Lunedì 5 ottobre un laboratorio per esplorare come le storie che ci raccontiamo decidano ciò che riteniamo possibile
Chi decide, in fondo, che cosa è “possibile”? Al Borarium, lo spazio del Museo della Bora a Opicina che ha appena festeggiato il suo primo anno di attività, la risposta passa dalle storie che raccontiamo. Prosegue infatti il ciclo “Il cambiamento in persona“, legato al progetto “Segnali di cambiamento/Znanilci sprememb“: dopo l’appuntamento del 28 settembre con Irene Ivoi sulle vacanze del futuro, lunedì 5 ottobre alle 18 tocca ad Amayah Pelegrin, con il laboratorio “Creare futuri alternativi”, dedicato alla leadership culturale per la transizione ecologica e alle organizzazioni artistico-culturali socialmente impegnate.

Pelegrin torna al Borarium dopo aver condotto con successo, in Friuli Venezia Giulia,
“Cultural Power”, il primo percorso formativo sul ruolo delle organizzazioni culturali nella transizione ecologica. Questa volta il tema è più ambizioso: come la cultura plasma le società, i valori delle comunità, e persino i confini di ciò che immaginiamo raggiungibile. Le narrazioni, spiega Pelegrin, non si limitano a descrivere il mondo: lo costruiscono, un immaginario collettivo alla volta. Per dimostrarlo porterà al Borarium i risultati della sua ultima ricerca sulle organizzazioni di arte socialmente impegnata a livello europeo, per capire quale ruolo stiano già giocando nella trasformazione sociale in corso e quale peso abbiano sul welfare culturale. Al laboratorio seguirà un esercizio pratico: un’occasione per chi partecipa di mettere a fuoco il proprio ruolo, presente o potenziale, in questo cambiamento, e di costruire insieme reti e nuove idee da portare a casa.
L’evento si svolgerà in lingua italiana con traduzione simultanea in sloveno.
Il laboratorio partecipato è aperto a 35 persone. Iscrizioni a [email protected].
Amayah Pelegrin è presidentessa e co-fondatrice di The Field Società Cooperativa: coach, facilitatrice e stratega creativa di respiro internazionale, lavora con persone e organizzazioni per co-costruire un futuro sostenibile. È stata responsabile dei programmi formativi creativi di Julie’s Bicycle, organizzazione britannica pioniera sui temi ambientali, e nel 2017 ha ideato Creative Climate Leadership, il primo programma mondiale di leadership climatica per il settore culturale (www.thefieldco.org).
Restano visitabili per tutto ottobre le due mostre frutto del progetto “Segnali di cambiamento“: “Cartoline climatiche del futuro“, con le illustrazioni firmate da Jan Sedmak, Giovanna Giuliano, Paolo Pascutto, Aleš Brce, Giulia Silipo e Giulio Quarantotto, nate da un laboratorio partecipato; e “Gradi di cambiamento“, il fotoreportage itinerante di Marco Covi sull’aumento delle temperature in Friuli Venezia Giulia, realizzato con i dati della Società Meteorologica Alpino-Adriatica.
Il progetto “Segnali di cambiamento/Znanilci sprememb” rientra nel bando della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia a sostegno di iniziative culturali di sensibilizzazione sul clima pubblicato nell’ambito del progetto RE-ACTIVE finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia (www.ita-slo.eu/re-active).