Martedì 13 ottobre a Gorizia e mercoledì 14 ottobre a Trieste il grande cinema della Biennale di Venezia torna in sala con l’iniziativa “Le Giornate della Mostra del Cinema di Venezia – I Film della Settimana della Critica”. Il programma intreccia gli sguardi di due sezioni indipendenti della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica: la Settimana Internazionale della Critica (SIC), dedicata alle opere prime di registi emergenti e introdotta da voci autorevoli del mondo della critica cinematografica, e le Giornate degli Autori, sezione parallela giunta quest’anno alla ventitreesima edizione, che mette in dialogo autori esordienti e registi già affermati.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra AGIS, ANEC e FICE delle Tre Venezie con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e gli Enti territoriali. Un percorso ormai consolidato e molto atteso che rende possibile il dialogo tra il pubblico e il cinema più vitale e coraggioso, spesso escluso dai circuiti distributivi tradizionali.

A Gorizia la rassegna si apre martedì 13 ottobre alle 20.30 al Multisala Kinemax con A veces me entra tristeza, otras veces rebelión (Argentina, Spagna, 2026) di María Aparicio, in concorso alle Giornate degli Autori e premiato con il GdA Director’s Award. Presenta la serata la critica cinematografica Eleonora De Grassi.

Il lungometraggio segue Eva, regista argentina di passaggio a Madrid. Trascorre le giornate da sola, vagando senza meta in una città che non conosce e senza particolare interesse per nuove amicizie. Un pomeriggio, al Museo Reina Sofía, incontra Dante, uno storico argentino impegnato in una ricerca sulle lotte operaie nel proprio Paese e sulla figura di Juan Bialet Massé. Tra i due prende forma lentamente una relazione fatta di conversazioni, dubbi, incontri e occasioni mancate. Quella che potrebbe sembrare la storia di un’amicizia o di un possibile legame sentimentale si apre progressivamente a una riflessione sulle condizioni del lavoro e sul senso di precarietà che attraversa un’intera generazione. La giuria che ha assegnato all’opera il GdA Director’s Award ne ha sottolineato la capacità di raccontare la solitudine contemporanea e di unire dimensione intima e tensione politica: «Il personale e il collettivo, la finzione e il documentario, la storia e il presente si fondono in un unico respiro».

A Trieste la programmazione al Cinema Ariston prosegue mercoledì 14 ottobre con due proiezioni dedicate alla 41ª Settimana Internazionale della Critica. Alle 18.00 il cortometraggio Gusci (Italia, 2026) di Elisa Chiari e Francesca Trovato, dalla sezione SIC@SIC, precede il lungometraggio in concorso Meteorite (Colombia, 2026) di Sebastián Múnera. Saranno in sala Beatrice Fiorentino, Delegata Generale della SIC e Pietro Crosilla, La Cappella Underground.

In Gusci dodici uova benedette proteggono dal malocchio il matrimonio di Lucia. Quando due di esse scompaiono, la sorella maggiore Elena viene incaricata di recuperarle e le due intraprendono un viaggio assolato attraverso legami e distanze comuni, perché il rito deve essere portato a termine. Elisa Chiari e Francesca Trovato si muovono tra documentario e finzione e stanno sviluppando insieme il documentario Lunàdiga, vincitore del Premio IDS Solinas Documentario per il Cinema.

Meteorite è ambientato in una cittadina sul fiume Magdalena, dove Tefa e Nía crescono insieme il giovane nipote di Nía. È lei a coinvolgere l’amica nel contrabbando di telefoni cellulari all’interno della prigione regionale, e il tragitto le porta ad attraversare uno stravagante parco divertimenti costruito sopra l’ex tenuta di un signore della droga. Mentre vagano tra scivoli d’acqua, sentieri verdeggianti e dinosauri di cemento, ricordi inquietanti riaffiorano nella calura estiva, in un luogo dove la violenza si cela sotto ogni superficie. Sebastián Múnera, regista e artista visivo colombiano nato nel 1989, firma con Meteorite il suo primo lungometraggio di finzione. «Più che tornare a raccontare il narcotraffico, mi interessa esplorare il fragile confine tra piacere e crimine e il modo in cui la violenza continua a vivere nella memoria» si legge nelle note di regia. «La loro amicizia diventa un atto di resistenza, mentre il fiume le accompagna come un testimone silenzioso».

