Questo pomeriggio nel Salotto Azzurro del Municipio il sindaco Roberto Dipiazza ha ricevuto la giornalista Christina Dow, autrice del libro La mia Trieste nascosta, accompagnata dalla collega Alessia Mannella.

“Desidero attraverso il parterre del Salotto Azzurro del Municipio presentare alla città il bellissimo e interessante libro La mia Trieste nascosta di Christina Dow”, ha detto il sindaco Roberto Dipiazza: “Mi complimento e ringrazio di cuore l’autrice e la sua collega per aver dato lustro a Trieste e contribuito a farla conoscere meglio anche in Austria, terra cui la nostra città è legata da profondi vincoli storici e culturali. Ciò che ci accomuna è di esserci innamorati di Trieste provenendo da fuori. Lo spirito del libro rispecchia inoltre quello multietnico e multireligioso di Trieste”.

La giornalista Christina Dow vive tra l’Austria e Trieste, città di cui si dice “innamorata” e che tre anni fa ha ispirato il suo primo libro, intitolato Mein Triest, pubblicato solo in tedesco. Adesso Christina Dow dedica alla città un secondo volume, La mia Trieste nascosta, disponibile in tedesco, inglese e italiano: “Ho intervistato moltissimi triestini e abitanti di Trieste per raccogliere 177 consigli su bar, ristoranti, buffet, pasticcerie, osmize, produttori del Carso. Posti nuovi per me, ma forse anche per i triestini. Nell’occasione ho raccontato anche la storia della mia vita qui a Trieste”. Alessia Mannella, di origine bergamasca, a sua volta trasferita a Trieste, si definisce “cantastorie” e ha contribuito alla traduzione in lingua italiana del volume; collabora inoltre con Christina Dow alla realizzazione di tour culturali ed enogastronomici che valorizzano il nostro territorio e in particolare i produttori vitivinicoli. “Trieste non è una città, è un modo di vivere, che insegna a essere felici con poco”, ha detto Alessia Mannella al sindaco Roberto Dipiazza.

Nel condividere con le ospiti pensieri e considerazioni sulla città di Trieste, il primo cittadino Roberto Dipiazza ha anche presentato loro il progetto di rigenerazione urbana trigenerazionale di Porto Vecchio-Porto Vivo, che sta trasformando l’antico scalo di origini asburgiche per lungo tempo abbandonato in un nuovo rione pulsante cittadino, all’insegna della continuità tra passato, presente e futuro.

L’incontro si è concluso con uno scambio di doni.