Sarà presentata giovedì 5 marzo, alle ore 17.00 nell’oratorio della Purità, la pubblicazione “La Chiesa della Beata Vergine della Purità di Udine” di Paolo Pastres. Si tratta del secondo volume della collana editoriale “La cattedrale di Udine e i suoi beni”, edita dal Museo del Duomo di Udine, nell’ambito delle attività 2025, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e Forum editrice. La collana è nata per presentare al pubblico le opere di preminente interesse nel panorama espositivo della cattedrale così come i temi rilevanti per la sua storia lungo i secoli.

La pubblicazione sarà presentata da Linda Borean, ordinaria di Storia dell’Arte dell’Università di Udine; interverranno Mons. Luciano NobileMaria Beatrice Bertone, curatrice del Museo del Duomo e l’autore Paolo Pastres, storico dell’arte e noto ricercatore particolarmente dedicato all’analisi della storiografia artistica sei e settecentesca, specialmente al sistema delle scuole pittoriche. 

L’appuntamento cade volutamente nella ricorrenza della nascita di Gian Battista Tiepolo e si inserisce nel calendario di eventi “I luoghi del Tiepolo in festa”. Tra i molti luoghi sacri della città, infatti, la Chiesa della Beata Vergine della Purità, comunemente nota come oratorio della Purità, spicca per la sua storia e soprattutto per l’eccezionalità dei suoi dipinti per mano dei Tiepolo.  

Consacrato nel 1760, l’oratorio della Purità è ancora oggi un luogo importante e centrale per la nostra comunità di fedeli e per la città tutta – sottolinea don Luciano Nobile, arciprete della Parrocchia di Santa Maria Annunziata -. La pubblicazione a cura di Paolo Pastres, che voglio ricordare è edita in italiano e in inglese come tutti i volumi della nostra nuovissima collana, rappresenta uno strumento utile per la conoscenza della storia, dell’arte e della catechesi custodite in questo gioiel­lo della nostra città”.

Il volume ricostruisce la storia della Chiesa della Beata Vergine della Purità nei passaggi determinanti della trasformazione voluta da Daniele Dolfin, ultimo Patriarca di Aquileia e primo Arcivescovo di Udine, da edificio adibito a tea­tro d’uso profano a oratorio per la catechesi delle fanciulle – spiega la direttrice Maria Beatrice Bertone -. Il luogo sacro è un autentico capolavoro della pittura veneta settecentesca grazie agli affreschi eseguiti a partire dal 1759 da Giovanni Battista Tiepolo e dal figlio Giandomenico, seguendo le indica­zioni iconografiche del cardinale.”

A Giovanni Battista si deve infatti la meravigliosa Assunzione che affresca il soffitto, vero prodigio di delicatezza cromatica, e la splendida Immacolata dell’altare. Giandomenico illustrò invece, in un raffinato monocromo su fondo oro, otto episodi tratti dall’Antico e Nuovo Testamento, ispirati personalmente dal cardinale, i quali dovevano illustrare passi delle scritture ritenuti significativi per l’educazione delle fanciulle, future mogli e madri. 

Nell’ambito dell’iniziative Tiepolo in Festa della rete “I luoghi dei Tiepolo” il 5 marzo, in occasione della nascita di Giambattista Tiepolo, la Chiesa rimane aperta al pubblico per le visite dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17.

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