Si chiude con l’annuncio del film vincitore il percorso della XXV edizione de I Mille Occhi – Festival internazionale del cinema e delle arti, che dal 18 al 23 settembre ha intrecciato memoria, ricerca e riscoperta, accompagnando il pubblico in un percorso cinefilo attraverso epoche, cinematografie e autori. Tra i momenti centrali dell’edizione, la consegna del Premio Anno Uno a Pascal Bonitzer, sabato 19 settembre al Teatro Miela: critico dei Cahiers du cinéma, sceneggiatore al fianco di Jacques Rivette e di numerosi altri autori, e raffinato regista, Bonitzer è stato protagonista di un incontro con il pubblico e delle anteprime italiane dei suoi ultimi film, Maigret et le mort amoureux (Maigret, l’amore e la morte), presentato grazie a Lucky Red, e Hugo (Victor comme tout le monde), grazie ad Academy Two.

Particolare attenzione ha suscitato anche Finestra sul terrore: il cuore rivelatore del gotico italiano, raffinato percorso curato da Sergio M. Grmek Germani attraverso la stagione d’oro del fantastico italiano, dalle riscoperte di Mario Bava alle figure di Barbara Steele e degli altri interpreti. La rassegna ha riscosso un interesse particolarmente significativo anche tra il pubblico più giovane, confermando la capacità di questo cinema di continuare a parlare a nuove generazioni di spettatori.

Il Concorso internazionale – Cinema sul cinema, giunto alla terza edizione, assegna il premio a My Armenian Phantoms di Tamara Stepanyan.

My Armenian Phantoms

Mes fantômes arméniens
Tamara Stepanyan
Armenia, Francia | 75’ | 2025

In My Armenian Phantoms, la regista Tamara Stepanyan intraprende un viaggio suggestivo nel mondo dimenticato del cinema armeno. Nato da un dialogo con suo padre, il famoso attore armeno Vigen Stepanyan, questo avvincente documentario porta alla luce una storia vibrante e spesso trascurata che si intreccia con la perdita personale. Attingendo a un ricco arazzo di filmati d’archivio e ai suoi stessi ricordi, My Armenian Phantoms rivela a un nuovo pubblico una profonda eredità culturale e artistica.

Il film esplora lo spirito creativo alla base di film che parlavano di temi universali come identità, amore, lotta ed espressione artistica: una tradizione cinematografica che ha prodotto alcuni dei film più visivamente impressionanti e tematicamente potenti della sua epoca. Il film cattura non solo il cinema armeno sovietico, ma anche l’anima duratura del racconto armeno, la sua bellezza, le sue lotte e il suo spirito irremovibile.

Tamara Stepanyan è nata in Armenia e, durante la disgregazione dell’Unione Sovietica, si è trasferita in Libano con i genitori. Dopo gli studi e il lavoro in Libano, ha studiato documentario creativo alla National Film School of Denmark, sotto la supervisione di Arne Bro. Da cinque anni vive e lavora in Francia.

I suoi film sono stati presentati in festival internazionali come Berlino, Locarno, Busan e La Rochelle. My Armenian Phantoms è il suo quarto lungometraggio e nasce dal rapporto con la memoria familiare e con il cinema armeno, a partire dai film che da bambina guardava in televisione insieme alla famiglia e in cui spesso recitava il padre, il celebre attore Vigen Stepanyan. Attraverso materiali d’archivio, filmati familiari e la memoria del cinema armeno, il film intreccia il percorso personale della regista con la storia di una cinematografia ancora poco conosciuta.

Il bilancio della XXV edizione

Il traguardo delle 25 edizioni ha rappresentato per I Mille Occhi un momento di bilancio e insieme di rilancio. La XXV edizione ha proposto, accanto al Concorso internazionale – Cinema sul cinema, la grande rassegna Finestra sul terrore: il cuore rivelatore del gotico italiano, curata da Sergio M. Grmek Germani, e il Premio Anno Uno a Pascal Bonitzer, insieme ai percorsi EstOvest e Kino Basaglia e agli omaggi dedicati a figure e momenti della storia del cinema.

