Dal terremoto del Friuli alla ricostruzione di Bovec, dalla prevenzione alle nuove politiche dell’abitare: il 5 ottobre un confronto transfrontaliero tra istituzioni, università, professionisti e mondo della montagna. Al centro le Alpi Giulie come territorio comune e Venzone come laboratorio di memoria, ricostruzione e futuro.
Un confine che non separa, ma mette in relazione. Un territorio che diventa luogo di conoscenza. E una storia di terremoti e ricostruzione che si trasforma in una riflessione sul futuro.
È questo il filo conduttore di “Abitare il Confine – Il paesaggio insegna”, l’iniziativa in programma lunedì 5 ottobre a Venzone nel Palazzo comunale dalle ore 9,, promossa da Ater Udine, Riserva della Biosfera transfrontaliera MaB UNESCO Alpi Giulie e Comune di Venzone.
Una giornata di confronto tra Italia e Slovenia che parte dalle Alpi Giulie per affrontare alcune delle grandi questioni che riguardano oggi i territori montani: la conoscenza e la tutela del paesaggio, la prevenzione del rischio, la memoria e la ricostruzione dopo i terremoti, la sicurezza del patrimonio edilizio e, soprattutto, il futuro delle comunità alpine e del loro abitare.
Il tema transfrontaliero non è dunque soltanto una cornice, ma rappresenta il cuore dell’iniziativa. Italia e Slovenia condividono un territorio, un ambiente, una storia e sfide che non si fermano al confine amministrativo. Da qui la scelta di mettere attorno allo stesso tavolo rappresentanti delle istituzioni, parchi, università, professionisti e realtà dell’abitare dei due Paesi.

“Con Abitare il Confine vogliamo mettere in dialogo territori, competenze e Paesi che condividono molto più di una linea di confine – sottolinea Vanessa Colosetti, presidente di Ater Udine –. Le Alpi Giulie sono un patrimonio comune e ci chiedono di guardare alla montagna non soltanto come a un territorio fragile, ma come a un luogo nel quale costruire nuove opportunità di vita e di comunità.Per Ater – continua Colosetti –, parlare di abitare significa parlare di persone, sicurezza, qualità degli edifici e servizi, ma anche della possibilità per una comunità di continuare a vivere e progettare il proprio futuro. Venzone, con la sua storia e la sua straordinaria esperienza di ricostruzione dopo il terremoto, rappresenta il luogo ideale per affrontare questo confronto. Abbiamo voluto riunire autorevoli rappresentanti italiani e sloveni – conclude la presidente – perché le sfide della montagna non si fermano al confine: dalla memoria del terremoto alla prevenzione, dalla ricostruzione alle nuove politiche abitative, vogliamo trasformare il confronto in nuove occasioni di collaborazione”.
Il territorio come punto di partenza
La mattinata sarà aperta dai saluti istituzionali della presidente di Ater Udine Vanessa Colosetti e del sindaco di Venzone Mauro Valent e dalla sessione “Il territorio insegna”, dedicata al paesaggio come archivio naturale e alla capacità di leggere il territorio come strumento di conoscenza e prevenzione.
A confrontarsi saranno Uroš Brežan, direttore del Parco nazionale del Triglav, Anna Micelli, presidente dell’Ente parco naturale delle Prealpi Giulie, e il geologo Luca Bincoletto, con il coordinamento di Stefano Santi, direttore dell’Ente parco naturale delle Prealpi Giulie.
Un confronto che nasce dalla consapevolezza che le Alpi Giulie costituiscono un sistema naturale e paesaggistico unitario, che attraversa il confine tra Italia e Slovenia.
