L’Università di Udine ha vinto, con altri otto partner, un progetto internazionale Interreg sulla pianificazione territoriale nella macroregione alpina, finanziato dall’Unione europea con 2,5 milioni di euro. L’obiettivo progettuale è sviluppare strumenti e metodi di pianificazione ecologicamente orientata, da applicare alla scala sovralocale nei contesti pedemontani dell’arco alpino. In Friuli Venezia Giulia i territori pilota sono la pedemontana pordenonese e l’asse del Natisone, dalle valli omonime ai Colli orientali. L’Ateneo friulano si occuperà di definire i criteri per la pianificazione territoriale ecologicamente orientata nelle aree di transizione tra aree montane ed aree di pianura.

Il progetto, con l’acronimo Pino, durerà tre anni e coinvolge università, enti di ricerca, istituzioni regionali e agenzie di sviluppo territoriale di Austria, Francia, Germania e Slovenia. L’Italia è rappresentata dall’Ateneo friulano e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Nei quattro Paesi partner sono previsti sei territori pilota per testare le strategie di pianificazione.

Il gruppo dell’ateneo friulano

L’Università di Udine è impegnata con un team composto da: Marcello Modica e Giulia Fini, del gruppo di ricerca Urbanistica e sistemi territoriali (Ust) del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura, e da Maurizia Sigura, del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali.

«Il progetto – sottolineano i docenti del gruppo di ricerca, Marcello Modica, Giulia Fini e Maurizia Sigura – sarà un’occasione di collaborazione internazionale fra atenei, enti territoriali ed enti di ricerca per l’innovazione tecnica, disciplinare e dei processi di pianificazione territoriale ecologicamente orientati».

I partner

Gli altri partner di Pino sono, per la Slovenia, l’Istituto di pianificazione urbana (Uirs) e l’Istituto forestale (Sfi), entrambi basati a Lubiana. Per l’Austria, il Salzburg institute for spatial planning and housing (Sir) di Salisburgo, capofila del progetto. Per la Germania, l’Istituto di pianificazione ambientale e sviluppo territoriale (Ifuplan) di Monaco di Baviera e l’Università Julius-Maximilians di Würzburg. Per la Francia, il Centro studi su rischi, ambiente, mobilità e pianificazione (Cerema) di Lione e l’Area metropolitana Grenoble-Alpi. L’iniziativa progettuale “Planning Instruments for Nature-based Solutions. Co-developing and testing spatial planning tools for biodiversity, ecosystem services and ecological connectivity in mountain-lowland transition zones” (Pino) rientra programma Interreg Alpine Space.

Le fasi del progetto

Il progetto si articola in tre fasi di lavoro (Work package). La prima è coordinata dall’Ateneo udinese supportato dall’Uirs sloveno. Definirà un quadro per la pianificazione ecologicamente orientata nelle aree di transizione montagna-pianura attraverso l’integrazione di riferimenti scientifici e conoscenze di attori territoriali. Verrà anche fatto il punto delle esperienze più recenti e innovative per confrontarle con gli strumenti di pianificazione di scala regionale e locale.

La seconda fase è guidata dal Sir di Salisburgo insieme all’Area metropolitana Grenoble-Alpi. Dovrà definire e sviluppare nuovi strumenti di pianificazione ecologicamente orientati attraverso attività di co-progettazione nelle aree pilota.

La terza, coordinata dall’Ifuplan di Monaco di Baviera coadiuvato dall’Sfi sloveno, lavorerà sulle strategie e gli strumenti sviluppati nelle sei aree pilota. Saranno coinvolti reti di governo transnazionali e attori locali per testare la reale efficacia di metodologie e strumenti.