In vista delle celebrazioni per il 4 novembre il Comune ha recuperato la sepoltura del giovane alpino asolano morto a soli 19 anni durante la Prima Guerra Mondiale
In vista delle celebrazioni del 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, il Comune di Asolo ha voluto rendere omaggio ad uno dei suoi giovani caduti della Prima Guerra Mondiale recuperando e restaurando la tomba del caporale Pietro Boscarini nel Cimitero Monumentale di Sant’Anna. La sepoltura, che versava in un profondo stato di degrado, è stata infatti riportata ad una condizione decorosa restituendo dignità al luogo in cui riposa un ragazzo che sacrificò la propria vita a soli 19 anni.
Nato ad Asolo il 22 maggio 1897, Boscarini apparteneva al 7° Reggimento Alpini ed era partito come volontario di guerra. Morì il 30 luglio 1916 durante i combattimenti nella zona di Col Bois-Col di Lana sulle Tofane. Inizialmente venne sepolto al Vallone Tofana Iª, come riportano i registri dell’epoca. La sua storia, a distanza di 110 anni dalla morte, torna però oggi ad essere ricordata anche attraverso il recupero della sua tomba la cui croce è stata rifatta completamente mantenendo però l’originale basamento in pietra.
«Abbiamo ritenuto importante intervenire per restituire decoro alla sepoltura di un giovane asolano che ha perso la vita durante la Grande Guerra – commenta il vicesindaco Mauro Migliorini – Sono gesti che possono sembrare piccoli, ma che hanno un valore profondo perché ci permettono di custodire la memoria di chi ha sacrificato tutto per il proprio Paese. Il 4 novembre si avvicina e vogliamo ricordare che Asolo non dimentica i suoi ragazzi, le loro storie e il loro sacrificio».
Poco distante dalla tomba di Boscarini riposa anche un altro importante protagonista della storia militare asolana, il Tenente Giuseppe Testolini, insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare e appartenente al 6° Reggimento Alpini. Due alpini, due vite legate alla comunità di Asolo che oggi riposano vicini nel cimitero monumentale. «Prendersi cura di queste tombe significa prendersi cura della nostra storia e trasmetterla alle generazioni future – conclude Migliorini – D’altronde, dietro ogni nome inciso su una lapide c’è una vita, una famiglia e una comunità che non deve dimenticare. La storia di Asolo è fatta anche di questi giovani e il nostro dovere è continuare ad onorarne la memoria».
