Dal 10 novembre al 10 dicembre, le fotografie di Erika Burolo raccontano storie di migrazione, cura e resilienza. Tre appuntamenti di approfondimento accompagnano la mostra
Rendere visibili le persone e le storie che spesso rimangono ai margini, restituendo dignità a chi vive situazioni di fragilità, esclusione e sofferenza. È questo il filo conduttore di “Tracce”, la mostra fotografica di Erika Burolo che sarà inaugurata martedì 10 novembre 2026, alle 17, nell’atrio dell’ala destra, al piano terra dell’edificio A del Campus di Piazzale Europa di UniTS.
Aperta fino al 10 dicembre, la mostra propone un percorso per immagini attraverso i luoghi e le esperienze della medicina umanitaria.
La mostra si configura come una vera e propria installazione artistica, che accompagna il visitatore in un percorso di osservazione e riflessione sulle persone, sui luoghi e sulle tracce che attraversano la quotidianità. La sua particolarità risiede nella scelta di estrapolare immagini e testimonianze dal contesto geografico e narrativo in cui hanno origine, sottraendole a una lettura immediata e lasciando spazio alla sensibilità, alle emozioni e alle interpretazioni personali di chi osserva. Ne emerge una riflessione sul significato della cura, intesa non soltanto come pratica medica, ma anche come gesto di riconoscimento, ascolto e restituzione di dignità, capace di dare visibilità alla resilienza delle persone e delle comunità.
Organizzata in collaborazione con DONK Humanitarian Medicine ODV, l’iniziativa intende trasformare lo spazio universitario in un luogo di incontro e partecipazione. All’inaugurazione interverranno Stefano Bardari, presidente di DONK Humanitarian Medicine; Vera Pellegrino, ricercatrice della Caritas Diocesana di Trieste; Elisabetta De Giorgi, delegata della Rettrice alla Mobilità e alle Relazioni internazionali dell’Università di Trieste; Roberta Altin, delegata della Rettrice alla Cooperazione allo sviluppo dell’Università di Trieste; Roberto Antonione, presidente del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico; Matteo Valentinuz, rappresentante dell’UNHCR (Agenzia ONU per i Rifugiati); Lorella Veglia, curatrice artistica della mostra per il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico. Saranno inoltre presenti gli studenti del Collegio del Mondo Unito.
Tre appuntamenti per approfondire: solidarietà, testimonianza e diritti umani
Le riflessioni suscitate dalla mostra “Tracce” troveranno un ulteriore spazio di approfondimento in due appuntamenti che si inseriscono nell’ambito dell’iniziativa itinerante “Organizzare solidarietà, uscire dal silenzio, resistere al massacro”, sviluppata e finanziata dall’AIP – Sezione Psicologia per le Organizzazioni, con il patrocinio dell’Associazione Italiana di Psicologia. Attraverso contributi, testimonianze e momenti di confronto, gli incontri affronteranno i temi della solidarietà, della responsabilità collettiva e dei diritti umani.
Il primo appuntamento è in programma mercoledì 11 novembre, alle ore 17.30, in Aula A. Dopo la presentazione dell’iniziativa a cura di Sara Cervai, docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni a UniTS , Roberto De Vogli, docente dell’Università di Padova, interverrà sul tema “Empatia selettiva: l’Occidente di fronte al genocidio di Gaza”.
Seguirà la proiezione del film La voce di Hind Rajab (2025), di Kaouther Ben Hania, introdotta da La Cappella Underground. Parteciperà Raffaele Oriani, giornalista e autore dei libri Il popolo meraviglioso (2025) e Gaza, la scorta mediatica (2024).
Il secondo appuntamento si terrà lunedì 16 novembre, dalle ore 16, con il seminario “Organizzare solidarietà – Uscire dal silenzio – Resistere al massacro”.
La prima parte sarà dedicata a testimonianze e interventi di rappresentanti della comunità universitaria, studenti e associazioni impegnate sul tema. Interverranno Elisabetta De Giorgi, delegata UniTS alla Mobilità e alle Relazioni internazionali; Roberta Altin, delegata UniTS alla Cooperazione allo sviluppo; Maria Dolores Ferrara, Presidente del Comitato Unico di Garanzia (CUG) di Ateneo; Pierluigi Barbieri, professore associato di Chimica dell’ambiente presso il Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche (DSCF); Alessandro Raffa, dottorando dell’Università di Trieste; Anna Colussi, rappresentante degli studenti in Senato Accademico;
gli studenti borsisti IUPALS; Roberto Cirelli, rappresentante di AssoPace Palestina e autore del libro Cronache da un paese interrotto (2025); Lorella Bucci, presidente dell’ODV Salaam Ragazzi dell’Olivo – Comitato di Trieste, Aisha, mediatrice culturale dell’Università di Trieste. Coordinerà Sara Cervai.
Alle 17.30 seguirà la keynote “Trauma infinito. Una psichiatra palestinese racconta”, con Samah Jabr, psichiatra palestinese, in collegamento da remoto. L’incontro sarà introdotto e commentato da Sara Cervai, con la collaborazione di Sergia Adamo, docente al Dipartimento di Studi Umanistici (DiSU).
Il percorso di “Tracce” proseguirà mercoledì 2 dicembre con un ulteriore appuntamento dedicato alla medicina umanitaria, per approfondire le esperienze, le sfide e il ruolo delle organizzazioni che operano in contesti di vulnerabilità e crisi.