Per il cartellone “Scena Contemporanea” de “Il Rossetti”, un vero cadeau, questo “Breve Enciclopedia delle Porte” che nasce come un progetto teatrale della “Compagnia dei Gordi” apparentemente semplice, ma in realtà capace di aprire spazi profondi nella percezione di confine, attesa e attraversamento. La scena non racconta una storia lineare, ma costruisce un “paesaggio” comico, emotivo e fisico in cui ogni interprete diventa portatore di soglie da proteggere oda aprire, varcare. Cecilia Campani, Claudia Caldarano Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti e Matteo Vitanza si muovono con precisione e intensità, trasformando il gesto del bussare o dell’osservare in un atto carico di senso.

Va ricordato che “La Compagnia dei Gordi” porta avanti da più di dieci anni un percorso di teatro collettivo e fisico, basato sulla creazione comune e accoglienza di idee reciproca. Il gruppo è riconosciuto come una delle realtà più significative e innovative della scena teatrale italiana, avendo ricevuto il “Premio Hystrio – Iceberg” che ne ha sottolineato l’originalità.

Con “Breve Enciclopedia delle Porte”, la ”Compagnia dei Gordi, risponde alla chiamata della Produzione di “ArtistiAssociati-Centro di Produzione Teatrale”, “Il Rossetti-Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”, progetto quindi realizzato in collaborazione con il “Teatro Stabile del FVG “Il Rossetti”, consolidando la capacità del nostro teatro ad aprirsi e consolidare la sua fama nel mirare a produzioni di alto spessore culturale sostenendo proposte di qualità e ricerca. come queste, inserite nel programma “GO! 2025”, così da affrontare il tema dei confini in modo poetico, ironico e fisico, combinando quotidianità e metafora, precisione e leggerezza. Le “porte” sono quelle di un ambulatorio medico che assomiglia a uno veterinario e ad un ufficio oggetti smarriti, dove lo sfortunato di turno, per la legge di Murphy, si ritrova con l’unico numero d’attesa che non viene mai chiamato, mille peripezie, mille personaggi si muovono di continuo, senza far comprendere bene ed è questo il bello dello spettacolo, cosa sta accadendo realmente in questa sala d’attesa, dove vi sono due porte da cui escono personaggi di ogni genere, da maldestri impiegati, arroganti capo uffici, mentre lo sfortunato protagonista inizia a sentirsi parte proprio di quel mondo, iniziando a immedesimarsi e sentirsi collega di chi si trova dietro le porte. Un via vai caotico, ma organizzato in maniera teatrale di alto libello sia comico che interpretativo che offre allo spettatore sia ilarità ma anche molto ma molto da pensare… e se fossimo tutti e sempre come il malcapitato personaggio che non viene mai chiamato, escluso?

La regia di Riccardo Pippa tiene insieme questa complessità di gesti, moto, quasi irrealtà con grande equilibrio. Non impone significati, ma costruisce un campo d’azione in cui il senso emerge dalla relazione tra i corpi e lo spazio. Il ritmo alterna momenti di coralità compatta a improvvise solitudini, pause e slanci, lasciando che la tensione nasca dall’ascolto reciproco tra gli interpreti. La scena diventa così un organismo vivo, in cui la porta è presente come simbolo fisico, metaforico e psicologico, elemento che scandisce lo spazio e i tempi della rappresentazione.

Anna Cingi realizza una scenografia essenziale e dinamica: le porte, vere o suggerite, si muovono nello spazio trasformandolo continuamente. Non diventano mai arredi illustrativi, ma presenze vive che modellano il rapporto tra attori e spazio. L’azione si allarga o si restringe secondo chi varca o resta fuori, rendendo visibili le pressioni fisiche ed emotive dei confini. L’osservazione dello spettatore diventa parte del meccanismo, poiché le dinamiche fisiche si riflettono nelle tensioni interiori dei personaggi.

La drammaturgia di Giulia Tollis intreccia frammenti, immagini e situazioni riconoscibili, creando uno spazio narrativo sospeso. Il testo lavora per suggestioni più che a parole, lasciando al gesto, al corpo e al silenzio il compito di costruire il significato. Le parole non spiegano, suggeriscono traiettorie emotive e concettuali che lo spettatore deve attraversare. Questa scrittura aperta, non lineare consente di percepire la complessità del lavoro corale della compagnia e l’intensità dei rapporti tra gli interpreti veramente eccellenti.

I costumi di Beatrice Farina seguono la stessa logica: mobili, essenziali, mai definitivi. Suggeriscono identità fluide, come se anche il corpo vestito fosse soggetto a confini da proteggere o varcare. La semplicità dei materiali evita effetti decorativi, rinforzando il rapporto tra gesto e spazio, tra presenza e azione.

Cecilia Campani costruisce una presenza attenta, sospesa tra desiderio di varcare e timore di essere respinta; Giovanni Longhin interpreta la resistenza al confine con vigore fisico, mentre Andrea Panigatti introduce leggerezza e ironia, calibrando il ritmo della scena. Sandro Pivotti lavora sull’ostinazione del gesto, sul corpo che sfida e cerca di rompere la soglia; Matteo Vitanza completa il gruppo con una mobilità capace di creare linee di fuga e nuovi equilibri nella coralità dello spettacolo. La forza della compagnia emerge dall’equilibrio tra individualità e coesione, dando vita a un linguaggio teatrale coerente e intenso.

Lo spettacolo costruisce così diversi piani di lettura: la porta reale, concreta, e la porta metaforica, simbolo di barriere interiori, di limiti, di possibilità di apertura e chiusura il tutto facendo ridere impresa non facile. La “Compagnia dei Gordi” trasforma un oggetto comune in catalizzatore emotivo, strumento anche di indagine sulle relazioni, sulle esclusioni e sulle aperture che determinano la vita quotidiana. Lo spettatore diventa parte attiva del dispositivo, osservatore e testimone, ma anche partecipante a una riflessione sul confine e sulla soglia, forse solo dopo la fine dello spettacolo, perché la risata è assicurata.

“Breve Enciclopedia delle Porte” dimostra la capacità del teatro fisico di parlare con leggerezza e poesia senza perdere profondità. La combinazione di regia, scenografia, drammaturgia, costumi e interpreti restituisce un’esperienza coerente e completa, dove ogni elemento contribuisce al senso. La coralità, la precisione dei movimenti e la qualità della presenza scenica confermano la compagnia come una delle realtà più rilevanti e riconosciute della scena italiana contemporanea, capace di parlare anche a un pubblico internazionale.

In replica alla “Sala Bartoli” de “Il Rossetti”

mercoledì e giovedì 4 e 5 marzo alle ore 21.00, venerdì 6 marzo alle ore 19.30, sabato 7 marzo alle ore 19.00 e domenica 8 marzo alle ore 17.00

I GORDI

In

“BREVE ENCICLOPEDIA DELLE PORTE”

Ideazione e regia Riccardo Pippa
Di e con Cecilia Campani, Claudia Caldarano, Giovanni Longhin,

Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza

Drammaturgia Giulia Tollis

Scene Anna Cingi
Costumi Beatrice Farina
Disegno luci Alice Colla
Cura del suono Luca De Marinis

Tirocinante assistente alla drammaturgia Lorenza Sgrò

Produzione “ArtistiAssociati-Centro di Produzione Teatrale”, “Il Rossetti-Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”

un progetto nell’ambito dell’evento “GO!2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della cultura 2025”