Venerdì 2 ottobre alle 19:00 presso il Circolo Unificato dell’Esercito “Villa Italia” (noto anche come Circolo Ufficiali) Via dell’Università 8 – Trieste la Trieste Early Jazz Orchestra presenterà un programma interamente dedicato a George Gershwin intitolato: “IL GENIO DI GERSHWIN: DA BROADWAY ALLA RHAPSODY IN BLUE”

George Gershwin ( New York 1898 – Los Angeles 1937 ) rappresenta un unicum nel panorama dei compositori del tempo, in quanto fu colui il quale sep pe mirabilmente esprimersi sia nell’ambito della musica popolare che di quella colta prendendo spunto dal jazz e dal blues. Fu autore delle musiche per moltissimi musical di Broadway, di lavori sinfonici e di un’opera lirica: “Porgy And Bess”.

Nella prima parte vengono eseguite alcune delle più belle canzoni dei musical, interpretate da Paolo Venier, crooner dalla voce suadente e di grande esperienza. La seconda è dedicata alla Rhapsody, nell’arrangiamento originale del 1924 riveduto dal compositore triestino Tom Hmeljak. Al pianoforte solista troviamo Giulio Scaramella, giovane pluripremiato pianista goriziano di matrice classica, dal bellissimo tocco.

La Trieste Early Jazz Orchestra – TEJO è un ensemble che raccoglie i migliori strumentisti della scena triestina e zone limitrofe, noti anche in ambito jazzistico internazionale. L’organico è costituito da: violino – Nicola Mansutti, 2 sax alti – Lorenzo Marcolina e Elias Faccio, sax tenore – Nevio Zaninotto, 2 trombe – Andrej Strekelj e Roberto Santagati, trombone – Matija Mlakar, bassotuba – Daniele Spano, chitarra e banjo – Tiziano Bole, pianoforte – Giulio Scaramella e batteria – Pietro Sponton.

La direzione è ora di Tom Hmeljak che, dopo 10 anni, ha sostituito il fondatore Livio Laurenti, anche fondatore e direttore della Joplin Ragtime Or chestra. E’ stata sua l’idea di continuare il percorso iniziato con la JRO per esplorare la decina d’anni che va approssimativamente dal 1924 al 1934, quando il ragtime fu accantonato per dare spazio al jazz nelle sue prime forme orchestrali allargate con composizioni di D. Ellington, F. Henderson, G. Gershwin, etc. Si ripercorrono i “ruggenti anni venti” con scatenati ritmi sincopati che si intrecciano per costituire una miscela esplosiva che ci riporta alle atmosfere del Cotton Club di New York con le stesse sonorità di allora!!! A livello internazionale, europeo ed extraeuropeo, si contano sulle dita di una mano gli organici simili che si dedicano a questo recupero filologico. Gli arrangiamenti sono concepiti per quella che può essere definita una proto-big band. E’ ancora presente il violino e non c’è ancora il contrabbasso. La sezione dei sassofoni è limitata a 3 strumentisti e così gli ottoni (2 trombe e 1 trombone). Dalla seconda metà degli anni ’30 il cambiamento sarà sempre più radicale fino all’avvento della big band come la conosciamo ancora oggi e cioè ben più allargata (17-19 elementi) con 5 sassofoni, 4/5 trombe, 4/5 tromboni, la scomparsa del violino e sezione ritmica con il contrabbasso al posto della tuba. Ma seppur con soli 11 esecutori, di cui un violino, l’impatto è notevole sia nei brani melodici che in quelli più ritmati e ciò grazie anche alla bellezza delle orchestrazioni originali d’epoca che vengono presentate.

Il concerto viene realizzato con il supporto del MiBACT .