Si è svolto ieri, 15 aprile in Confindustria Udine un convegno che ha visto coinvolte magistratura, accademia e consulenza finanziaria per capire come affrontare i nuovi rischi del cybercrime e delle frodi digitali. L’esperto di cybersicurezza Ranieri Razzante: “Investire in sicurezza digitale oggi, non è un costo, ma una forma di sopravvivenza economica delle imprese”.
La cybersecurity non è più soltanto una materia tecnica, ma una responsabilità strategica che riguarda da vicino imprese, professionisti e cittadini. Organizzato sulla base di questa consapevolezza il convegno “Cybersecurity nelle imprese: una priorità strategica. Prevenire verso il cambio della grammatica tecnologica”, promosso dalla Fondazione Tonutti si è svolto ieri pomeriggio nella sede di Confindustria Udine. L’iniziativa ha voluto offrire alle PMI del territorio ma anche alla comunità cittadina, un momento di approfondimento qualificato su un fenomeno in costante evoluzione, nel quale la difesa dei dati, la protezione delle attività economiche e la capacità di riconoscere in tempo i segnali di un raggiro sono diventate condizioni essenziali di sicurezza e di competitività.

Ad aprire i lavori sono state le parole della presidente della Fondazione, Maria Teresa Tonutti, imprenditrice friulana che con una lunga esperienza maturata nell’omonima impresa di famiglia, dove dal 1989 al 2023 ha ricoperto incarichi apicali nell’innovazione ricoprendo il ruolo di amministratore delegato, ha detto: “La Fondazione Tonutti è nata per trasformare un’esperienza dolorosa come quella di un raggiro in un impegno concreto a favore della collettività. Vogliamo essere un punto di riferimento serio e credibile per chi è stato colpito da una truffa, ma soprattutto contribuire a far crescere una cultura della prevenzione che coinvolga cittadini e imprese”.
La stessa Fondazione, fin dalla sua costituzione, ha indicato tra i propri obiettivi il rafforzamento della consapevolezza pubblica e la costruzione di percorsi di prevenzione e formazione rivolti al territorio.

Dopo i saluti del direttore di Confindustria Udine Michele Nencioni, sono seguiti gli interventi dei relatori, in primis il professor Ranieri Razzante, docente di Cybercrime e Homeland Security all’Università di Perugia e di Criminologia presso l’Università Pegaso, direttore del Centro per la Sicurezza ed il Terrorismo oltre che presidente dell’Associazione italiana Responsabili antiriciclaggio per l’Italia (AIRA), che affrontando il tema “Frodi telematiche e Cybercrime: come tutelarsi”, ha portato il suo contributo di studioso da anni impegnato sui fronti della compliance, dell’antiriciclaggio e della sicurezza. Secondo Razzante, il primo effetto di episodi come quello che ha colpito Booking è spesso “il danno d’immagine e reputazionale, ancora prima di quello economico”. Da qui il richiamo “a un cambio di paradigma nella governance aziendale. La domanda – ha osservato – non deve essere quanto costi acquistare una protezione, ma quanto possa costare subire un attacco”.
“Investire in sicurezza digitale oggi, non è un costo, ma una forma di sopravvivenza economica delle imprese – ha sottolineato ancora Ranieri Razzante –. Per cominciare a tutelarsi è importante la tecnologia ma serve che questa sia accompagnata da un cambio culturale perché la sicurezza informatica si costruisce su tre livelli: strumenti, procedure e persone. Vediamo spesso aziende che investono nei software , ma non altrettanto nella formazione e consapevolezza che possono invece, essere decisive”.

A proposito delle nuove normative europee Razzante ha concluso: “L’Europa ha stanziato dei fondi, la nostra NIS2 e il Cyber Security Act hanno previsto che gli stati europei stanzino dei fondi, ma io alle imprese oggi, suggerirei, date le esperienze anche nel pubblico e governative, di non aspettare i soldi pubblici. I soldi pubblici possono essere una goccia nel mare perché gli Stati non hanno i soldi per finanziare tutte le imprese, tutta la rete imprenditoriale in toto”.
Sono seguiti il contributo del dirigente della Polizia di Stato Giuseppe Panarello che ha così completato il quadro operativo sul versante della prevenzione e del contrasto, e del dottor Marco Panzeri, sostituto procuratore della Repubblica di Udine, intervenuto sul tema “Frodi a distanza: l’esperienza della Procura della Repubblica di Udine”, offrendo così il punto di vista dell’azione giudiziaria e dell’osservazione diretta dei fenomeni criminali. Il convegno si è chiuso con il dottor Luca Di Marco di Stratos SCF Srl, consulente finanziario autonomo, laureato in Economia e attivo da oltre vent’anni nel settore degli investimenti, che ha presentato “Criptovalute e trading on line: come tutelarsi”, dedicato ai profili di rischio che si annidano nei nuovi canali digitali della finanza.

Con questo appuntamento la Fondazione Tonutti conferma la propria vocazione a essere un presidio di responsabilità civile, cultura della legalità e tutela delle persone, proponendo a Udine un’iniziativa sobria nei toni, alta nei contenuti e pienamente aderente alle sfide del nostro tempo (per informazioni: https://fondazionetonutti.it).