Una giornata intensa per incontrare il pubblico, scoprire la stagione 2026-2027, conoscere più da vicino il teatro e provare le nuove poltrone della platea. E le storiche sedute blu diventano anche un’occasione di solidarietà

Ci sono giornate nelle quali un teatro non si limita a presentare quello che accadrà nei mesi successivi, ma decide di mostrarsi al proprio pubblico in una dimensione diversa, più diretta, più vicina, permettendo agli spettatori di entrare nei suoi spazi, di conoscerne aspetti normalmente meno visibili e, soprattutto, di ritrovare quel rapporto con la città che costituisce una parte fondamentale della sua identità. È quanto è avvenuto sabato 26 settembre con il primo “Il Rossetti Open Day: il Teatro apre le sue porte!”, una giornata che ha accompagnato il pubblico alla scoperta della nuova stagione 2026-2027, ma che ha anche trasformato il Politeama in un luogo aperto all’incontro, alla curiosità e alla partecipazione.

Fin dal pomeriggio il teatro si è animato di spettatori arrivati per conoscere più da vicino il nuovo cartellone, rivedere gli spazi del Rossetti e scoprire alcune delle novità che accompagneranno la stagione ormai prossima all’inizio. Una formula diversa dalla tradizionale presentazione del programma, perché questa volta il pubblico non è stato soltanto chiamato ad ascoltare quali saranno gli spettacoli dei prossimi mesi, ma ha potuto vivere direttamente il teatro, muovendosi fra il foyer “Vittorio Gassman”, la platea e gli altri ambienti aperti alle visite, incontrando persone, ascoltando musica e soffermandosi sui materiali che raccontano la lunga storia del Politeama.

Il nuovo cartellone 2026-2027 è stato naturalmente uno dei principali punti di riferimento della giornata. Dopo la presentazione ufficiale dello scorso 8 luglio, l’Open Day ha permesso di tornare sulle numerose proposte della stagione in una dimensione più informale, attraverso video e trailer degli spettacoli proiettati nel foyer e brevi presentazioni dei titoli e degli artisti alla “Sala 1954”: spettacoli di prosa, concerti, musical, danza, circo e tanto ancora, appuntamenti internazionali e drammaturgia contemporanea hanno così trovato un nuovo modo per essere raccontati agli spettatori, proprio mentre cresce l’attesa per l’inizio della stagione.

E il primo appuntamento, ormai vicino, sarà “Le Ultime Lune”, il testo di Furio Bordon con Alessandro Haber diretto da Paolo Valerio, destinato ad aprire il nuovo percorso teatrale e a portare nuovamente il pubblico in sala dopo la pausa estiva.

Ma l’Open Day ha avuto anche un altro merito, quello di permettere agli spettatori di guardare “Il Rossetti” con occhi diversi, scoprendo particolari e luoghi che durante una normale serata di spettacolo rimangono inevitabilmente sullo sfondo. Alle 15.30, 16.30 e 17.30, Maria Grazia Plos ha condotto “Curiosità dal Palcoscenico”, accompagnando i partecipanti alla scoperta di aspetti meno conosciuti dell’edificio e della sua attività. I piccoli gruppi, composti da circa venti persone, hanno così potuto entrare maggiormente nella storia e nella quotidianità del teatro.

La giornata ha avuto anche un’importante componente musicale. Nel foyer un quartetto jazz formato dagli allievi del Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste ha accompagnato il pomeriggio, contribuendo a creare un’atmosfera particolare, nella quale il pubblico poteva fermarsi, ascoltare, osservare e allo stesso tempo scoprire le diverse proposte presenti negli spazi de “Il Rossetti”.

Fra queste, un posto significativo è stato occupato dal mercatino dedicato alla memoria del Rossetti, con fotografie di scena, locandine autografate, materiali di merchandising e volumi pubblicati nel corso della lunga attività editoriale del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Oggetti diversi fra loro, ma accomunati dalla capacità di riportare alla memoria spettacoli, interpreti e momenti che hanno segnato la vita del teatro e il rapporto con il pubblico triestino.

Accanto alla memoria, naturalmente, c’è stato anche il presente, con la possibilità di ricevere informazioni sugli abbonamenti, sui prezzi e sulle modalità di acquisto dei biglietti attraverso una postazione attiva durante l’intero pomeriggio. Anche il quotidiano “Il Piccolo” ha partecipato alla giornata distribuendo le copie contenenti l’inserto speciale dedicato alla nuova stagione.

