Venerdì 6 novembre i riflettori del Padova Jazz Festival saranno puntati su una diva dal carisma straordinario: Dee Dee Bridgewater. La cantante si esibirà in concerto alle ore 21 al Teatro Verdi, dove proporrà il suo sempre più intenso spettacolo “We Exist!”: una scorribanda tra musiche di protesta e autoaffermazione eseguite assieme ad Alexis Lombre (pianoforte), Liany Mateo (contrabbasso) e Evita Polidoro (batteria).

In attesa della Bridgewater, nel pomeriggio alle ore 18:30 il Ridotto del Teatro Verdi ospiterà il duo formato dalla cantante Emilia Zamuner e il bassista Massimo Moriconi.

Radio Cafè, media partner del festival, sarà presente al Teatro Verdi con una postazione per realizzare e trasmettere in diretta la trasmissione “Il Jazzofono” dalle ore 20 alle 21.

Una grande diva non fa mai le cose per caso. L’attuale touring band di Dee Dee Bridgewater è un quartetto tutto femminile, una formazione assemblata per lanciare un grido di battaglia: “We Exist!”. Nel progetto confluiscono brani di protesta come “Mississippi Goddam”, “Trying Times”, “The Danger Zone”… Arte e attivismo si materializzano, in un’ottica totalmente femminile, nella poliedrica, raffinata e potente vocalità di una leggenda della musica jazz. Questa proposta musicalmente affascinante e contemporaneamente carica di impegno civile non è frutto del caso: Bridgewater vanta una lunga storia di filantropia e di “advocacy” (tra l’altro come Ambasciatrice di Buona Volontà delle Nazioni Unite presso la FAO).

Oggi unanimemente riconosciuta come una delle migliori jazz singers in attività, Dee Dee Bridgewater ha avuto una carriera in parte ‘turbolenta’, specialmente per quanto riguarda la sua affermazione sulla scena statunitense. Nata Denise Eileen Garrett nel 1950, ha preso poi il cognome del noto trombettista Cecil Bridgewater, col quale fu sposata all’inizio degli anni Settanta. A quel periodo risalgono anche le sue prime prove nella ‘serie A’ del jazz americano (con l’orchestra di Thad Jones e Mel Lewis, Dexter Gordon, Dizzy Gillespie, Max Roach, Sonny Rollins).

Ma la completa maturazione artistica di Dee Dee avviene nel corso degli anni Ottanta, dopo il suo trasferimento in maniera stabile in Francia. Oltre a raffinare le sue interpretazioni jazzistiche, flirta con la musica commerciale, riuscendo così a creare un forte legame col pubblico, mai venuto meno da allora. In Italia, in particolare, ‘sfonda’ grazie al duetto con Ray Charles al festival di Sanremo del 1989 e ad altre apparizioni sempre a Sanremo nei due anni successivi.

Sono poche e sporadiche le prove discografiche di Dee Dee sino alla fine degli anni Ottanta, ma le cose cambiarono improvvisamente a partire dagli anni Novanta, quando la cantante ottenne un contratto con la Verve e iniziò a pubblicare una lunga serie di dischi memorabili. Negli ultimi due decenni le sue prove discografiche si sono diradate, ma ogni volta arrivano coi crismi del grande evento: progetti curatissimi destinati ad avere lunga vita nelle tournée internazionali, dalle chansons francesi di J’ai deux amours (2005) alla musica del Mali di Red Earth (2007), dal confronto col repertorio di Billie Holiday (Eleanora Fagan, 2010) ai gesti d’amore verso New Orleans e Memphis di Dee Dee’s Feathers (2015) e Memphis… Yes, I’m Ready (2017). Il più recente disco è invece particolarmente intimistico: Elemental, in duo col pianista Bill Charlap (2025).

Dopo tutto ciò, Dee Dee si è stabilita nuovamente negli Stati Uniti, questa volta da grande diva del canto jazzistico.

Quello tra Massimo Moriconi ed Emilia Zamuner è un connubio artistico di straordinaria intensità e dall’ormai lunga storia (non solo in duo ma anche in trio e quartetto). Con la formula essenziale di contrabbasso e voce, documentata anche sull’album Doppia Vita (2019, Abeat Records), i due musicisti creano un’atmosfera intima e coinvolgente, con sorprendenti e talvolta ironici giochi di prestigio tra ritmo e melodia. Il loro repertorio spazia dagli standard jazz ai classici della canzone d’autore italiana, ma annovera anche composizioni originali.

