambiare il corso di una vita.
Perché guardarlo: Nanni Moretti, che di solito presenta i suoi film a Cannes, torna al Lido dopo ben 37 anni. Questo ritorno unito a una storia d’amore interpretata dallo stesso regista insieme a Louis Garrel e Jasmine Trinca, rende il film uno degli titoli più attesi dell’edizione di quest’anno.

8. Mr. Nelson, Did You Kill People? – regia di Shinya Tsukamoto
Shinya Tsukamoto dirige un film ispirato alla vicenda di Allen Nelson, veterano afroamericano della guerra del Vietnam, interpretato da Rodney Hicks. La storia affronta il peso della memoria, della violenza e delle conseguenze della guerra.
Perché guardarlo: Il cinema di Tsukamoto incontra un racconto civile e politico con una forte componente personale e psicologica.

9. Bucking Fastard – regia di Werner Herzog
Werner Herzog racconta due sorelle, Jean e Joan Holbrooke, legatissime al punto da parlare all’unisono, condividere gli stessi sogni e innamorarsi dello stesso uomo. Kate Mara, Rooney Mara e Orlando Bloom sono al centro di una storia sospesa tra commedia, eccentricità e osservazione del comportamento umano.Perché guardarlo: La presenza di Werner Herzog, maestro del cinema d’autore, e la forza del cast rendono il film uno dei titoli più interessanti tra quelli presentati in concorso.

10. Ink – regia di Danny Boyle
Ink di Danny Boyle è stato il film di apertura del Festival con una storia ambientata nel 1969, anno in cui viene lanciato un nuovo tipo di giornale destinato a cambiare il volto dell’informazione. Il film racconta la nascita di una nuova idea di news e il gruppo di visionari e outsider che la rende possibile.
Perché guardarlo: Il ritorno di Boyle al Lido e un cast guidato da Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy, hanno reso la pellicola uno dei titoli di punta dell’edizione.

11. Dio ride – regia di Giovanni Veronesi
Dio Ride di Giovanni Veronesi è stato il film di chiusura della Mostra con una storia ambientata nel Seicento e incentrata su Frate Leopoldo, un religioso capace di parlare del Vangelo con un linguaggio popolare e gioioso. Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando e Carlo Cecchi guidano il cast.
Perché guardarlo: Un racconto storico che unisce fede, potere e umanità.

12. From Inside Out: The Architecture of Peter Zumthor – regia di Wim Wenders
Wim Wenders dedica il suo nuovo documentario all’architetto svizzero Peter Zumthor, esplorandone il rapporto con gli spazi, la materia e il paesaggio. Il film attraversa luoghi e testimonianze per costruire un ritratto dell’architettura come esperienza.Perché guardarlo: Il prestigio di Wenders e la centralità dell’architettura.

13. The Basics of Philosophy – regia di Paul Schrader
Paul Schrader porta sullo schermo la storia di John Jorissen, professore di filosofia in un piccolo college del Midwest che insegna, scrive e cerca di tenere sotto controllo un passato che continua a tormentarlo.

14. La ragazza con la Leica – regia di Alina Marazzi
Alina Marazzi racconta Gerda Taro, fotografa di guerra e compagna di Robert Capa, attraverso una combinazione di fiction, immagini d’archivio e memoria storica. Il film, tratto liberamente dal romanzo di Helena Janeczek, ha aperto la sezione Orizzonti.
Perché guardarlo: Il ritratto di una figura femminile dimenticata dalla storia rende l’opera davvero affascinante.

15. Diane in the Loop – regia di Ann Sirot e Raphaël Balboni
Premio: Premio Orizzonti per il miglior filmAnn Sirot e Raphaël Balboni raccontano Diane, una giovane donna che, dopo aver scoperto un trauma legato alla madre, decide di affrontare il passato. Il rapporto tra memoria, rabbia e desiderio di dimenticare diventa il centro di un racconto familiare intenso.

16. Company – regia di Casey Affleck
Casey Affleck intreccia tre storie ambientate in epoche diverse, unite da temi come il lutto, la vendetta, il perdono e la connessione umana. Nick Nolte e Ben Mendelsohn guidano un cast che attraversa generazioni e atmosfere sospese tra dramma e racconto fantastico.
Perché guardarlo: Il debutto veneziano di Affleck alla regia e una struttura narrativa non convenzionale hanno alimentato la curiosità intorno al film.

