Diretta da S.Kochanovsky, al piano Lugansky

Un commiato ad effetto – mercoledì 30 settembre a Verona – per la XXXV edizione del Settembre dell’Accademia. Si chiude il cartellone di questo 2026 con un’eccellenza italiana sul palco del Teatro Filarmonico – l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia – e con la musica appassionante di Sergej Rachmaninov (Novgorod nel 1873 – Beverly Hills in California nel 1943, il compositore tardoromantico più amato dal pubblico, a partire dai suoi stessi contemporanei, e reso ancor più popolare dall’uso delle sue composizioni in alcuni film di grande successo: da Quando la moglie è in vacanza (1955) con Marilyn Monroe a Shine (1996).

Di Rachmaninov, emigrato in America all’indomani della rivoluzione bolscevica, verranno eseguiti il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in re minore Op. 30 e la Sinfonia n. 2 in mi minore Op. 27,quella che risanò l’insuccesso della sua prima composizione portandolo al trionfo, il suo capolavoro orchestrale.

Sul podio e al pianoforte due eccezionali musicisti russi, che ben possono rileggere lo spirito del compositore: Stanislav Kochanovsky, Direttore Principale della NDR Radiophilharmonie di Hannover, e l’incredibile Nikolai Lugansky internazionalmente riconosciuto per le sue interpretazioni di Prokof’ev, Chopin, Debussy e Rachmaninov, che gli hanno valso numerosi riconoscimenti, dal Premio Abbiati al Diapason d’Or.

Nel 2023 Lugansky ha omaggiato il 150° anniversario della nascita di Rachmaninov, eseguendo tutte le principali opere solistiche del compositore russo in un ciclo di tre concerti al Théâtre des Champs Élysées di Parigi e alla Wigmore Hall di Londra, insieme ad altre esibizioni singole in tutta Europa tra cui alla Konzerthaus di Vienna e Berlino, al Bozar di Bruxelles, al Rudolfinum di Praga e al Concertgebouw di Amsterdam.

Il Maestro Kochanovsky, che gioisce per la sua partecipazione al Settembre dell’Accademia e per la  collaborazione con l’acclamata compagine dell’Accademia di Santa Cecilia, non lesina parole di apprezzamento per il pianista che lo accompagna: “conosco e stimo profondamente Lugansky, tra i massimi interpreti viventi della letteratura romantica e, in particolare, dell’universo di Rachmaninoff. In questo concerto ci lasceremo attraversare, insieme al pubblico, dal mondo poetico del compositore russo, non solo quello universalmente noto del suo pianismo ma anche dal suo sinfonismo, così smagliante eppure così profondo. Sono davvero felice di dirigere a Verona artisti straordinari in questo programma che mi appartiene intimamente”

Descritto da Gramophone come “l’esecutore più innovativo e fulmineo di tutti”, Nikolai Lugansky si propone dunque di incantare e conquistare la città di Giulietta e il “pubblico notoriamente esperto della storica Accademia Filarmonica di Verona”, con un obbiettivo: “esprimere il virtuosismo, cercando però quell’eleganza sottile, quasi segreta, che attraversa tutto il linguaggio di Rachmaninov. Lo affronto con un direttore come Stanislav Kochanovsky – spiega il talentuoso musicista –con cui condivido da tempo un’intesa artistica e umana”.

Un ultimo concerto per questo “Settembre dell’Accademia”, che corona una stagione emozionante e applauditissima, confermando il ritorno di un pubblico appassionato e consolidando il prestigio internazionale dell’Accademia veronese.