“Le Alpi Giulie sono un territorio che il confine amministrativo non può dividere – afferma Anna Micelli, Presidente dell’Ente parco naturale delle Prealpi Giulie e portavoce della Riserva della Biosfera MaB UNESCO Alpi Giulie Italiane. Natura, paesaggio, acqua, biodiversità e comunità costruiscono un sistema profondamente interconnesso tra Italia e Slovenia. Il confronto con il Parco nazionale del Triglav nasce proprio da questa consapevolezza. Conoscere il paesaggio – conclude Anna Micelli –, significa imparare a leggerne i segnali, comprenderne le fragilità e costruire insieme strumenti di tutela e prevenzione. “Abitare il Confine” ci offre l’opportunità di mettere in relazione la tutela dell’ambiente con il futuro delle comunità alpine, perché proteggere il territorio significa anche creare le condizioni perché possa continuare a essere abitato, vissuto e curato”.
Il terremoto come memoria, ma anche come lezione per il futuro
Il secondo momento della giornata sarà dedicato al confronto tra terremoto del Friuli del 1976 e terremoto di Bovec del 1998, due eventi che hanno segnato profondamente i territori e le comunità su entrambi i versanti delle Alpi Giulie. La sessione “Imparare dagli eventi” affronterà memoria, ricostruzione, sicurezza e pianificazione del patrimonio edilizio, mettendo a confronto l’esperienza italiana e quella slovena.
Protagonisti del dialogo saranno Giovanni Vragnaz, architetto, progettista e docente di progettazione architettonica all’Università degli Studi di Udine, e Aleksander Saša Ostan, architetto, urbanista, ricercatore e docente presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Lubiana. Il confronto sarà moderato da Lorenzo Puzzi, Direttore di Ater Udine e Ater Pordenone.
La scelta di Venzone assume, in questo contesto, un significato particolare. La città rappresenta infatti uno dei luoghi simbolo della ricostruzione del Friuli dopo il sisma del 1976: una ricostruzione che ha posto al centro non soltanto la sicurezza degli edifici, ma anche la conservazione dell’identità storica e culturale della comunità.
“Per Venzone ospitare Abitare il Confine significa mettere a disposizione una storia che appartiene alla nostra comunità, ma che può diventare patrimonio di tutti – sottolinea Mauro Valent, Sindaco di Venzone –. La ricostruzione dopo il terremoto del 1976 ci ha insegnato che tornare ad abitare un luogo significa ricostruire case, ma anche identità, relazioni e futuro”. “Oggi Venzone torna a essere un luogo di incontro e di confronto tra Italia e Slovenia, nel cuore delle Alpi Giulie – aggiunge -; è un dialogo particolarmente significativo perché parte dalla memoria per guardare alle nuove sfide della montagna e delle comunità che la abitano”.
La sfida: tornare ad abitare la montagna
Dalla memoria si passa quindi al futuro con la sessione “Abitare la montagna”, dedicata alle trasformazioni dei territori alpini, allo spopolamento, alla qualità del vivere e al ruolo delle politiche abitative nella costruzione di comunità resilienti.
Una riflessione che coinvolgerà Andrea Guaran, professore associato di Geografia all’Università degli Studi di Udine, Marco Corradi, Presidente di Housing Europe, Črtomir Remec, Presidente del Consiglio di Amministrazione del Fondo per l’Edilizia Abitativa della Repubblica di Slovenia, Cristina Amirante, Assessore regionale alle Infrastrutture e al Territorio, e Lorenzo Puzzi, Direttore di Ater Udine e Ater Pordenone. Il coordinamento scientifico sarà affidato a Ezio Micelli, professore ordinario dell’Università Iuav di Venezia e responsabile di ricerche nazionali e internazionali.
Al centro una domanda concreta: come rendere nuovamente attrattivi i territori alpini? Non soltanto attraverso nuove infrastrutture, ma anche attraverso case adeguate, servizi, rigenerazione urbana, sostenibilità e nuove opportunità per chi sceglie di vivere in montagna.
Istituzioni italiane e slovene insieme
La giornata vedrà inoltre, la partecipazione di rappresentanti di primo piano delle istituzioni dei due Paesi. Le conclusioni istituzionali della mattinata saranno affidate a Vannia Gava, Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica della Repubblica Italiana, e Peter Lovšin, Segretario di Stato presso il Ministero dell’Ambiente e della Pianificazione territoriale della Repubblica di Slovenia.