Massimo Moriconi è una vera leggenda del contrabbasso e del basso elettrico in Italia, con una carriera impressionante sia nel mondo del jazz che in quello della musica leggera. Nato a Roma nel 1955, inizia a suonare il basso all’età di 13 anni. Dopo gli studi classici inizia un’intensa attività di sideman in prestigiose formazioni. Dalle prime esperienze con i pionieri del jazz italiano come Marcello Rosa, Romano Mussolini, Armando Trovajoli, Nicola Arigliano, Lelio Luttazzi, la carriera di Moriconi approda alle collaborazioni con il Sestetto Valdambrini/Piana, Enrico Pieranunzi, Franco D’Andrea, Tullio de Piscopo, Gianni Basso, Renato Sellani, Dado Moroni, Massimo Urbani, Maurizio Giammarco, Danilo Rea, Gianni Coscia, Enrico Rava, Paolo Fresu, Flavio Boltro, Fabrizio Bosso… Non solo un bassista di riferimento assoluto per il jazz italiano, ma anche una spalla ritmica preziosa per blasonate star del jazz internazionale come Chet Baker, Lee Konitz, Johnny Griffin, Phil Woods, Tal Farlow, Sal Nistico, Franco Ambrosetti, Don Moye, Mike Melillo, Billy Cobham, Toots Thielemans, Barney Kessell, Ralph Towner e molti altri. Dal 1980 al 1989 è stato il bassista dell’orchestra dei ritmi leggeri della Rai di Roma (suonando per autentici miti come Jerry Lewis, Liza Minnelli e tanti altri). Ha inciso colonne sonore per film con compositori e direttori di fama mondiale come Morricone, Trovajoli, Bacalov, Ortolani, Piovani e Piccioni. Le sue doti di eclettismo lo rendono particolarmente richiesto anche nel mondo della musica leggera: ha registrato per Rossana Casale, Fiordaliso, Fred Bongusto, Franco Califano, Johnny Hallyday e Fiorella Mannoia. Tra le collaborazioni più durature spiccano quelle con Mina (dal 1983 è il bassista di tutte le sue produzioni, con più di 40 lavori discografici) e Fabio Concato.

Emilia Zamuner è nata a Napoli nel 1993. Laureata con lode al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, nel 2016 vince il “Premio Internazionale Massimo Urbani”, che le apre le porte di prestigiosi festival. Sempre nel 2016, ha aperto il concerto di Diana Krall a Napoli e ha inciso il brano “Qui” con i 99 Posse. Nel 2019 è stata una delle cinque finaliste della prestigiosa “Ella Fitzgerald Competition” di Washington, ottenendo il secondo premio.

Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e l’Assessorato alla Cultura della Regione Veneto, con il contributo di Bosco Costruzioni e di Volksbank e con il sostegno del Ministero della Cultura.

Informazioni:

Associazione Culturale Miles

Via Montecchia 22 A, 35030 Selvazzano (PD)

Tel.: 347 7580904

e-mail: [email protected]

web: www.padovajazz.com

Direzione artistica: Gabriella Piccolo Casiraghi

Consulenza artistica e Ufficio stampa: Daniele Cecchini
cell. 348 2350217      e-mail: [email protected]

BIGLIETTI

Ridotto Teatro Verdi

Prevendite online (+ diritti di prevendita):

www.ticketmaster.it

www.padovajazz.com

Speciale studenti: biglietto unico studenti 5 euro

Valido per qualsiasi studente di ogni istituto, su presentazione di badge che lo attesti

Disponibile solo il giorno stesso al botteghino, fino a esaurimento (disponibilità limitata)

Teatro Verdi

Prevendite (+ diritti di prevendita):

Online su www.vivaticket.com

www.padovajazz.com

Presso la biglietteria del Teatro Verdi

Speciale studenti: biglietto unico studenti 10 euro

Valido per qualsiasi studente di ogni istituto, su presentazione di badge che lo attesti

Disponibile solo in biglietteria la sera stessa del concerto fino a esaurimento (disponibilità limitata, solo posti in galleria)

Disabili: 1 omaggio + 1 intero per accompagnatore

Bambini fino ai 10 anni: 10 euro