E’ stata inaugurata oggi, alla presenza del Sindaco, Roberto Dipiazza, la mostra “Carlo Marchesetti, scienziato enciclopedico” allestita presso la Sala “Attilio Selva” di Palazzo Gopcevich fino all’8 dicembre 2026. Erano presenti i coordinatori della mostra, Patrizia Fasolato, Responsabile dei Musei Scientifici e Stefano Bianchi, Responsabile dei Musei Storici e Francesca Locci Dirigente del Servizio Promozione Turistica, Musei, Eventi culturali e sportivi.

“Ringrazio queste persone straordinarie per questo lavoro meraviglioso” ha esordito il Sindaco Roberto Dipiazza, complimentandosi per questa mostra con i coordinatori e tutti il personale impegnato nella sua realizzazione.

“Il Magazzino 26 di Porto Vecchio-Porto Vivo, 30.000 metri quadri di superficie, è pronto e già vuoto è un museo”. “Al suo interno – ha aggiunto – trasferiremo il Museo di Storia Naturale e tutti gli altri musei della città per dare vita ad un polo museale di grande importanza per la città”. Il Primo cittadino ha infine voluto ricordare assieme ai presenti l’assessore Giorgio Rossi tributandogli un lungo applauso.

Francesca Locci, introducendo la presentazione, ha sottolineato la sinergia tra i Musei Civici che portato all’ottima riuscita di questa mostra.

“Si tratta – ha spiegato Stefano Bianchi – di una mostra interforze, in quanto ha messo assieme le risorse scientifiche, tecniche e in amministrative di diversi istituti museali appartenenti ai Musei storici e ai Musei scientifici. Carlo Marchesetti è stato un personaggio poliedrico che ha avuto un’infinità di interessi e di competenze, rappresentate in questa mostra attraverso una scelta mirata di documenti e reperti che afferiscono a questa sua straordinaria attività che ci riporta in una Trieste di fine Ottocento, inizio Novecento, straordinariamente ricca su tutti i versanti e in particolare, per quanto lo riguarda, su quello della ricerca naturalistica e archeologica. Da qui il coinvolgimento anche del Museo Winckelmann, della Fototeca e l’apporto documentale da parte dell’Archivio Diplomatico.

“Marchesetti – ha aggiunto Patrizia Fasolato – è stato direttore del Museo di Storia Naturale per tantissimi anni, dal 1876 al 1921, quindi un arco temporale che ha fatto sì che lasciasse un’impronta molto forte a questo istituto, pensando fin dall’inizio di realizzare un allestimento che fosse dedicato non solo agli studiosi, ma anche al pubblico generalista: una visione moderna che lui aveva già all’epoca”. Fasolato si è quindi focalizzata sulla descrizione della rassegna espositiva, organizzata in 12 sezioni che si concentrano sulle molteplici attività seguite da Marchesetti, a partire dall’aspetto archeologico.

“Nella sua vita, Marchesetti ha realizzato più di 200 iscritti di carattere scientifico su vari temi: aveva la capacità di spaziare, di dialogare con tante tematiche. Sarà possibile scoprire quindi la sua capacità nell’essere un esploratore attento che lo portava a raccogliere minerali, fossili, ma anche piante e fiori: la botanica è stata infatti il filo rosso che l’ha accompagnato durante tutta la sua esistenza e l’ha portato a scrivere molti testi, fino a diventare, nel 1903 direttore dell’Orto botanico, anche qui con una visione orientata al territorio, valorizzando tutto quello che riguardava il nostro contesto e, al contempo, aprendosi ai rapporti nazionali e internazionali che ha sempre tenuto e che trovano testimonianza nella corrispondenza che in parte si può vedere qui esposta” .

Nel 2026 ricorrono i 100 anni dalla morte di Carlo de Marchesetti (Trieste, 17 gennaio 1850 – 1° aprile 1926), figura di grande rilievo per la storia scientifica e culturale di Trieste e della Venezia Giulia.

Per l’occasione il Comune di Trieste dedica allo studioso una mostra che intende ripercorrere le tappe della sua vita, i suoi impegni di studioso, le scoperte, i viaggi, le pubblicazioni più significative, senza tralasciare gli spunti provenienti dai tanti diari e dalla corrispondenza conservati anche presso l’Archivio diplomatico del Comune di Trieste.

Attraverso l’esposizione di fotografie, volumi, taccuini, reperti archeologici provenienti dagli scavi condotti nella necropoli di Santa Lucia di Tolmino, fossili, minerali, carte geologiche, carteggi personali, erbari e scatole entomologiche, la mostra racconta la persona Carlo de Marchesetti e ne esplicita, nelle sue varie sezioni espositive, i numerosi e vari interessi che lo hanno animato a livello professionale e scientifico.

