La terza corsia dell’autostrada A4 (Venezia – Trieste) ha portato benefici in termini di transiti, incidenti e code. Autostrade Alto Adriatico presenta per la prima volta l’impatto della nuova infrastruttura nel tratto concluso di circa 40 chilometri tra Portogruaro e Palmanova – ovvero quello a più alta densità di traffico e strategico dell’intera rete – mettendo a confronto il periodo pre-costruzione (marzo 2016 – aprile 2017) e il periodo post costruzione (marzo 2025 – aprile 2026).

In questi nove anni il tratto ha visto un incremento del traffico del 9% passando da 49 mila 230 transiti giornalieri a 53 mila 802 (+9%), a dimostrazione che l’intera A4 oggi risulta il corridoio principale est – ovest dell’Europa per il trasporto merci e persone con i suoi quasi 55 milioni di transiti annui (nel 2003 erano 36 milioni). Nonostante questa evidente crescita gli incidenti si sono più che dimezzati. Si è passati da 215 sinistri totali nel 2016-2017 a 105 nel 2025-2026 (-51%). Il calo degli incidenti con danni alle persone è stato maggiore, passando da 61 a 23 (-62%), mentre quelli che hanno coinvolto solo i mezzi pesanti, che oggi rappresentano oltre il 35% complessivo del traffico quotidiano, sono diminuiti addirittura del 66%, ovvero da 56 a 19. Anche in termini di code i vantaggi sono stati notevoli passando da 833 ore nel periodo 2016-2017 a 489 tra maggio 2025 e aprile 2026.

I risultati sono stati illustrati durante il congresso nazionale sulle infrastrutture e sui trasporti sloveni tenutosi a Portorose della durata di tre giorni alla presenza del Ministro delle Infrastrutture sloveno, Jernej Vrtovec. Nel corso della tavola rotonda alla quale hanno partecipato anche rappresentanti delle ferrovie della Repubblica Ceca, Asfinag (autostrade dell’Austria), Dars (autostrade slovene) e Hrvatske Autoceste (autostrade croate), la terza corsia della A4 è risultata una “case history” vincente che potrebbe servire da modello per i futuri investimenti autostradali in Slovenia. A rappresentare Autostrade Alto Adriatico nel ruolo di relatore c’era l’ing. Jean-Daniel Rotilio, responsabile manutenzione opere della direzione tecnica diretta dall’ing. Paolo Perco.

La terza corsia della A4 non è un semplice ampliamento dell’autostrada esistente, ma la costruzione di una vera e propria nuova autostrada visto che lungo il tracciato a tre corsie della A4 (Venezia – Trieste) che si snoda oggi per più di 75 chilometri (compresa la trasformazione in autostrada del raccordo Gorizia – Villesse) sono stati costruiti ex novo finora 22 ponti e viadotti e 27 cavalcavia (tutti predisposti per ospitare una eventuale quarta corsia), 37 sottopassi, 126 scatolari, 154 aree di depurazione e 45 chilometri di barriere fonoassorbenti e sono state finora risolte 650 interferenze. La terza corsia ha inoltre rappresentato un volano per l’intero settore produttivo se si pensa che sono stati finora 2800 i contratti stipulati nell’ambito della filiera degli appalti con circa 2500 aziende coinvolte e circa 300 maestranze impiegate al giorno di media con picchi anche di 500. L’opera ha cominciato a prendere le mosse con l’inserimento nel “Primo programma delle opere strategiche” da parte del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica il 21 dicembre 2001. Da allora, è stata sempre confermata quale opera prioritaria e strategica per il Paese. Solo però con la dichiarazione dello stato di emergenza dell’autostrada A4 e il Decreto per la Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’11 luglio 2008, che ha disposto che il Commissario delegato (oggi soggetto responsabile) provvedesse al compimento di tutte le iniziative finalizzate alla realizzazione delle opere, si è potuto mettere in atto un’importante ed incisiva attività.

Fondamentale per l’avanzamento dell’opera, che a breve vedrà l’inizio del completamento del tratto veneto tra San Donà di Piave e Portogruaro, anche il trasferimento della concessione da Autovie Venete ad Autostrade Alto Adriatico concretizzatosi a luglio 2023. Un modello nazionale quello della società in house delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto che prevede nei prossimi anni un investimento di quasi 2 miliardi di euro lungo la rete legati principalmente alla terza corsia, compreso il tratto friulano Palmanova – Villesse, a fronte di pedaggi fermi dal 2018 e che rimarranno inalterati almeno fino al 2029.