Nel pomeriggio, la sessione speciale “Dalla sicurezza alla cultura della prevenzione” porterà il confronto sulle esperienze maturate dopo i terremoti e sul passaggio dalla gestione dell’emergenza a una vera cultura della prevenzione.
Tra gli interventi previsti quello di Natalino Gattesco, ingegnere e professore di Tecnica delle Costruzioni all’Università degli Studi di Trieste, nell’ambito del progetto PRO-SIS, e il confronto sulla ricostruzione con Stane Beguš, Commissario per la ricostruzione post-sisma in Slovenia, e Guido Bertolaso, già Direttore del Dipartimento della Protezione Civile e Commissario per la ricostruzione, la cui partecipazione è in fase di conferma. A moderare sarà Paolo Mosanghini, direttore del Messaggero Venetoche è anche media partner dell’iniziativa.
Venzone, un laboratorio a cielo aperto
La riflessione proseguirà infine direttamente sul territorio, con un percorso dedicato a Venzone come laboratorio a cielo aperto, alla ricostruzione e al rapporto tra memoria, paesaggio e abitare.
In particolare, l’esperienza sul territorio toccherà anche gli interventi di edilizia residenziale realizzati da Ater in via Mistruzzi, per leggere concretamente il rapporto tra ricostruzione, patrimonio edilizio e ritorno alla vita della comunità. Una conclusione coerente con l’idea alla base dell’intera iniziativa: il territorio non è soltanto lo spazio in cui accadono gli eventi, ma è esso stesso una fonte di conoscenza da cui imparare per progettare il futuro.
Una rete che attraversa il confine
“Abitare il Confine” è organizzato da Ater Udine, Riserva della Biosfera transfrontaliera MaB UNESCO Alpi Giulie e Comune di Venzone, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Regione Friuli Venezia Giulia, Università degli Studi di Udine, Ordine degli Architetti PPC della provincia di Udine, Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali del Friuli Venezia Giulia, Ordine dei Geologi del Friuli Venezia Giulia, Ordine degli Ingegneri della provincia di Udine, Camera di Commercio Pordenone-Udine e Ance Friuli Venezia Giulia.
L’iniziativa si svolgerà in italiano e sloveno, con supporto di traduzione per gli interventi transfrontalieri, e prevede complessivamente sei ore di attività, tra convegno scientifico ed esperienza sul territorio. Il convegno è inoltre accreditato per la formazione professionale secondo le modalità previste dagli ordini coinvolti.
Un appuntamento che parte dalla storia di Venzone e dal terremoto del 1976 per affrontare una domanda profondamente contemporanea: come continuare ad abitare, vivere e costruire futuro nei territori di montagna? La risposta, suggerisce “Abitare il Confine”, passa anche dalla capacità di guardare oltre il confine, condividere conoscenze e trasformare la memoria degli eventi in una cultura comune della prevenzione e dell’abitare.

ABITARE IL CONFINE
Venzone, 05 ottobre 2026
PROGRAMMA
Ore 9.00
Saluti istituzionali
SESSIONE 1
IL TERRITORIO INSEGNA
Il paesaggio come archivio naturale
La lettura del territorio come strumento di conoscenza e prevenzione.
Domanda guida:
Che cosa ci racconta il territorio prima che accadano gli eventi?
Temi trattati:
- il ruolo dei parchi e delle aree protette nella conoscenza e tutela del paesaggio;
- caratteristiche geologiche delle Alpi Giulie come sistema unico;
Dialogo Italia/Slovenia:
Uroš Brežan
Direttore del Parco Nazionale del Triglav (Slovenia), già Ministro dell’Ambiente e delle Risorse naturali della Repubblica di Slovenia
Anna Micelli
Presidente del Parco delle Prealpi Giulie
Luca Bincoletto
Geologo, formatore e guida ambientale
Moderatore:
Stefano Santi
Dottore Agronomo e Direttore del Parco delle Prealpi Giulie
SESSIONE 2
IMPARARE DAGLI EVENTI
Terremoto del Friuli 1976 e terremoto di Bovec 1998: memoria, ricostruzione e prevenzione
Il confronto tra esperienze italiane e slovene per comprendere come gli eventi naturali possano diventare occasione di conoscenza, pianificazione e trasformazione del territorio.