Già dalla biografia, presentata all’inizio del percorso e arricchita da immagini, il visitatore può cogliere la dimensione poliedrica dello studioso e il suo impegno verso il Museo di Storia Naturale di Trieste di cui è stato direttore dal 1876 al 1921 contribuendo al continuo arricchimento delle collezioni e sviluppando rapporti con importanti figure collegate alle scienze. Si occupa, infatti, lungo l’intero arco della sua vita di botanica, zoologia, archeologia, paleontologia, paletnologia, geologia, geografia, e scrive più di 200 lavori, gran parte di carattere scientifico, alcuni dei quali ancora oggi fondamentali.

E’ proprio all’approfondimento del contributo fornito da Marchesetti agli studi in ciascuno degli ambiti del sapere sopra menzionati che sono dedicate le singole sezioni, ognuna di delle quali viene arricchita con una selezione di scritti e documenti, alcuni pubblicati e altri tramandati quali preziose memorie come i “Diari di viaggio e di scavo”, che riportano note e appunti dal 1879 al 1900, ora conservati all’Archivio Diplomatico di Trieste.

Marchesetti si sposta molto e descrive puntualmente gli itinerari percorsi restituendo gli esiti delle sue osservazioni e ricerche anche attraverso schizzi. Lo troviamo in Egitto, India, Strasburgo, Stoccarda, Karsruhe, Monaco, Trento, Rovereto S. Lucia, Istria e il litorale, Turchia, Budapest, Brioni, Promontore, S. Lucia di Tolmino.

Si dedica intensamente allo studio di importanti necropoli, grotte e castellieri, tanto da dedicare a questi ultimi, in particolare, nel 1903, la pubblicazione “I castellieri preistorici di Trieste e della regione Giulia”, testo, esposto in mostra, ancora oggi fondamentale nell’ambito della storia degli studi della preistoria anche per il fatto di essere la prima puntuale sintesi della presenza dei castellieri in area giuliana e istriana.

Gli scavi lo impegnano per anni e spesso portano a pubblicazioni ancora oggi di riferimento storico e scientifico. La sezione archeologica della mostra ospita inoltre i reperti provenienti dalla tomba numero 39, settore V2, della necropoli di Santa Lucia di Tolmino, e oggi conservati, per volontà testamentaria di Marchesetti stesso, al Museo J.J. Winckelmann. Nell’occasione si pongono in evidenza la precisione di Marchesetti nel documentare lo scavo e la sua infaticabile opera nella paletnologia a lui contemporanea.

Per le diverse attività di ricerca, Marchesetti naturalmente ricorre anche al supporto di carte geologiche: tra queste vi è una in particolare, la “Carta geologica dei dintorni di Trieste”, databile alla fine dell’Ottocento, che risulta disegnata proprio da Marchesetti assieme a G. Sencig e stampata da E. Guttman, Trieste, e che è stata allegata al volume “Flora di Trieste e de’ suoi dintorni” (1896/97). Altre carte conservate al Museo sicuramente sono state utilizzate dallo studioso per le sue attività: si espongono in originale o riprodotte alcune delle più significative, accompagnate anche da una selezione di minerali raccolti da Marchesetti durante i suoi viaggi e lasciati, unitamente a molte altre raccolte, al Museo di Storia Naturale.

La botanica è sempre stata un ambito particolarmente caro a Marchesetti. Significativo in tal senso è il fatto che, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione del Museo di Storia Naturale, Marchesetti pubblica proprio il citato volume “Flora di Trieste e de’ suoi dintorni”, stampato dalla Tipografia del Lloyd Triestino ed esposto in questa occasione assieme ad alcuni reperti, tra cui alcune alghe, da lui raccolte e preparate per l’esposizione internazionale del 1882 a Trieste, nonché ad una vetrina contenente 160 vasetti di semi raccolti all’Orto Botanico di Trieste, dove Marchesetti, in veste di direttore, implementa in modo particolare la flora locale. Tra i diversi contributi di Marchesetti in ambito botanico, da segnalare è anche la scoperta di un’alga nel Golfo di Singapore, che viene descritta da Ferdinand Hauck (Brno,1845- Trieste,1889) nello scritto “Cenni sopra alcune alghe dell’Oceano Indiano” (1882) come Marchesettia spongioides, anche se la definizione scientificamente accettata è Ceratodictyon spongiosum Zanardini, 1878.