Il direttore artistico Giulio Sangiorgio commenta:

«Quello delle 25 edizioni era un traguardo importante, un tempo di bilancio e insieme di rilancio. Il cinema, come questo festival, ha passato anni complicati, e sono contento che le cose siano in ripresa: la partecipazione con cui è stata seguita la programmazione raffinata sul gotico italiano pensata da Sergio M. Grmek Germani, l’affetto intorno a una figura che ha fatto la storia del cinema come Pascal Bonitzer, il riconoscimento da parte del pubblico rispetto ai programmi proposti e ai film del Concorso Cinema sul Cinema, ci spingono a continuare con entusiasmo sulla strada di un festival cinefilo, appassionato, ma privo di compromessi. Il premio a My Armenian Phantoms di Tamara Stepanyan, dialogo tra i fantasmi personali della regista e la storia di un cinema che in Italia conosciamo pochissimo, è la sintesi di quello che ci muove e la conferma di come le cose siano sulla giusta via».

Aggiunge il fondatore del festival Sergio M. Grmek Germani:

«La XXV edizione ha confermato tutte le ragioni per cui un festival, originale nella formula rispetto a tutti gli altri con i quali è sempre curioso di dialogare, trova proprio nella pluralità di direzioni nel programma molti incontri inaspettati. La rassegna gotica che ho curato non è forse sulla linea dell’autosoddisfazione di culto che riempie automaticamente la sala, ma ha trovato spettatori attenti e appassionati che sono il nucleo indispensabile affinché il cinema continui a vivere e non dimentichi quanti ne hanno fatto la grandezza, come Mario Bava.»

L’appendice su Rai 3

La XXV edizione si concluderà domenica 27 settembre con un’appendice di particolare rilievo all’interno di Fuori orario, cose (mai) viste, lo storico programma notturno di Rai 3 che dal 1988 accompagna la scoperta del cinema invisibile e che I Mille Occhi ha omaggiato durante questa edizione con la proiezione di Marco Melani. The Man with the Golden Eye di Chiara Seghetto.

Alle 0.50 saranno trasmessi brani della conversazione finale di Finestra sul terrore e materiali dell’archivio Rai dedicati a Mario Bava, tra cui La venere d’Ille (1979-1981), con Daria Nicolodi, Marc Porel, Mario Maranzana e Diana De Curtis, realizzato per il ciclo I giochi del diavolo su un progetto di Italo Calvino, e l’intero La strada per Forte Alamo (1964), il western diretto da Mario Bava con Ken Clark, Jany Clair e Michel Lemoine.

I Mille Occhi – XXV edizione

I Mille Occhi – Festival internazionale del cinema e delle arti
XXV edizione
18–23 settembre 2026
Da venerdì 18 a domenica 20 al Teatro Miela
Da lunedì 21 a mercoledì 23 al Cinema Ariston – Trieste
Domenica 27 settembre – Fuori orario, Rai 3

Il festival è realizzato da Associazione culturale Anno Uno, con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla cultura e IOSONOFRIULIVENEZIAGIULIA, con la main partnership di La Cineteca del Friuli e la collaborazione di CSC – Cineteca Nazionale, Cineteca di Bologna, Museo Nazionale del Cinema di Torino, ANCR – Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, Istituto Luce – Cinecittà, Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, Fuori orario, Rai 3, CSC – Centro Studi Cinematografici, RAI Teche, KINO BASAGLIA, Casa del Cinema di Trieste, La Cappella Underground, Sicilia Queer Filmfest, Penny Video, Ripley’s Film, Viggo e Brigadoon. Media partnership FilmTv.

Si ringraziano per il sostegno e la collaborazione Akademski filmski centar Dom kulture Studentski grad (Beograd), Hrvatski filmski savez (Zagreb), Mariano Baino, Coralina Cataldi-Tassoni, Diana Nenadić, Damir Čučić, Jelena Duh, Milan Milošević, Slobodan Šijan, Ivan Vasiljević, Pierluigi Alto, Fulvio Baglivi, Elena Beltrami, Lorenzo Lattanzi, Magnifica Ossessione, Filmmaker Festival, Associazione Dinamo Culturale, Severin Films, Associazione Alpe Adria, Cinema, Teatro Miela e Cinema Ariston.

CREDITS

Il Premio Anno Uno è realizzato da Stefano Coluccio, Canestrelli – Venice Mirrors.

Presidente Associazione Anno Uno
Sergio M. Grmek Germani

Direttore artistico
Giulio Sangiorgio

Direttore organizzativo
Simone Starace

Con il supporto di
Lorenza Valle

Ufficio stampa e social media
Gianluca Guerra

Illustrazione di copertina
Alessandro Baronciani

Programmi a cura di
Mila Lazić, Sergio M. Grmek Germani, Giulio Sangiorgio, Simone Starace, Gary Vanisian

Sottotitoli
Mario Leonardi, DWE Studio, Betina Prenz, Simone Starace, Lorenza Valle

Movimentazione
Luca Luisa

Proiezioni
Pietro Crosilla, Paolo Venier