Alle 20.30 la regista Maria Giménez Cavallo sarà inoltre in sala per presentare Les métamorphoses, au féminin (Italia, Francia, Stati Uniti, 2026) di Maria Giménez Cavallo, evento speciale di apertura fuori concorso della sezione SIC@SIC, accompagnato da Our Share of Sand (India, Regno Unito, Grecia, 2026) di Shalini Adnani, Premio del Pubblico.

In Les métamorphoses, au féminin una professoressa legge ad alta voce in classe alcuni tra i passi più significativi delle Metamorfosi di Ovidio che narrano episodi di violenza contro le donne. Mentre gli antichi versi riecheggiano nell’aula, gli alunni iniziano a prendere coscienza della crudeltà che si cela sotto la poesia, e i miti si rivelano uno specchio inquietante della realtà contemporanea. Maria Giménez Cavallo, nata a New York nel 1992, ha lavorato al fianco di Abdellatif Kechiche nella trilogia Mektoub, My Love e di Pietro Marcello per Futura e Le vele scarlatte.

Our Share of Sand segue Maya, dodicenne che dopo diversi anni all’estero torna in India con la madre per ricongiungersi con il padre, imprenditore nell’estrazione della sabbia. In un mondo in cui si scontrano lavoro, retaggio e sfruttamento, stringe un fragile legame con Kiran, giovane operaio. Dopo un tragico incidente l’indagine della polizia fa di lei la testimone chiave e il padre conta su di lei per essere scagionato. Divisa tra la lealtà alla famiglia e un disagio che non riesce a definire, Maya comincia a indagare per conto proprio, fino a scoprire una fitta trama di omertà e sfruttamento. Shalini Adnani, regista di origini indiane nata in Cile e residente a Londra, è stata inserita da Screen International tra le Stars of Tomorrow.

I due appuntamenti triestini accostano film affini: alle 18.00 due viaggi al femminile, quello di due sorelle che devono portare a termine un rito e quello di due amiche lungo il fiume Magdalena, in territori dove tradizione e violenza lasciano il segno sui corpi e sui legami; alle 20.30 due racconti di presa di coscienza, quella di una classe davanti alla crudeltà nascosta nei versi di Ovidio e quella di una ragazzina che scopre la trama di omertà e sfruttamento su cui poggia la propria famiglia. Beatrice Fiorentino, Delegata Generale della SIC, riconosce in Gusci come nevralgico «il tema della sorellanza, sospeso tra tradizione e modernità» e descrive Meteorite come «un’opera di straordinaria forza visiva, dove il colore, lo spazio e la memoria definiscono i confini tra favola e realismo». In Les métamorphoses, au féminin vede un film in cui «il mito perde la sua innocenza e torna a guardarci dal presente, attraverso i secoli», mentre definisce Our Share of Sand un racconto che trasforma «un’apparente storia di affetti in un lucido spaccato sul neocapitalismo».

Al Multisala Kinemax di Gorizia il calendario continua martedì 20 ottobre alle 20.30 con I Plant My Hand in the Garden (Germania, Serbia, Stati Uniti, 2026) di Boris Hadžija e Hoda Taheri, dalle Giornate degli Autori, e martedì 27 ottobre con un doppio appuntamento della SIC: alle 17.30 E-I-E-I-O (Italia, 2026) di Noemi Arfuso e The H@llow Man (Tunisia, 2026) di Kamel Laaridhi, alle 20.30 Granchità (Italia, 2026) di Anaïs Landriscina e Chiara Toffoletto e Il Grande Giaffa (Italia, 2026) di Marco Santi, film di apertura fuori concorso della 41ª edizione. A Trieste seguono al Cinema Ariston, alle 21.00, due titoli dalle Giornate degli Autori: martedì 20 ottobre Une Femme Aujourd’hui (Francia, Italia, 2026) di Robert Guédiguian, Europa Cinemas Label, e martedì 27 ottobre I Plant My Hand in the Garden.

Le proiezioni sono a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.

Il calendario completo è disponibile sul sito www.agistriveneto.it e alla pagina Facebook @agis.trevenezie.

Per informazioni
Unione Interregionale Triveneta Agis
tel. 049 8750851
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