Mercoledì 30 settembre e giovedì 1 ottobre alle 20.30, al Teatro Miela di Trieste, va in scena in anteprima assoluta Quel giorno a Princeton, scritto da Lorenzo Acquaviva, che parte dall’incontro realmente avvenuto nel 1935 tra Luigi Pirandello e Albert Einstein per ricostruire teatralmente un possibile dialogo tra i due Nobel, due personalità profondamente diverse e due rivoluzionari nei rispettivi campi.

Il festival Approdi prosegue il secondo atto della sua decima edizione con Quel giorno a Princeton, spettacolo scritto da Lorenzo Acquaviva, direttore del festival, in programma mercoledì 30 settembre e giovedì 1 ottobre alle 20.30 in prima assoluta al Teatro Miela.

Lo spettacolo prende le mosse da un incontro realmente avvenuto: quello tra Luigi Pirandello e Albert Einstein, due delle personalità più celebri e influenti del Novecento, entrambi insigniti del Premio Nobel, che nel 1935 si incontrano a Princeton. Pirandello si trova negli Stati Uniti dopo essere stato invitato da una major hollywoodiana per discutere la riduzione cinematografica di alcune sue opere. Einstein lo invita a Princeton: due grandi celebrità, due uomini che hanno raggiunto una fama internazionale e che, attraverso linguaggi completamente diversi, hanno contribuito a modificare il modo in cui il loro tempo guardava alla realtà.

Non sappiamo cosa si siano realmente detti durante quell’incontro. È proprio a partire da questo spazio lasciato aperto dalla storia che Lorenzo Acquaviva costruisce il testo teatrale, immaginando un possibile dialogo tra i due protagonisti.

Pirandello è introverso, timido, ma una volta acquisita fiducia si apre con il celebre scienziato. Einstein, invece, è gioviale, ironico, estroverso. Due personalità apparentemente lontane che si trovano a confrontarsi su alcune delle grandi questioni del loro tempo. Molte sono le cose che hanno in comune. Einstein è diventato celebre per la teoria della relatività, che sconvolge il mondo della fisica; Pirandello sovverte gli stilemi del teatro borghese, mettendo in evidenza la complessa frammentarietà dell’Io. Entrambi, attraverso il proprio lavoro, mettono in discussione certezze consolidate e modi convenzionali di interpretare la realtà. L’incontro è cordiale, ma non privo di confronti spigolosi. Tra questi, quello legato alla posizione politica di Pirandello. Einstein, ebreo e riparato negli Stati Uniti dopo l’ascesa del nazismo in Europa, chiede conto allo scrittore delle sue simpatie fasciste. Una domanda che porta il confronto su un terreno più personale e politico e che mette in luce le contraddizioni di un’epoca attraversata da profonde trasformazioni.

Acquaviva costruisce un dialogo nel quale le personalità dei due protagonisti, le loro idee e le loro contraddizioni possono confrontarsi liberamente, dando vita a una situazione che progressivamente si allontana dalla semplice ricostruzione storica. Perché, proprio come in un testo pirandelliano, a un certo punto qualcosa non è più quello che sembra. Uno dei due personaggi si comporta in maniera strana e la situazione prende una direzione inattesa.

A interpretare i protagonisti sono Francesco Migliaccio, Lorenzo Acquaviva e Nizam Pompeo. Le scene e i costumi sono di Francesca Tunno, le luci di Claudio Schmidt, le musiche di Francesco Bearzatti, i visual di Gigi Funcis. La regia è di Toni Trupia.

Lo spettacolo è inoltre realizzato con la collaborazione di La Cappella Underground, Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo, Teatro Miela e Cooperativa Bonawentura, Compagnia Glauco Mauri Roberto Sturno e Controtempo.

I biglietti sono disponibili al prezzo di 15 euro intero e 12 euro ridotto alla porta. Le prevendite sono disponibili presso Ticket Point Trieste, Galleria Rossoni, Corso Italia 9, Trieste.

I prossimi appuntamenti del festival Approdi

Il festival Approdi prosegue venerdì 2 ottobre alle 18 al Cinema Ariston con Domenico Iannacone in Cercando Umanità. L’appuntamento recupera lo spettacolo previsto lo scorso luglio al Giardino del Museo Sartorio e interrotto dalla pioggia. Iannacone torna quindi a Trieste per portare nuovamente in scena la sua conversazione sul nostro tempo, sulle sue ferite sociali e sulla difficoltà di riconoscere l’altro.

Il festival Approdi è una manifestazione culturale organizzata dall’associazione Vitamina T in co-organizzazione con il Comune di Trieste con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (Assessorato regionale alla cultura e allo sport), della Fondazione Casali e di Io sono Friuli Venezia Giulia; si svolge in collaborazione e partnership con Trieste Estate, Fineco Bank, Compagnia Bellanda, Il Rossetti Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Miela e Cooperativa Bonawentura, Associazione Casa del Cinema di Trieste, Circolo Controtempo, Servizi Teatrali, Istituto Regionale Rittmeyer per i Ciechi, San Martino al Campo e Una luce sempre accesa.