Nella sua veste di Direttore, Marchesetti non tralascia mai l’importanza “informativa e formativa” di un museo, dimostrando una grande sensibilità nel far conoscere al visitatore e anche allo studioso esemplari e reperti provenienti da varie parti del mondo. Ne sono un esempio le scatole entomologiche con alcuni lepidotteri esotici (farfalle e falene) che Marchesetti ha fatto acquistare nel 1907 per realizzare una sala di cui si possiede ancora una foto storica.

Nell’ambito dei diversi studi legati al territorio locale, alla sua morfologia e alla fauna e flora, Marchesetti si occupa anche delle acque osservando contestualmente la fauna presente. A titolo esemplificativo e per l’importanza che riveste, si presenta un esemplare di “proteo” conservato in liquido, anfibio endemico delle acque sotterranee fredde e limpide delle grotte carsiche nella Slovenia meridionale e nella Venezia Giulia, cui un Marchesetti ancora giovane dedica nel 1875 l’intervento “Di alcune nuove località del Proteus anguinus” sul primo numero del Bollettino della Società di Scienze Naturali.

Grazie alle sue attività e alle sue ricerche, in qualità di Direttore del Museo di Storia Naturale porta a un sensibile incremento delle collezioni di antropologia, preistoria, zoologia, con un arricchimento delle specie anche grazie ai rapporti da sempre coltivati con la compagnia di navigazione del Lloyd sulle cui navi i beni e reperti possono giungere da diversi luoghi del globo.

Una vita ricca dunque quella di Marchesetti, dove la ricerca, gli scavi, le diverse scoperte e la direzione del Museo di Storia Naturale si intrecciano con i tanti e prolungati rapporti con diversi studiosi.

La mostra restituisce la figura di Marchesetti “scienziato enciclopedico” attraverso 12 rappresentative tappe dedicate alla vita, alle sue innumerevoli pubblicazioni, all’archeologia e paletnologia con gli approfondimenti sui castellieri, sugli scavi della necropoli di S. Lucia di Tolmino, sui minerali e fossili, per poi arrivare alla cartografia e geologia, alla botanica, alla zoologia con focus sulle raccolte entomologiche, sul Proteo, sull’Orso delle Caverne, toccando, infine, i pesci rossi, la specie aliena dello stagno di Contovello.

EVENTI

Durante il periodo della mostra sono previste le seguenti conferenze presso la Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich:

  • venerdì 6 novembre, ore 17:30

“Carlo Marchesetti paleontologo. Fossili, grotte e scoperte di un ricercatore curioso”

a cura di Francesco Boschin, professore associato, Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente, Università degli Studi di Siena;

  • venerdì 13 novembre, ore 17:30

“Carlo Marchesetti scienziato e archeologo”

a cura di Costanza Brancolini, conservatrice del Museo d’Antichità J.J. Winckelmann;

  • venerdì 27 novembre, ore 17:30

“Carlo Marchesetti e il suo tempo: l’archeologia tra ricerca e tutela a Trieste e nel Litorale austriaco (1850-1918)” a cura di Roberto Micheli, archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio FVG.

Approfondimenti sono possibili anche intervenendo ai seguenti appuntamenti organizzati nei Musei Civici nell’ambito del programma ”Conoscere Marchesetti e il suo tempo: conferenze, approfondimenti, visite alle collezioni e ai depositi dei musei civici”:

  • 24 ottobre – sabato

“Passeggiata botanica al Museo di Storia Naturale”

Visita al gabinetto scientifico e al deposito di botanica con focus su Marchesetti

Relatore: Fulvio Tomsich Caruso, istruttore culturale e responsabile delle collezioni botaniche del Museo di Storia Naturale di Trieste

Ritrovo: ore 11:00 al Museo di Storia Naturale, via dei Tominz 4, Trieste

Ingresso gratuito. Massimo 25 posti prenotabili da lunedì 19 al giovedì 22 ottobre all’indirizzo [email protected]

  • 7 novembre – sabato

“Abitare a Trieste nell’800”

Visita guidata a Palazzo Revoltella

Relatrici: Susanna Gregorat conservatrice del Museo Revoltella e Federica Moscolin, istruttore culturale/bibliotecaria della Biblioteca d’arte “Sergio Molesi”

Ritrovo: ore 16:00 e 17:00 al Museo Revoltella, via Diaz 27, Trieste

Ingresso gratuito. Posti limitati prenotabili all’indirizzo [email protected]

  • 14 novembre – sabato

“I segreti delle necropoli dell’Età del Ferro a 100 anni dalla morte di Marchesetti”

Visita guidata ad alcune sale del Museo d’Antichita’ J.J. Winckelmann

Relatrice: Costanza Brancolini conservatrice del Museo d’Antichita’ J.J. Winckelmann

Ritrovo: ore 11:00 al Museo Winckelmann, Piazza della Cattedrale, 1, Trieste

Ingresso gratuito.

