The H@llow Man di Kamel Laaridhi e London di Victor Di Marco e Márcio Picoli, Queer Lion 2026
Dal 7 al 27 ottobre 2026, il grande cinema della Biennale di Venezia torna a Trieste con l’iniziativa “Le Giornate della Mostra del Cinema di Venezia – I Film della Settimana della Critica”, che porta al Cinema Ariston una selezione che intreccia gli sguardi di due sezioni indipendenti della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica: la Settimana Internazionale della Critica (SIC), dedicata alle opere prime di registi emergenti e introdotta da voci autorevoli del mondo della critica cinematografica, e le Giornate degli Autori, sezione parallela giunta quest’anno alla ventitreesima edizione, che mette invece in dialogo autori esordienti e registi già affermati.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra AGIS, ANEC e FICE delle Tre Venezie con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e gli Enti territoriali. Un percorso ormai consolidato e molto atteso che rende possibile il dialogo tra il pubblico e il cinema più vitale e coraggioso, spesso escluso dai circuiti distributivi tradizionali.
Il primo appuntamento è in programma mercoledì 7 ottobre, con due proiezioni dedicate alla 41ª Settimana Internazionale della Critica. Alle 18.00 apre il cortometraggio E-I-E-I-O (Italia, 2026) di Noemi Arfuso, Miglior Cortometraggio della sezione SIC@SIC. Segue il lungometraggio in concorso The H@llow Man (Tunisia, 2026) di Kamel Laaridhi. Alle 20.30 si comincia con il cortometraggio Dove le lacrime aspettano (Italia, 2026) di Caterina Bertini e Blu Diego Fasoli, dalla sezione SIC@SIC e si chiude con London (Brasile, 2026) di Victor Di Marco e Márcio Picoli, Queer Lion 2026. Saranno in sala Beatrice Fiorentino, Delegata Nazionale SIC e Chiara Barbo, Presidente de La Cappella Underground.
In E-I-E-I-Odue entità sintetiche giocano a sterminare gli esseri umani e seguono l’avanzamento del loro piano attraverso una rete di videocamere di sorveglianza, finché una rivolta improvvisa mette a rischio la missione. Il cortometraggio è costruito con immagini acquisite da videocamere a circuito chiuso di tutto il mondo. Noemi Arfuso, regista e artista visiva, si occupa di cinema documentario e sperimentale con attenzione agli archivi e all’ecologia visiva; nel 2023 ha vinto il Premio Zavattini e il suo primo lungometraggio è in fase di produzione con Lab80.
The H@llow Manè ambientato in Tunisia nel 2059. Un bio-chip impiantato regola i ricordi e sopprime le emozioni, mentre l’ipnoterapia è proibita. In segreto Taha consulta un ipnoterapeuta, un fabbricante di pathos che attraverso la poesia forgia per i suoi assistiti le emozioni a loro precluse. Sotto ipnosi attraversa una foresta fino a una casa senza elettricità, dove un uomo e due donne stanno preparando un attentato, e lì riaffiorano i frammenti di un trauma che lo riguarda da vicino. Kamel Laaridhi, dopo essersi occupato dell’illuminazione di edifici e siti archeologici, ha lavorato nel reparto fotografia di produzioni tunisine e internazionali e nel 2011 ha cofondato la casa di produzione Inside Production; questo è il suo primo lungometraggio. «Ho ambientato il film nel 2059, ma non sul futuro. È uno specchio del nostro presente, in cui la memoria diventa proibita e i sentimenti vengono delegati alle macchine» scrive il regista nelle note di regia. «La poesia è l’ultima frontiera della resistenza, l’unico “crimine” che il biochip non può regolamentare».
Dove le lacrime aspettano si apre al tramonto, tra le pozze d’acqua bianca della Caldara di Manziana, dove tre fratelli, Zoe, Ettore e Marta, giocano nel fango. Sono soli, ma abituati a esserlo. Tornati a casa non trovano la madre e, per un errore di Zoe, rimangono chiusi fuori: dovranno superare la notte, affrontare il buio, i rumori e l’ignoto, e soprattutto la propria immaginazione. Caterina Bertini e Blu Diego Fasoli si sono formati alla University of the Arts London; per Fasoli è il primo cortometraggio di finzione.
London è il primo lungometraggio della coppia artistica formata da Victor Di Marco e Márcio Picoli, i cui cortometraggi hanno ottenuto più di settanta premi in oltre duecento festival. Il protagonista, interpretato dallo stesso Di Marco, è un giovane disabile che si è costruito una vita secondo un principio di grintosa indipendenza. Lavora come dominatore in un locale fetish di Porto Alegre insieme agli amici Luke e Lilá, anch’essi disabili. Quando una visita medica gli offre l’opportunità di sottoporsi a un esame per comprendere meglio il proprio corpo e la propria disabilità, London si trova di fronte a un dilemma: desidera ardentemente delle risposte, ma teme che una diagnosi possa ridurre la sua identità a una mera etichetta clinica. «”London” nasce dal desiderio di raccontare la disabilità oltre la medicalizzazione e la vittimizzazione» si legge nelle note di regia. «Il film sfida i limiti con cui immaginiamo la disabilità, mostrandola come un’intelligenza unica, non un problema da correggere. E al centro del film resta ciò che tutti condividiamo: un corpo».
Ciascuna delle due proiezioni accosta due film affini: alle 18.00 due racconti in cui macchine e dispositivi di controllo sorvegliano gli esseri umani e ne amministrano perfino i ricordi, alle 20.30 due storie di corpi e identità messi alla prova, quella di tre bambini lasciati soli davanti al buio e quella di un giovane uomo che rifiuta di farsi definire da una diagnosi. Beatrice Fiorentino, Delegata Generale della SIC, definisce The H@llow Man «un ordigno poetico mascherato da fantascienza» e London «un attacco frontale all’ossessione contemporanea per le etichette che si trasforma in una celebrazione del desiderio e della libertà di vivere e amare», mentre in E-I-E-I-O riconosce una riflessione post-umanista realizzata «con spiazzante ironia».
La programmazione al Cinema Ariston prosegue mercoledì 14 ottobre con due proiezioni. Alle 18.00 sono in programma Gusci (Italia, 2026) di Elisa Chiari e Francesca Trovato e Meteorite (Colombia, 2026) di Sebastián Múnera, alle 20.30 Les métamorphoses, au féminin (Italia, Francia, Stati Uniti, 2026) di Maria Giménez Cavallo e Our Share of Sand (India, Regno Unito, Grecia, 2026) di Shalini Adnani, Premio del Pubblico. Seguono alle 21.00 due titoli dalle Giornate degli Autori: martedì 20 ottobre Une Femme Aujourd’hui (Francia, Italia, 2026) di Robert Guédiguian, Europa Cinemas Label, e martedì 27 ottobre I plant my hand in the garden (Germania, Serbia, Stati Uniti, 2026) di Boris Hadžija, Hoda Taheri.
Le proiezioni sono a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.
Il calendario completo è disponibile sul sito www.agistriveneto.it e alla pagina Facebook @agis.trevenezie.
Per informazioni
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