Dal 17 al 20 settembre in Prato della Valle davvero la convivialità ha aperto la strada alla conoscenza delle disabilità, all’accoglienza delle diversità e alla sperimentazione della vera inclusione. La terza edizione di OPSA in Prato si è chiusa con 10mila presenze al villaggio gastronomico, dove i bigoli della Confraternita dei Bìgoi al Torcio di Limena erano – come da slogan Bìgoliamo – il piatto principale, e con una grande partecipazione ai dodici eventi culturali ed esperienziali organizzati con il tema “il gusto dell’altro” tra musica, danza, teatro, mostre e laboratori. L’Opera della Provvidenza S. Antonio destinerà il ricavato della manifestazione al potenziamento dei progetti socio-assistenziali, per continuare a perseguire la mission di offrire ai propri Ospiti (600 residenti tra Area Disabilità e Area Anziani non autosufficienti, inoltre quasi 200 persone accolte in forma temporanea ogni anno) una presa in carico e un’assistenza personalizzata e in armonia con il proprio Progetto di Vita.

OPSA in Prato, sin dalla sua ideazione, vuole essere un modo non solo di far conoscere l’Opera della Provvidenza, ma anche e soprattutto di valorizzare l’ampia e importante rete di soggetti (enti, istituzioni, terzo settore) che si occupano quotidianamente di disabilità e di non autosufficienza. Vuole così anche essere un modo di coinvolgere, sensibilizzare e responsabilizzare la cittadinanza su problematiche legate alle fragilità che possono apparire distanti, ma che in una qualche forma ci coinvolgono tutti. Spiega don Roberto Ravazzolo, direttore generale OPSA«Attraverso la convivialità e la leggerezza di OPSA in Prato abbiamo voluto accendere i riflettori sulla valenza del lavoro sociale, che non è una mera attività di assistenza, ma è mettersi in ascolto profondo dell’altro e trovare insieme gli strumenti e i percorsi affinché ogni vita, anche quella con le limitazioni più oggettive, possa realizzarsi nella sua pienezza. Questo è ciò che fanno ogni giorno i professionisti e gli operatori che lavorano in strutture come la nostra. Ed è ciò che fanno ogni giorno anche le famiglie che assistono a domicilio i loro cari. Condividere la conoscenza e l’esperienza delle fragilità è il primo passo affinché tutti possano sentirsi non solo accolti ma, come diceva la nostra amica Claudia Frizzarin, previsti».

Il collocamento della manifestazione a settembre, infatti, ha portato a sinergie importanti, prima di tutto proprio con il This Ability Veneto, l’iniziativa ideata da Frizzarin (scomparsa a gennaio) e che quest’anno si è svolta nelle stesse giornate di OPSA in Prato all’insegna del suo ricordo. Domenica 20 settembre, la prima edizione del festival “Altri Suoni”, dedicato a formazioni musicali che includono persone con disabilità, ha chiuso entrambi gli eventi. Ma anche con LILT Padova e la sua Pigiama Run (18 settembre), i cui partecipanti hanno avuto nel villaggio dell’OPSA un punto di riferimento. Per l’edizione 2026 sono da ringraziare i “partner del gusto”: la già citata Confraternita dei Bìgoi al Torcio di Limena, Mazzucato Group, Birra Antoniana, Ciokkolatte, l’azienda agricola Scacco. E, soprattutto, gli oltre cento volontari che con il loro lavoro hanno contribuito al successo dell’iniziativa.