La cultura può anche prendersi cura. Può dare parole alla paura, trasformare emozioni difficili da raccontare e creare, attorno a chi attraversa la malattia, una comunità capace di ascoltare e condividere. È da questa convinzione che nasce il nuovo progetto dell’associazione Thesis di Pordenone, che da oltre trent’anni, attraverso Dedica Festival e le sue iniziative, lavora sulla cultura come strumento di cambiamento e coesione sociale. Questa volta il punto di partenza è un libro e l’obiettivo è portarlo sul palcoscenico per avvicinare il teatro alle persone che stanno affrontando un percorso oncologico.

Si chiama “Dona Una gioia feroce” il progetto che Thesis ha scelto di sostenere attraverso una campagna di crowdfunding, con l’obiettivo di raccogliere i fondi necessari alla realizzazione dello spettacolo. L’iniziativa è condivisa e sostenuta da Andos, Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, e Prendersi cura, progetto delle Associazioni Oncologiche di Pordenone.

Al centro c’è il romanzo “Una gioia feroce “dello scrittore francese Sorj Chalandon, Dedica 2026, una storia che entra nel cuore della malattia senza fermarsi alla sua dimensione clinica. La protagonista, Jeanne, conduce una vita ordinaria quando scopre di avere un tumore al seno. La diagnosi cambia improvvisamente la sua quotidianità e la porta dentro il mondo degli ospedali, delle terapie, delle paure e delle attese. È proprio lì che incontra altre donne, anch’esse segnate dalla malattia, con le quali nasce un’amicizia inattesa e una complicità che diventa una forma di resistenza. Insieme scelgono di non lasciare che il tumore definisca interamente la loro esistenza e ritrovano, accanto alla paura, un’ostinata voglia di vivere.

È questa la “gioia feroce” del titolo: non una felicità facile o inconsapevole, ma una forza vitale che può affiorare anche nel momento più buio, capace persino di aprire spazio al sorriso e alla leggerezza. Una storia che parla della fragilità del corpo, ma soprattutto dei legami, dell’amicizia e della possibilità di attraversare la malattia senza sentirsi soli.

Dal romanzo nascerà una lettura teatralizzata affidata all’attrice Carlotta Del Bianco, con musiche originali eseguite dal vivo da Alvise Nodale. Il teatro diventa così il luogo nel quale condividere emozioni che spesso restano nascoste: paura, rabbia, solitudine, speranza. Non una terapia, naturalmente, ma uno spazio di ascolto e di vicinanza che può affiancare, sul piano umano, il percorso di cura.

La ricerca scientifica mostra del resto quanto la diagnosi oncologica coinvolga, oltre al corpo, anche la dimensione psicologica, relazionale e sociale della persona. Riconoscere e affrontare il disagio emotivo può contribuire all’aderenza alle terapie e al percorso di cura. Parlare di ciò che si prova, dunque, non è un elemento secondario. È proprio su questo terreno che Thesis vuole intervenire, affidandosi alla forza delle parole e del teatro.

Per realizzare lo spettacolo, che Thesis spera di poter portare in scena a fine novembre, servono 4 mila euro, destinati ai compensi degli artisti, all’impianto audio e luci, al noleggio della sala, alla promozione della campagna e ai costi organizzativi e amministrativi. Tutte le persone impegnate nella raccolta fondi lo fanno volontariamente e Banca 360 si è impegnata a contribuire al raggiungimento del 90% dell’obiettivo.

Sostenere “Una gioia feroce” significa quindi sostituire un progetto che mette insieme cultura, teatro e attenzione alle persone, perché anche nei percorsi più difficili possa esserci uno spazio per ascoltare, condividere e, insieme, ritrovare la forza di vivere.

Per sostenere “Dona una gioia feroce” questo è il link: https://www.ideaginger.it/progetti/dona-una-gioia-feroce.html
Info: 0434 26236