Un dialogo a distanza tra i maestri del passato e le domande del presente.Come da tradizione, il festival cinematografico transfrontaliero Poklon viziji – Omaggio a una visione organizzato da Kinoatelje fa tappa anche alla Cineteca slovena (Slovenska kinoteka) di Ljubljana, dove il 5 novembre alle 20 presenta il programma della sezione CinemaEye, un dialogo tra il patrimonio cinematografico sloveno e quello italiano.
Quest’anno, la collaborazione si arricchisce della partecipazione dell’Istituto Italiano di Cultura a Lubiana.Kinoatelje porta a Ljubljana i cortometraggi del regista italiano Luigi Di Gianni, che saranno proiettati accanto alle opere di Milka e Metod Badjura, autrice ben nota al pubblico della cineteca e tra le pioniere del cinema sloveno.
A rendere ancora più speciale l’appuntamento è la proiezione da pellicole originali in 35 mm sia delle opere di Di Gianni, provenienti dalla Cineteca di Bologna, che delle opere di Badjura, i cui materiali arrivano dall’Archivio cinematografico sloveno presso l’Archivio della Repubblica di Slovenia. Attraverso una selezione di cortometraggi dei due autori, rifletteremo sul rapporto tra cinema, storia e memoria: cosa rimane nell’immagine quando il tempo scompare, e come può l’archivio diventare uno spazio per un nuovo sguardo?
L’itinerario cinematografico ed antropologico di LUIGI DI GIANNI (Napoli 1926 – Roma 2019) rappresenta una delle parabole più originali e rigorose del documentarismo italiano.Anche se all’inizio della sua carriera il regista sognava il cinema di finzione, le storie di cronaca e la trasposizione delle opere angosciose kafkiane, il destino lo ha portato a ridefinire radicalmente il rapporto tra la macchina da presa e l’indagine etnografica delle tradizioni popolari.

Attraverso i suoi film, Di Gianni restituisce voce e dignità a tutte quelle esistenze emarginate che la storia ufficiale tendeva a dimenticare. (Mila Lazić, curatrice)Cortometraggi selezionati: Magia lucana (1958), Grazia e numeri (1962), Tempo di raccolta (1967), Il culto delle pietre (1967) MILKA BADJURA (nata Kunstler nel 1902; morta nel 1992) ha lasciato un’impronta indelebile nel cinema sloveno al fianco del marito Metod – prima come pioniera e successivamente come maestra del montaggio cinematografico.
Molto meno noto è invece il suo contributo alla ricerca e alla rappresentazione della storia, della cultura e della geografia slovena.Già prima della Seconda Guerra Mondiale, i coniugi Badjura iniziarono a esplorare i costumi e le tradizioni slovene in veste di cineasti amatoriali. Attraverso la loro casa di produzione, la Sava Film, gettarono le basi per la prima vera e propria produzione cinematografica in Slovenia. Agli esordi, Milka montava i film persino in cucina – naturalmente mentre si occupava di tutte le altre faccende domestiche. (Žiga Brdnik, curatore)
Cortometraggi selezionati: Pomlad v Beli Krajini (1952), Kroparski kovači (1953), Brda (1960), Koledniki (1967)Il programma sarà introdotto dai curatori Mila Lazić e Žiga Brdnik.I film saranno proiettati con sottotitoli in sloveno.Biglietti: intero 5 euro; ridotto per i soci del Kinopolis Club 2,50 euro. Il programma è realizzato in collaborazione con la Cineteca slovena, l’Istituto Italiano di Cultura in Slovenia, la Cineteca di Bologna, l’Archivio cinematografico sloveno presso l’Archivio della Repubblica di Slovenia, il Centro cinematografico sloveno.