Fra le novità più concrete che hanno attirato l’attenzione degli spettatori ci sono state le nuove poltrone della platea, destinate a sostituire progressivamente le storiche sedute blu che per tanti anni hanno caratterizzato la sala. Il pubblico ha potuto provarle direttamente, confrontando le diverse posizioni e verificando le caratteristiche delle nuove sedute.

Un cambiamento apparentemente semplice, ma che porta con sé anche una componente legata alla memoria. Quelle vecchie poltrone hanno infatti accompagnato una parte importante della storia recente del Rossetti, accogliendo generazioni di spettatori e, nel corso degli anni, personalità di primo piano del teatro internazionale.

Fra quelle sedute sono passati artisti e protagonisti come Bob Wilson, Andrew Lloyd Webber, Tim Rice e Cameron Mackintosh. Particolarmente significativa è una delle poltroncine, quella dalla quale Sir Andrew Lloyd Webber assistette nel 2023 alla prima edizione italiana di “The Phantom of the Opera”, che proprio a Trieste ebbe il suo debutto nazionale. Quella specifica poltroncina sarà destinata al Civico Museo di Storia teatrale “Carlo Schmidl”, entrando così nelle collezioni museali e diventando un documento della storia teatrale cittadina.

Le altre vecchie poltrone, invece, potranno continuare la loro storia fuori dal teatro, l’ appassionato pubblico poteva avere l’occasione di accaparrarsene una attraverso una donazione destinata a tre realtà impegnate quotidianamente nella solidarietà, la Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, l’Associazione “Bambini del Danubio” e “A.B.C.” – Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo.

È proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa, perché il rinnovamento della sala non cancella completamente ciò che l’ha preceduto. Le vecchie sedute possono infatti trovare una nuova collocazione nella vita delle persone che sceglieranno di conservarle, trasformando un elemento della storia del teatro in un gesto di solidarietà attraverso la donazione.

In questo senso l’Open Day ha rappresentato qualcosa di più di una semplice occasione promozionale. Il Rossetti ha aperto realmente le proprie porte, mettendo insieme il futuro della stagione e la memoria della propria storia, gli spettacoli che stanno per arrivare e gli oggetti che raccontano quelli che li hanno preceduti.

A completare il pomeriggio è arrivata alle 18.30 la musica degli “I Zona Industriale”, gruppo impegnato nell’ambito della musica pop, all’ingresso del Teatro, accompagnata da un brindisi conclusivo che ha chiuso la giornata e ha dato al pubblico un ulteriore momento di condivisione.

È proprio nella varietà degli appuntamenti che si può leggere il significato di questa prima Open Day. Non una semplice presentazione del cartellone, dunque, e nemmeno soltanto una giornata dedicata alle novità della sala, ma un’occasione nella quale il teatro ha potuto raccontarsi attraverso più linguaggi, dagli spettacoli alla musica, dalle visite agli oggetti della memoria, dalle informazioni sulla nuova stagione alla possibilità di sedersi sulle nuove poltrone e scegliere con maggiore consapevolezza il proprio posto.

Il pubblico ha così potuto vedere un Rossetti diverso da quello della consueta serata di spettacolo, più quotidiano e allo stesso tempo più vicino alla propria storia. Ed è probabilmente proprio questo il valore di una giornata come quella di sabato: ricordare che un teatro vive certamente attraverso gli spettacoli che mette in scena, ma anche attraverso le persone che lo frequentano, gli artisti che vi sono passati, gli oggetti che ne conservano la memoria e il rapporto che nel tempo riesce a costruire con la propria città.

Le vecchie poltrone blu, destinate a lasciare progressivamente la platea, diventano così una delle immagini più significative di questo passaggio. Una sola, quella dalla quale Andrew Lloyd Webber assistette nel 2023 a “The Phantom of the Opera”, conserverà la propria memoria all’interno del Museo Schmidl; le altre potranno invece entrare nelle case di chi sceglierà di acquisirle attraverso la donazione, trasformando così un pezzo della storia del Rossetti in un gesto concreto a favore delle tre realtà coinvolte. Nel frattempo, le nuove sedute sono pronte ad accogliere gli spettatori della stagione che sta per cominciare è che sarà stellare come le 1.531 “stelle – luci” che sovrastano la platea de “Il Rossetti”.