Questa mattina nel Salotto Azzurro municipale l’assessore alle Politiche del Territorio, Michele Babuder ha incontratoil presidente dell’Associazione Oltre quella Sedia, Marco Tortul, per consegnargli un riconoscimento in segno di ringraziamento per l’attività svolta dal sodalizio a favore del Verde Pubblico.

Per l’occasione il presidente Marco Tortul era accompagnato dal coordinatore dei progetti Marco Busan e da Michele, Francesco, Manuele e Alessandro, quattro dei cinque ragazzi che collaborano con l’Associazione.

L’assessore Michele Babuder, a nome del Sindaco ha consegnato la medaglia del Comune e una pergamena recante la seguente motivazione: “All’Associazione Oltre quella sedia in segno di stima e apprezzamento per l’attività svolta a favore del verde pubblico, esempio virtuoso di collaborazione tra enti, cittadini e istituzioni capace di generale valore sociale, e di costruire una città più inclusiva solidale e attenta ai bisogni di tutti”.

L’assessore Babuder ha ringraziato i presenti, sottolineando il valore del loro impegno.

“Il vostro è un piccolo ma grande contributo. Quando ci vediamo a Roiano e vedo che, da una parte, c’è chi sporca, chi butta via i rifiuti e chi parcheggia male, contestualmente vedo qualcuno di voi e penso: sono arrivati i ragazzi che hanno un po’ di testa e un po’ di cuore. Siete un monito di speranza per gli altri ed è bello vedere che ci sono giovani che hanno voglia di fare. Sono tante le aree che andate a curare e il vostro impegno rappresenta un esempio positivo per tutta la comunità”, ha detto Babuder.

Marco Tortul ha presentato i ragazzi, ringraziandoli per il loro impegno e sottolineando l’importanza del percorso che stanno portando avanti: “Ringrazio il Comune di Trieste tantissimo, perché per noi è un’occasione importante per dimostrare che anche i ragazzi con disabilità possono essere una risorsa e dare il proprio contributo alla comunità.”

“Dal 2014 – ha spiegato Tortul – ci siamo proposti di dare una mano alla città. Oggi qui sono presenti in quattro, ma sono cinque i protagonisti che quotidianamente si impegnano attraverso un tirocinio inclusivo, con una borsa lavoro offerta dall’Azienda sanitaria.”

I ragazzi si occupano ogni giorno della pulizia e della cura di diverse aree della città, tra cui Roiano, piazza Oberdan, piazzale Gioberti e San Giacomo, in via della Bastia.

“Questi ragazzi – ha aggiunto Tortul – stanno facendo anche un percorso di indipendenza. Abbiamo degli appartamenti nei quali stanno sperimentando un percorso di vita indipendente, imparando progressivamente a gestire la propria quotidianità e a mettersi alla prova. Inoltre, andiamo nelle scuole per raccontare la loro esperienza e parlare della disabilità, contribuendo a sensibilizzare i più giovani”.

L’Associazione Oltre quella Sedia APS-ETS nasce nel 2004 ed opera per promuovere l’autonomia, la partecipazione sociale e la piena cittadinanza delle persone con disabilità intellettiva o altre neurodivergenze, attraverso percorsi educativi, culturali, espressivi, formativi, lavorativi e di vita indipendente riconoscendo in ogni persona dignità, capacità e potenzialità e promuove contesti inclusivi nei quali ciascuno possa partecipare attivamente alla costruzione del proprio progetto di vita.

Per esprimere tale centralità, OqS definisce “Protagonisti” le persone che partecipano ai propri percorsi, riconoscendole non come destinatarie passive di attività o servizi, ma come soggetti attivi delle esperienze, delle relazioni e delle scelte che le riguardano, i principali ambiti di azionecomprendono i percorsi di vita indipendente, il Teatro InteressHante e le attività espressive, le esperienze di formazione, cittadinanza attiva e utilità sociale, l’accompagnamento al lavoro, il sostegno alle famiglie, la ricerca e la progettazione sociale.

I percorsi di cittadinanza attiva e utilità sociale sono iniziati nel 2014,sono rivolte alla comunità, nelle quali i protagonisti di OqS svolgono un ruolo attivo, si immergono nell’esperienza mettendo in gioco con gli altri e per gli altri.

Raccogliere derrate alimentare per chi ne ha bisogno, riqualificare i giochi per bambini dei giardini pubblici, socializzare con gli anziani, i sono alcune delle azioni che i protagonisti di Oltre quella Sedia svolgono giocando un ruolo attivo nell’esperienza, mettendosi in gioco con gli altri e per gli altri.

Il territorio viene così vissuto come il luogo dove sviluppare una rete sociale capace di integrare la persona con disabilità e trasmettere un senso di solidarietà allargata e di appartenenza reale.