Alla Sala Josef Ressel del Generali Convention Center nel Porto Vecchio-Porto Vivo di Trieste, si è svolto oggi pomeriggio un dibattito sul tema “Trieste Futura – La luce come motore della rigenerazione urbana e della trasformazione del territorio”.

Ad animare l’incontro, gli interventi di Alberto Carone (responsabile Sviluppo Progetti Energetici per la Rigenerazione Urbana Edison Next), Everest Bertoli (assessore a Project Financing e Porto Vecchio-Porto Vivo), Elisa Lodi (assessore ai Lavori Pubblici) e Giulio Bernetti (direttore del Dipartimento Territorio, Ambiente, Lavori pubblici e Patrimonio), per la moderazione di Vittorio Sgueglia Della Marra (direttore Servizio Informazione Istituzionale, Open Government, Comunicazione).

Il luogo scelto per l’incontro non è stato casuale: il Porto Vecchio-Porto Vivo, oggetto del progetto di rigenerazione urbana trigenerazionale che ha reso Trieste un’eccellenza famosa a livello mondiale nel settore del real estate, come modello capace di ispirare una visione strategica di lungo corso anche per l’illuminazione pubblica.

L’occasione ha inoltre fatto seguito alla recente presentazione del Piano strategico di Edison Next per Trieste, i cui interventi sono iniziati a luglio, e presto saranno oggetto di una campagna di informazione.

I lavori sono stati introdotti dalla proiezione di un video, contenente alcuni dati, scaricabile a questo link, a cura di Edison Next e Comune di Trieste.

“A Trieste la Pubblica Amministrazione è illuminata”, ha dichiarato a nome di Edison Next Alberto Carone: “L’Amministrazione Comunale è infatti capace di avere una visione strategica, di cui Edison si pone a supporto, tramite anche la tecnologia, studiata per restituire un senso di sicurezza e di bellezza, capace di convivere con l’efficienza energetica e con il senso di sicurezza, secondo gli indirizzi disposti dal Comune di Trieste. Non tutti sanno che esiste un’enorme diversità tra lampione e lampione. Ogni dispositivo ha diversi modi di emettere la luce all’esterno, di modularla attraverso il tempo. Si tratta di aspetti fondamentali nel determinare le scelte delle persone, quali ad esempio accompagnare un figlio fino a un incrocio o salutarlo prima. Edison Next si pone al servizio di questa progettualità con l’obiettivo comune di offrire servizi efficienti e capaci di migliorar e la vita della cittadinanza”.

“Questo è il primo project financing che ho personalmente portato avanti, ereditandolo dalla collega Elisa Lodi, che lo ha avviato nel precedente mandato”, ha detto l’assessore Everest Bertoli: “Fa parte di una visione strategica, che significa saper vedere in anticipo che cosa vogliamo fare, dove vogliamo arrivare e con quali risorse, che non sono infinite, nonostante il bilancio estremamente sano del Comune di Trieste e la disponibilità di risorse che mette in campo la Regione Fvg. Tale nostra visione strategica ritiene fondamentale la capacità di attrarre capitali dal privato, mentre la cabina regia rimane in capo all’Ente pubblico, in settori chiave quali l’illuminazione pubblica, la rigenerazione urbana trigenerazionale del Porto Vecchio-Porto Vivo, le smart city, con l’obiettivo di offrire una qualità di vita e dell’aria migliore alla cittadina. Il tutto allo scopo di rendere la città più bella e vivibile per i cittadini. Attrarre 26 milioni di euro dal capitale privato significa infatti restituire 26 milioni di euro alla sfera pubblica, affinché li investa nei settori che maggiormente la caratterizzano, come scuole, strade, welfare e più in generale tutto ciò che è nella mission del Comune. La scelta di puntare sul calore e sul colore inoltre a volte può fare a pugni con l’efficientamento energetico, mentre in questo project al contrario l’arìticolata progettualità portata avanti permette di coniugare aspetti estetici e di efficientamento”.

“L’illuminazione e i lavori pubblici sono due binari che corrono paralleli e non possono prescindere l’una dagli altri”, ha affermato l’assessore Elisa Lodi: “L’illuminazione è fondamentale per le opere pubbliche, per la rigenerazione urbana, non solo come elemento di arredo ma anche di sicurezza e, di conseguenza, come fattore di percezione di una tranquillità da parte della cittadinanza. Palestre, scuole, palazzi pubblici, strade hanno bisogno di essere illuminati e farlo non è banale. Tutti noi addetti ai lavori sappiamo quanto il nostro sindaco Roberto Dipiazzaama i pali della luce, che a Trieste hanno una storia alle spalle e una fisionomia specifiche. Accanto agli aspetti tecnici, c’è l’indirizzo politico, che offre un mandato da seguire a chi opera sul territorio”.

A questo proposito, l’assessore Elisa Lodi ha aggiunto: “Il Comune di Trieste 

gestisce circa cento impianti sportivi, incluse le palestre scolastiche, per cui l’illuminazione è un aspetto fondamentale, a maggior ragione alla luce della crisi energetica. Pertanto stiamo lavorando per investire nell’efficientamento energetico di queste strutture tramite due canali. In primo luogo, dando contributi di gestione, per aiutare le società sportive a fronteggiare il caro energia, il che significa tutelare la salute dei ragazzi, permettendo loro di continuare a frequentare ambienti sani. In secondo luogo, stiamo portando avanti interventi strutturali di efficientamento energetico sugli edifici. Per questi motivi come assessore ai Lavori pubblici sono felice che Trieste sia all’avanguardia nella finanza di progetto e che l’Amministrazione abbia portato avanti questa visione nel corso degli anni, esplorando strumenti nuovi rispetto all’appalto, che offrono quel di più che la città merita”.

L’ingegner Giulio Bernetti è entrato nel dettaglio del progetto, illustrando le diverse tipologie e gradazioni di luce che caratterizzano il progetto, nelle varie aree della città, offrendo ad esempio un’atmosfera più romantica e tradizionale nel centro storico, e ponendo il focus dell’attenzione sui punti e sulla chiarezza degli spazi nei rioni che altrimenti potrebbero dare adito a una percezione di minore sicurezza.