Pinocchio parte per l’Ungheria e si prepara a tornare in Friuli Venezia Giulia con i tanti volti che gli hanno dato gli artisti italiani contemporanei. “Carissimo Pinocchio – Selected Italian Comics and Art”, la mostra curata da Paola Bristot e realizzata con la collaborazione di Cinemazero, sarà presentata con una selezione di artisti dal 14 al 17 ottobre 2026 al Festival Primanima, negli spazi di BABtér a Budaörs, alle porte di Budapest. Un’anteprima internazionale del progetto espositivo che approderà poi a San Vito al Tagliamento in occasione del Piccolo Festival dell’Animazione 2026.

Nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi (1826-1890), la mostra rende omaggio a un personaggio che continua ad attraversare epoche, linguaggi e generazioni. Fin dalle illustrazioni di Enrico Mazzanti per la prima edizione in volume del 1883, le avventure del burattino hanno sprigionato un potenziale immaginativo straordinario, alimentando una lunga storia di interpretazioni tra libri illustrati, fumetti e cinema d’animazione.

Il progetto riunisce Franco Matticchio, Glenda Sburelin, Igort, Giorgio Carpinteri, Davide Toffolo, Anna Dietzel, Maicol&Mirco, Marco Corona, Luca Salvagno, Massimo Giacon, Riccardo De Biasi, Stefano Zattera, Lorenzo Mattotti, Roberto Catani e Gianluigi Toccafondo. Maestri riconosciuti e nuove voci restituiscono, attraverso tecniche e sensibilità differenti, la vitalità di un protagonista capace di parlare anche agli adulti.

Al centro del percorso c’è il Pinocchio avventuroso, curioso e irrequieto, che si lascia trascinare verso incontri sorprendenti, tranelli e metamorfosi. Un personaggio la cui forza risiede anche nella libertà di essere imperfetto: prima ancora del bambino del finale, è il burattino a custodire quell’energia fantastica che gli artisti continuano a reinventare.

Le opere aprono così a letture inattese. Franco Matticchio gioca con la capacità del racconto di trasformare anche chi lo legge; Gianluigi Toccafondo restituisce al personaggio una vita poetica attraverso le immagini dell’animazione. Il percorso comprende inoltre il lavoro di Lorenzo Mattotti, autore delle scenografie e dei personaggi del film di Enzo D’Alò, e i fotogrammi di “Il burattino e la balena” di Roberto Catani, raccolti nella pubblicazione di Withstand del 2026.

Nel fumetto, Pinocchio incontra altri immaginari: diventa “Pinocchio Maltese” con Luca Salvagno, mentre Maicol&Mirco capovolgono la trasformazione finale, facendo diventare il bambino un burattino di legno. Massimo Giacon lo porta nel contemporaneo con le tavole apparse su “Linus”; Igort ne propone una versione dall’eleganza inconfondibile e Davide Toffolo ne coglie la poesia attraverso un segno essenziale. Stefano Zattera lo rilegge con suggestioni che richiamano Ranxerox e Zanardi, mentre Riccardo De Biasi lo trasforma nel suo “Pi-Nokia”. Non mancano gli altri protagonisti del racconto, dal Gatto e la Volpe di Anna Dietzel e Glenda Sburelin a Mastro Ciliegia interpretato da Giorgio Carpinteri.

Dopo l’anteprima ungherese, la mostra sarà aperta dal 15 novembre 2026 alla Chiesa di San Lorenzo, PFA HUB, in via Amalteo a San Vito al Tagliamento, con inaugurazione venerdì 20 novembre, nei giorni clou del Piccolo Festival dell’Animazione che quest’anno si terrà dal 14 al 22 novembre. Accanto ai disegni degli artisti, cui si aggiungono Roberto Catani, Beatrice Pucci, Guido Scarabottolo e una Pinocchia di legno di Ugo Furlan, saranno esposti libri ed edizioni illustrate di Roberto Innocenti, Luciano Bottaro, Benito Jacovitti, il fumetto di Osamu Tezuka e altri volumi che testimoniano la fortuna visiva del personaggio.

Venerdì 20 novembre è in programma anche la proiezione di “Le avventure di Pinocchio” (1911) di Giulio Antamoro, il primo lungometraggio italiano dedicato al burattino: un’opera del cinema muto proposta con la sonorizzazione elaborata da Enrico Sist.

La mostra resterà visitabile fino al 10 gennaio 2027, dal venerdì alla domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19, a ingresso gratuito. Un invito a ritrovare, nelle molte vite di Pinocchio, la curiosità, le contraddizioni e la fantasia dei ragazzi e delle ragazze che siamo stati e che continuiamo a essere.