Giovedì 5 giugno alle 17.30, all’Orto della Comunità di Opicina, un incontro per chiudere e celebrare il percorso nato attorno al libro pubblicato da Bora.la
Giovedì 5 giugno alle ore 17.30, presso l’Orto della Comunità di Opicina, negli spazi della comunità parrocchiale di San Bartolomeo di via di prosecco 28, si terrà l’evento conclusivo del percorso di presentazioni e incontri nato attorno al libro “L’Aquila è la pace” di Giorgio Sclip, pubblicato da Bora.la.
Non sarà una semplice presentazione, ma un momento di festa, racconto e ringraziamento: l’occasione per ritrovarsi dopo tre anni di incontri, viaggi, dialoghi e relazioni nate attorno a un libro che ha saputo camminare molto, ma sempre con passo umano.
Tutto era iniziato il 14 aprile 2023, in una serata di primavera nel cortile di via Ferrovia a Opicina, luogo simbolico per l’autore perché legato alla sua infanzia, ai vicini di casa, alle amicizie e a un’idea semplice e preziosa di comunità. Ad accompagnare Giorgio in questa prima presentazione è Gianluca Guerra, proprio uno di quei ragazzi e compagni di avventure. Da lì, pochi giorni dopo, il libro aveva fatto il suo debutto ufficiale al Bar Tabor, sempre a Opicina, con l’accompagnamento della professoressa Maria Cristina Benussi.
Da quel momento Giorgio Sclip non si è più fermato. “L’Aquila è la pace” è stato presentato in luoghi molto diversi tra loro: librerie, festival, radio, teatri, circoli, spazi culturali, città grandi e piccole, da Trieste a Roma, da Pordenone a Torino, da Milano a Belluno, fino a Gorizia, sul valico della Casa Rossa. Ogni incontro ha aggiunto qualcosa: una voce, una domanda, un ricordo, una nuova relazione.
Per questo la scelta dell’Orto della Comunità non è casuale. Quello che fino a qualche tempo fa era un terreno quasi abbandonato è diventato, grazie all’impegno di un gruppo di persone, un luogo vivo: uno spazio dove crescono pomodori, cetrioli, zucchine e fiori, ma soprattutto legami, cura reciproca e senso di appartenenza. Un posto perfetto per chiudere il percorso di un libro che parla anche di pace quotidiana, di responsabilità, di attenzione verso gli altri e verso il luogo che si abita.
Durante la serata, insieme a Giorgio Sclip e a molti ospiti, si parlerà del cammino fatto in questi tre anni, ma soprattutto di futuro: di comunità, scelte, impegno, relazioni e piccole cose che vale la pena coltivare per vivere meglio, insieme e in pace.
L’incontro sarà quindi un saluto, ma anche una semina. Un modo per chiudere un viaggio senza archiviarlo, lasciando che ciò che il libro ha generato continui a crescere altrove.
Come ricorda una frase cara a questo percorso:“Stando sempre con i piedi ben piantati a terra, ma lo sguardo rivolto verso il cielo.”