Non solo Stati Uniti, Inghilterra e Canada: Costa Rica e Nuova Zelanda tra le destinazioni più insolite. Il Report di Astudy ha analizzato studenti delle scuole superiori che hanno intrapreso un’esperienza scolastica fuori dall’Italia. Più dell’80% ritiene fondamentali per il proprio futuro lavorativo le competenze trasversali sviluppate durante il soggiorno all’estero
I Paesi anglofoni continuano a dominare le preferenze degli studenti italiani delle scuole superiori che scelgono di trascorrere un periodo di studio all’estero, ma accanto alle mete tradizionali aumenta l’interesse verso destinazioni sempre più internazionali, immersive e “fuori rotta”, come Australia, Nuova Zelanda e Costa Rica. È quanto emerge dal report decennale 2016-2025 “Un anno all’estero… e dopo?” realizzato da Astudy International Education, realtà specializzata nell’orientamento e nell’organizzazione di programmi scolastici internazionali.
L’indagine conferma il fascino duraturo del modello educativo americano: quasi uno studente su due sceglie gli Stati Uniti, attratto dall’High School Spirit, dall’approccio comunitario della scuola statunitense e dalla possibilità di vivere un’esperienza culturale fortemente inclusiva.
Il Regno Unito si conferma tra le mete più apprezzate grazie all’elevata qualità dell’insegnamento e alla capacità delle scuole britanniche di valorizzare il percorso individuale dello studente a 360 gradi. Subito dopo si posiziona il Canada, scelto soprattutto da chi cerca un equilibrio tra qualità accademica, attenzione alla crescita personale e forte contatto con la natura e tra le mete previste maggiormente in crescita nei prossimi anni. Anche l’Irlanda consolida il proprio ruolo come destinazione ideale per gli studenti che desiderano un ambiente scolastico internazionale capace di combinare tradizione e innovazione.
Accanto alle destinazioni storiche emerge però una mobilità sempre più diversificata. Se l’Australia continua ad attrarre un numero crescente di studenti interessati a esperienze lontane dal contesto europeo, caratterizzate da multiculturalità, natura e forte autonomia personale, iniziano ad affacciarsi – seppur ancora con numeri contenuti – mete fino a pochi anni fa considerate insolite per gli studenti italiani delle scuole superiori. Tra queste spiccano la Nuova Zelanda e il Costa Rica, che da quest’anno compaiono anche nelle richieste di programmi di anno scolastico all’estero, segnale di una nuova generazione sempre più orientata verso esperienze originali, immersive e culturalmente distintive.
L’Europa continentale mantiene inoltre un ruolo importante: Spagna, Germania e Francia vengono scelte da studenti interessati ad apprendere una seconda lingua europea e a sperimentare sistemi educativi differenti, ma culturalmente più vicini a quello italiano. Mentre un interesse costante riguarda anche i Paesi nordici, in particolare Svezia, Danimarca e Norvegia, dove i sistemi scolastici inclusivi, innovativi e orientati al benessere dello studente rappresentano un forte elemento di attrazione, nonostante le lingue scandinave siano meno diffuse.
A confermare inoltre la natura immersiva del percorso è anche la durata dei programmi: il 62% degli studenti sceglie di trascorrere un intero anno scolastico all’estero, mentre il 34,2% opta per un semestre.
L’esperienza internazionale non penalizza il percorso scolastico degli studenti italiani, ma nella maggior parte dei casi lo rafforza: l’81,9% degli studenti mantiene o migliora il proprio rendimento al rientro in Italia, con il 51,7% che conserva la stessa media scolastica e il 30,2% che la migliora. Anche i risultati alla Maturità confermano l’impatto positivo dell’esperienza, con circa il 73% degli exchange students che ottiene un voto superiore a 80/100. Oltre ai risultati scolastici, più dell’80% degli studenti considera fondamentali per il proprio futuro lavorativo le competenze trasversali sviluppate durante il soggiorno all’estero, tra cui autonomia, adattabilità, sicurezza personale, gestione delle responsabilità e capacità comunicative.
“Le destinazioni raccontano molto bene l’evoluzione degli studenti italiani negli ultimi anni – commenta Beate Lenzbauer, Country Manager di Astudy International Education -. Gli Stati Uniti restano un punto di riferimento fortissimo, ma vediamo crescere sempre di più la curiosità verso mete meno convenzionali, percepite come esperienze autentiche e trasformative. Il Sudafrica, ad esempio, sta emergendo rapidamente perché unisce lingua inglese, multiculturalità, natura e forte impatto umano. Oggi gli studenti non cercano soltanto una scuola all’estero, ma un’esperienza capace di farli crescere davvero, dal punto di vista personale, culturale e relazionale”.