17. Scherzetto – regia di Mario Martone
Mario Martone porta a Venezia un dramma da camera tratto dal romanzo di Domenico Starnone, con Toni Servillo nei panni di un illustratore anziano costretto a prendersi cura del nipote di cinque anni nella sua vecchia casa napoletana.
Perché guardarlo: Il ritorno di Toni Servillo e la presenza di Mario Martone hanno contribuito a mantenere il film tra i titoli più attesi.

18. Father Joe – regia di Barthélémy Grossmann
Nel cuore della Little Italy di Manhattan, un sacerdote fuori dagli schemi conduce una guerra personale contro la criminalità. Kiefer Sutherland, Ever Anderson e Al Pacino sono i protagonisti del film diretto da Barthélémy Grossmann e sceneggiato da Luc Besson.
Perché guardarlo: Un cast internazionale e la combinazione tra crime movie e racconto religioso rendono Father Joe uno dei titoli più accessibili della selezione.

19. Un bon petit soldat – regia di Stéphane Brizé
Premio: Premio per la migliore sceneggiatura a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce
La storia mette al centro Carla, una dirigente di successo appena nominata responsabile delle risorse umane di una grande azienda. La protagonista deve conciliare il benessere dei dipendenti con obiettivi di performance sempre più pressanti, fino a confrontarsi con le contraddizioni del sistema.
Perché guardarlo: Il premio per la sceneggiatura ottenuto a Venezia sottolinea la forza della scrittura e dell’analisi del mondo del lavoro.

20. Ritorno a Buenos Aires – regia di Marco Bechis
Marco Bechis torna alla memoria della dittatura argentina attraverso Mariano Guerra, che dopo trentatré anni trascorsi in Italia rientra a Buenos Aires per testimoniare contro gli ex militari che lo sequestrarono e torturarono. Adriano Giannini interpreta il protagonista.

Rimane invece fuori dalla Top 20 Woman Unknown, il film della regista danese di origine egiziana May el-Toukhy, vincitore del Leone d’Oro e della Coppa Volpi per la miglior attrice a Mathilde Arcel. La coproduzione tra Danimarca, Svezia e Lettonia è ambientata nella Danimarca del secondo dopoguerra e racconta la storia di Marie, una giovane governante che sta per sposare il ricco e anziano vedovo per cui lavora. La donna nasconde però un passato compromettente: durante la Seconda guerra mondiale ha avuto una relazione con un soldato tedesco e, nel clima di caos e di caccia ai collaborazionisti che segue la Liberazione, il suo segreto rischia di mettere in pericolo la nuova vita che sta costruendo. Il film affronta così temi come la colpa, la vergogna e il controllo esercitato sul corpo delle donne.

Le serie TV presentate a Venezia 2026

Tra le opere seriali presentate nella sezione Fuori Concorso – Series dell’edizione 2026 figura Peccato, diretta da Valerio Vestoso e interpretata da Emanuela Fanelli insieme a un ampio cast italiano del mondo di cinema, tv e cultura. La serie, composta da 6 episodi dalla durata di 30 minuti ciascuno, è stata presentata come opera fuori concorso, confermando l’attenzione della Mostra anche verso i nuovi linguaggi seriali.

Metodologia

Per stilare la Top 20 dei film più attesi sono stati presi in considerazione i titoli presentati all’83ª edizione del Festival di Venezia in concorso, fuori concorso e nella sezione “Orizzonti”. Poiché si tratta in gran parte di opere non ancora disponibili in streaming, la classifica è elaborata sulla base dell’attività degli utenti italiani di JustWatch, in particolare dei segnali di interesse come l’aggiunta di un titolo alla propria watchlist tra il 13 e il 22 settembre 2026, ossia dopo la cerimonia di premiazione del 12 settembre 2026. I riconoscimenti indicati riguardano solo i premi ufficiali. Questa analisi è indipendente e non affiliata alla Mostra.

A proposito di JustWatch

JustWatch è la più grande guida al mondo di contenuti in streaming consultata da più di 60 milioni di utenti al mese da 140 Paesi. Grazie a JustWatch gli utenti possono scoprire dove è possibile guardare legalmente online film, serie TV ed eventi sportivi disponibili su centinaia di piattaforme, tra cui Netflix, Amazon Prime Video, Apple TV, Disney+, NowTV, Infinity+, HBO Max e molte altre.

JustWatch (www.justwatch.com/it) ha sede a Berlino, in Germania, e ha uffici a New York, Parigi, Monaco di Baviera e Londra e conta oltre 200 dipendenti