Domanda guida:
Come trasformare una ferita del territorio in un progetto di futuro?
Temi trattati:
- memoria degli eventi sismici;
- ricostruzione;
- sicurezza e pianificazione del patrimonio edilizio;
- rapporto tra architettura, territorio e comunità.
Dialogo Italia Slovenia:
Giovanni Vragnaz
Architetto, progettista e docente di progettazione architettonica presso l’Università degli Studi di Udine
Aleksander Saša Ostan
Architetto, urbanista, ricercatore e docente presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Lubiana
Moderatore:
Lorenzo Puzzi
Direttore Ater Udine e Ater Pordenone
SESSIONE 3
ABITARE LA MONTAGNA
Il futuro delle comunità alpine tra spopolamento, prevenzione e nuove opportunità
Una riflessione sulle trasformazioni dei territori montani e sul ruolo delle politiche abitative nella costruzione di comunità resilienti.
Domanda guida:
Come rendere nuovamente attrattivi i territori alpini?
Temi trattati:
- patrimonio edilizio e nuove esigenze abitative;
- qualità del vivere nei territori alpini;
- edilizia residenziale pubblica come strumento di sviluppo sociale;
- rigenerazione urbana e sostenibilità;
- nuove politiche per l’abitare.
Tavola rotonda:
Andrea Guaran
Professore Associato di Geografia, Università degli Studi di Udine
Marco Corradi
Presidente di Housing Europe
Črtomir Remec
Ingegnere, Presidente del Consiglio di Amministrazione del Fondo per l’Edilizia Abitativa della Repubblica di Slovenia
Cristina Amirante
Assessore regionale alle Infrastrutture e al Territorio
Lorenzo Puzzi
Direttore Ater Udine e Ater Pordenone
Coordinamento scientifico e dibattito:
Ezio Micelli
Professore ordinario, Università Iuav di Venezia. Responsabile di ricerche internazionali e nazionali
CONCLUSIONI ISTITUZIONALI
Vannia Gava
Viceministro dell’Ambiente e Sicurezza energetica della Repubblica Italiana
PAUSA PRANZO
Ore 14.00
SESSIONE SPECIALE
DALLA SICUREZZA ALLA CULTURA DELLA PREVENZIONE
Esperienze a confronto tra Italia e Slovenia
L’ABITARE
La sicurezza come qualità dell’abitare
Progetto PRO-SIS
Natalino Gattesco
Ingegnere, Professore di Tecnica delle Costruzioni, Università degli Studi di Trieste
LA RICOSTRUZIONE
Dall’esperienza del terremoto alla cultura della prevenzione
Guido Bertolaso (DA CONFERMARE)
Già Direttore del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Commissario per la ricostruzione
Stane Beguš
Commissario per la ricostruzione post-sisma in Slovenia
Modera:
Paolo Mosanghini
Direttore del Messaggero Veneto
A seguire:
ESPERIENZA SUL TERRITORIO -IL PAESAGGIO INSEGNA
Venzone: un laboratorio a cielo aperto
LA RICOSTRUZIONE – Abitare dopo il terremoto
Via Mistruzzi – interventi di edilizia residenziale Ater
CONCLUSIONI
LA MEMORIA – Il territorio conserva le sue storie
DURATA
Convegno scientifico: 4 ore
Esperienza sul territorio: 2 ore
Durata complessiva dell’iniziativa: 6 ore
Lingue dell’iniziativa
Italiano e sloveno
(con supporto di traduzione per gli interventi transfrontalieri)