Dal 17 al 30 ottobre, il Danceproject Festival si muove tra Trieste e Muggia e abita luoghi diversi: il Teatro Franco e Franca Basaglia, il Teatro dei Fabbri, piazza Cavana, biblioteche, Villa Brigido e gli spazi di ACTIS.
Compagnie e artisti incontrano il pubblico attraverso linguaggi differenti: la ricerca coreografica di Twain, il lavoro di Arearea e delle realtà di ACTIS, la parola di Voltaire e quella di due figure profondamente legate alla cultura triestina come Stelio Mattioni e Bobi Bazlen.
Sabato 17 ottobre alle 20.30 presso il Teatro Franco e Franca Basaglia di Trieste, la Compagnia Twain physical dance theatre celebrerà i suoi vent’anni di ricerca coreografica con lo spettacolo “Altredirezioni”, un manifesto fisico che rielabora tre duetti iconici tratti dall’archivio della compagnia, trasformandoli in un nuovo percorso fisico ed emotivo.
Attraverso la rivisitazione delle opere emerge l’identità costruita da Twain in vent’anni di ricerca: un viaggio nelle metamorfosi del corpo, nella relazione con l’altro e nella continua ricerca di senso che la danza porta con sé. Memoria e contemporaneità entrano così in dialogo, mentre il corpo diventa luogo di libertà, empatia e trasformazione.
Fondata nel 2006 da Loredana Parrella, Twain ha sviluppato un percorso che attraversa il palcoscenico e gli spazi non convenzionali, con produzioni presentate in Italia e all’estero e un’attività dedicata anche alla residenza artistica, alla formazione e allo sviluppo dei linguaggi contemporanei.
Dopo lo spettacolo, ci sarà l’occasione per brindare insieme al traguardo della Compagnia.
Domenica 18 ottobre l’offerta si fa ancora più ricca, a partire dalle 17 in Piazza Cavana a Trieste, dove sempre la Compagnia Twain in coproduzione con la Compagnia Arearea presenterà “Le Vie di Carta”, un invito alla meraviglia e all’esplorazione dello spazio pubblico che diventa un terreno di sperimentazione poetica.
Nove interpreti attraversano strade e piazze in un susseguirsi di incastri, movimenti e dinamiche corali. Con loro, trenta scatole speciali realizzate a mano diventano vere e proprie soglie poetiche, capaci di custodire storie, immagini e suggestioni visive. Non è una performance semplicemente da guardare, ma un’esperienza da costruire insieme. La distanza tra performer e spettatore si riduce e la danza cerca il coinvolgimento attivo del pubblico, trasformando per un momento la percezione quotidiana della città e rendendola uno spazio condiviso.
Sempre sabato 18 ottobre, dalle 18.30, presso il Teatro dei Fabbri di Trieste, torna “Alchemica”, la sezione di Danceproject Festival dedicata alle nuove generazioni della danza, con due lavori presentati uno dopo l’altro.
Il Collettivo Aria Natia presenta “Io sono confine”, performanceche attraverso tre corpi danzanti si interroga sull’esperienza delle persone in transito e sul significato sociologico e antropologico della frontiera: lasciare un luogo e intraprendere il viaggio, andare, resistere e sentirsi costretti.

A seguire la performance “Tracce”, nata dal percorso annuale di Teatro Danza condotto da Daša Grgič. Gesti che affiorano, si interrompono, restano. Corpi in sospensione attraversano memorie, assenze e fragili apparizioni, mentre il tempo rallenta e il corpo lascia tracce di sé.
Giovedì 22 ottobre presso la Biblioteca comunale E. Guglia a Muggia (TS) ci sarà la lettura scenica “Vita col mare” che porta in scena il racconto di Stelio Mattioni attraverso una lettura per voce femminile (Marzia Postogna) e musica live electronics (Francesco Gulic) per la regia di Giacomo Seguglia. Il mito dell’eterno conflitto tra la donna e il mare prende le vie dell’inconscio, mentre la realtà diventa mutevole e misteriosa proprio come il mare.
Al centro c’è Angelina, inizialmente figura semplice e ordinaria, che progressivamente assume i tratti della femme fatale. Ma il confine tra ciò che è reale e ciò che appartiene alla mente dei protagonisti si fa sempre più sottile: Angelina esiste davvero o vive soltanto nell’immaginazione degli uomini che ne sono attratti? La dimensione sonora accompagna e amplifica questo viaggio.
Venerdì 23 ottobre in Villa Brigido di Trieste (in replica sabato 24 all’ACTIS) alle 20.30 va in scena “Tuttoèbene”, il nuovo lavoro di Cristiano Fabbri e Antonio Tancredi, un dialogo teatrale sul Poema sul disastro di Lisbona di Voltaire, scritto dopo il terremoto che distrusse la città nel 1755: i 234 versi di Voltaire diventano il punto di partenza per mettere in discussione l’idea che “tutto è bene”, quell’ottimismo filosofico che arriva a giustificare il male e la sofferenza in nome di un bene futuro e superiore.
Lo spettacolo costruisce un vero e proprio “corpo a corpo” con l’opera di Voltaire e con il pubblico, chiamato a non essere spettatore inerte, ma presenza necessaria di un rito collettivo. Corpo, parola, azione, gesti e sguardi accompagnano domande che attraversano da sempre l’esperienza umana: che cos’è il male? È inevitabile? Quale consolazione, quale salvezza possiamo cercare?
Una messa a nudo delle fragilità umane che interroga l’illusione di vivere nel “migliore dei mondi possibili”, senza rinunciare alla possibilità della speranza e alla necessità di continuare a coltivare la vita, nonostante tutto.
Infine, il ricco cartellone di ottobre si chiude venerdì 30, presso la Biblioteca statale Stelio Crise di Trieste con “Lettere a Gerti”, una performance di teatro e danza ispirata all’epistolario tra Roberto “Bobi” Bazlen e l’amica Gerti Frankl nelle prime decadi del Novecento, per la regia di Daniela Gattorno.
Parole, teatro e movimento riportano al centro la figura di Bazlen e il rapporto con Gerti, restituendo attraverso la dimensione performativa una parte della loro storia e del contesto culturale in cui si inserisce. Alla performance seguirà un momento di approfondimento dedicato alla figura di Bobi Bazlen con gli interventi del prof. Gianni Cimador e della prof.ssa Waltraud Fischer. Lorenzo Zuffi leggerà inoltre poesie di Eugenio Montale legate alla figura di Gerti Frankl. Interventi a cura dell’Associazione Archivio e Centro di documentazione della Cultura regionale.
Per informazioni e prenotazioni: [email protected] tel 0403480225- www.danceprojectfestival.it
