Il futuro del turismo passa dalla capacità di proteggere il territorio, innovare l’offerta e costruire un modello capace di andare oltre la stagionalità. È questo il messaggio emerso dal pomeriggio dedicato al “modello Bibione”, evento conclusivo delle celebrazioni per i 70 anni dalla nascita della località, ospitato al Savoy Beach Hotel.

A sottolineare il valore del territorio come elemento centrale dello sviluppo turistico è stata, in videoconferenza, la viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava. «Proteggere il territorio non significa metterlo sotto una campana di vetro, ma renderlo più sicuro, con nuovi investimenti e condizioni e regole chiare che permettano alle imprese di continuare a investire e rinnovare».
In presenza è quindi intervenuto il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che ha ricordato anche le proprie vacanze trascorse a Bibione. «In 70 anni è diventata un modello di riferimento del turismo nazionale e internazionale, offrendo ambiente, natura e un modello evoluto in sintonia con la domanda turistica». Per il futuro, Mazzi ha indicato tre direttrici: delocalizzazione, con una maggiore integrazione tra località e territorio circostante; digitalizzazione, per intercettare i turisti attraverso le nuove tecnologie; e destagionalizzazione, attraverso un’offerta più ricca capace di attrarre visitatori anche fuori stagione, come l’enogastronomia.

A confrontarsi sui cambiamenti che stanno interessando il turismo sono stati, tra gli altri, l’economista dell’Università di Firenze Antonio Preiti, intervistato dal giornalista Alessandro Cannavò, il filosofo morale Luca Grion, Paolo Pinzuti di Bikeitalia.it, Roberto Vitali, fondatore di Village for All, l’architetto Andreas Kipar e il naturalista Giosuè Cuccurullo. Al centro anche il tema dell’intelligenza artificiale e del suo impatto sulle scelte dei viaggiatori. «L’intelligenza artificiale ha ormai il monopolio dell’informazione», ha osservato Preiti, evidenziando il rischio di indirizzare i turisti verso destinazioni già molto conosciute e, in prospettiva, di condizionare le informazioni attraverso utilizzi non corretti della tecnologia.

Il pomeriggio ha permesso anche di ripercorrere alcune delle scelte che hanno caratterizzato la storia di Bibione. Il presidente di Bibione Live, Gianni Carrer, ha ricordato i passaggi più difficili e le decisioni più coraggiose, tra cui il divieto di fumo in spiaggia, introdotto per la prima volta in Europa proprio da Bibione e successivamente imitato in molte altre località italiane ed europee. Il presidente di Bibione Thermae, Vanni Basso, ha illustrato invece il modello delle terme, mentre Roberto Vitali ha evidenziato il percorso virtuoso compiuto dalla località sul fronte dell’accessibilità.

A chiudere idealmente il racconto dei 70 anni è stato il campione paralimpico bibionese Antonio Fantin, collegato da Roma, che ha raccontato il proprio amore incondizionato con la località.

L’anniversario è diventato così anche un’occasione per tracciare la rotta dei prossimi anni. Un modello fondato sulla collaborazione tra pubblico e privato, sulla valorizzazione dell’ambiente e della natura, sul benessere e sull’attività sportiva, sulla rete ciclabile e su un’offerta capace di vivere oltre i mesi estivi, anche grazie alle terme aperte tutto l’anno.

«Oggi abbiamo lanciato tanti spunti per un futuro ancora migliore di questa località. Lo dobbiamo a noi stessi, a chi investe e ai nostri ospiti, ma anche a chi verrà dopo di noi», è stato il messaggio conclusivo del sindaco Flavio Maurutto.

A lasciare memoria delle celebrazioni sono state infine anche il libro fotografico realizzato per il 70° anniversario e il cortometraggio “Gratitude”, un tributo a sette decenni di intuizioni, sacrifici e passione che hanno accompagnato la crescita di Bibione.