Il Museo non è dotato di ascensore

  • 29 novembre – domenica

“La Biblioteca si racconta: mattinata dedicata alle pubblicazioni e alla biblioteca di Marchesetti per i 180 anni dalla fondazione del Museo e i 130 anni dalla pubblicazione della suo libro “Flora di Trieste e dei suoi dintorni”

Relatori: Kaika Cau, istruttore culturale/bibliotecaria del Museo del Mare e del Museo di Storia Naturale e Fulvio Tomsich Caruso, istruttore culturale e responsabile delle collezioni botaniche del Museo di Storia Naturale di Trieste

Ritrovo: ore 11:00 presso la Sala Incontri, Museo Civico di Storia Naturale, via dei Tominz 4, Trieste

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

  • 5 dicembre – sabato

“Museo segreto: sulle tracce del Carsosauro Marchesetti e altri tesori fossili”

Visita alla sala paleontologica e ai depositi solitamente chiusi al pubblico

Relatore: Deborah Arbulla, conservatore paleontologo al Museo Civico di Storia Naturale di Trieste

Ritrovo per la visita: ore 11:00

Laboratorio calchi: ore 10:00-13:00 al Museo di Storia Naturale, via dei Tominz 4, Trieste

Ingresso gratuito

  • 19 dicembre – sabato

“Il giardino di Marchesetti al microscopio”

Laboratorio di entomologia

Relatore: Andrea Colla, entomologo del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste

Ritrovo: ore 11:00 al Museo Civico di Storia Naturale, via dei Tominz, 4 – Trieste

Ingresso gratuito. Massimo 15 posti prenotabili da lunedì 14 a giovedì 17 dicembre all’indirizzo [email protected]

La mostra e tutti gli eventi collaterali sono a ingresso gratuito e sono realizzati anche

con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia

COMTS – TG

MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE

Fondato nel 1846 per volontà e a spese di privati cittadini, il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste è il più antico istituto scientifico in Friuli Venezia Giulia e ospita 4 milioni di reperti.

Passato al Comune di Trieste qualche anno più tardi, precisamente nel 1852, l’Istituto vede accrescere, nel corso degli anni, le proprie collezioni e i propri reperti grazie alle continue e numerose donazioni da parte dei privati, alla collaborazione con il Gabinetto dell’I.R. Accademia di Commercio e Nautica e ai frutti di particolari spedizioni, una tra tutte la circumnavigazione del globo compiuta dalla Fregata Novara.

Il Museo pertanto, pur conservando l’originario indirizzo zoologico, si arricchisce nel tempo anche di reperti floristici, geologici e paleontologici e di una Biblioteca specializzata con opere in molte lingue.

A maggio del 2008, dopo la chiusura della sede storica in piazza Hortis 4, che ha ospitato questo importante Museo Civico per più di 150 anni, l’Istituto viene trasferito in via dei Tominz 4, dove, nel 2010, è stata inaugurata la nuova sede del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste.

Al patrimonio costituito dalle collezioni di studio, si affianca, sin dalla fondazione dell’Istituto, la biblioteca scientifica, nata dalla volontà dei privati fondatori i quali, auto tassandosi, acquistarono i primi libri per la determinazione e lo studio delle scienze.

Con l’andare del tempo, la biblioteca del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste si è ampliata grazie a scambi, acquisti e donazioni.

La biblioteca oggi può considerarsi una tra le più importanti biblioteche scientifiche d’Italia per la quantità di periodici e di monografie: i suoi scaffali, infatti, contano più di 2.000.000 periodici raccolti in 1.600 titoli (660 ancora attivi) e 29.500 monografie, che raccontano la scienza dai suoi albori ai giorni nostri. La biblioteca, inoltre, stampa da oltre 160 anni gli “Atti del Museo Civico di Storia Naturale” che raccolgono studi e ricerche importanti a livello nazionale ed internazionale, e ha pubblicato negli ultimi decenni 30 monografie tematiche di zoologia, paleontologia, botanica e storia della marina.

Il fondo bibliotecario del Museo è aperto al pubblico sia per consultazione e riproduzione documenti che per il servizio di prestito.

museostorianaturaletrieste.it

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