Con una durata media di 1,56 anni, il Tribunale di Trieste è il più virtuoso d’Italia secondo la decima edizione dello “Studio dei Tempi delle Esecuzioni Italiane” dell’Associazione T6

Il Tribunale di Trieste è il più performante d’Italia per i tempi complessivi di definizione delle procedure di esecuzione immobiliare durante il 2025. La durata media si attesta infatti a 1,56 anni, un dato che colloca il Tribunale Trieste al primo posto nella rilevazione nazionale, davanti ai tribunali di Gorizia (1,65 anni), Busto Arsizio (2,10 anni), Ferrara (2,15 anni) e Bolzano (2,44 anni). È quanto emerge dallo “Studio dei Tempi delle Esecuzioni Italiane”, l’analisi annuale presentata dall’Associazione T6 – Tavolo di Studio sulle Esecuzioni Italiane, giunta alla decima edizione. Lo studio, che fotografa l’andamento delle procedure esecutive immobiliari in Italia con l’obiettivo di monitorarne la durata e individuare le principali dinamiche che caratterizzano il sistema, è stato realizzato con il supporto di Federico Cecconi, ricercatore presso il CNR e membro del Consiglio Direttivo e di Laura Pelucchi, Partner di La Scala Società tra Avvocati e Referente commissione esecuzioni dell’Associazione T6.

A livello nazionale, secondo i dati raccolti, si conferma la progressiva diminuzione dei tempi medi di durata delle procedure, che nel 2025 si attestano a 4,85 anni. Si tratta di una riduzione contenuta, ma che conferma il percorso di progressivo efficientamento del sistema. Al contempo, diminuisce il numero delle procedure definite nel corso del 2025: sono 46.319 fascicoli conclusi, il 10,8% in meno rispetto al 2024, la contrazione più marcata dell’ultimo quadriennio. Tuttavia, questo dato va letto alla luce della progressiva riduzione dei volumi complessivi rispetto al passato, determinata dalla diminuzione sia delle nuove iscrizioni che del numero complessivo delle procedure pendenti. Inoltre, l’analisi conferma che il principale fattore che incide sulla durata delle procedure è rappresentato dalla fase di vendita, che costituisce la componente più rilevante del tempo complessivo dell’esecuzione (1.022 giorni, rispetto ai 648 giorni della fase di avvio della procedura ai 438 giorni della fase di distribuzione).

Per quanto riguarda la modalità di definizione, le procedure concluse con aggiudicazione e riparto rappresentano il 53% del totale delle procedure definite nel 2025, pari a 24.531 fascicoli, in diminuzione rispetto ai 28.098 del 2024. Le procedure transattive costituiscono invece il 30% del totale, con 14.069 procedure concluse, anche in questo caso in calo rispetto alle 16.729 dell’anno precedente. Significative sono anche le differenze in termini di durata: le procedure concluse con aggiudicazione e riparto richiedono mediamente una tempistica di 6,14 anni (un dato in linea con quello registrato nel 2024), le procedure transattive si caratterizzano per tempi più contenuti, con una durata media di 3,59 anni nel 2025, in miglioramento rispetto al 2024 (3,69).

Il focus sulle procedure iscritte a partire dal 2015 conferma il miglioramento dei tempi: l’89% delle procedure definite nel 2025 riguarda fascicoli iscritti nell’ultimo decennio e, per quelle concluse con vendita giudiziale, la durata media scende da 6,14 a 4,80 anni. Un dato che conferma quanto gli effetti delle riforme, della digitalizzazione e della crescente professionalizzazione degli operatori sull’efficienza del sistema esecutivo.

Federico Cecconi, Professore Cnr e Coordinatore Comitato Scientifico dell’Associazione T6, ha commentato: “La nuova edizione dello Studio dei Tempi e delle Esecuzioni Italiane restituisce un quadro in miglioramento, con una graduale riduzione dei tempi delle procedure. Al contempo, aspetti come il peso della fase di vendita, che costituisce la componente più rilevante del tempo complessivo dell’esecuzione, e i divari territoriali, mostrano che il percorso non è concluso, per cui è importante continuare a lavorare per accompagnare l’evoluzione del sistema”.

Laura Pelucchi, Partner La Scala Società tra Avvocati e Referente commissione esecuzioni immobiliari dell’Associazione T6, ha aggiunto: “Per il futuro sarà fondamentale consolidare i risultati raggiunti e intervenire sui fattori che incidono maggiormente sulla durata delle procedure, favorendo la diffusione di buone pratiche che hanno già dimostrato efficacia. L’obiettivo è un sistema delle esecuzioni sempre più efficiente e omogeneo, per garantire tempi ragionevoli e prevedibili, senza compromettere qualità, efficacia e garanzie”.