Il filo rosso che lega Aire, Ariel e Aran, tre giovani abitanti delle Valli del Natisone, è il torrente Alberone. Residenti nella medesima valle, sono uniti da un legame speciale con il territorio. Da un lato ci sono i fratelli Baricchi Bombardier, nati a Milano ma friulani d’adozione: Aire, la più piccola, ha quasi 9 anni, mentre Ariel quest’anno ne compierà 12. Dall’altro, il 24enne Aran Cosentino, noto fotografo e attivista ambientale, per il quale i due bambini — che abitano tra i boschi della valle — sono come dei veri e propri fratelli minori.

Venerdì 28 agosto scorso, i tre ragazzi sono stati celebrati durante le premiazioni del Festival Internazionale delle Giovani Eccellenze. L’evento, promosso dall’associazione Atelier di Creatività d’Este Production, si è tenuto a Trieste, nel magnifico Salone di Rappresentanza del Palazzo della Regione (Palazzo del Lloyd Triestino) di Piazza Unità d’Italia, concesso per l’occasione dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

I fratelli Baricchi Bombardier sono saliti agli onori della cronaca per il grande senso civico e la prontezza con cui hanno saputo riconoscere un ordigno bellico inesploso risalente alla Prima Guerra Mondiale, permettendo la messa in sicurezza di un tratto del torrente Alberone. L’episodio risale al 12 giugno 2025: mentre giocavano tra i sassi del corso d’acqua con l’amica Mabel, hanno individuato un oggetto sospetto e hanno immediatamente interrotto il gioco per avvisare i genitori.

Un comportamento virtuoso, frutto della prevenzione: solo pochi mesi prima, il padre Andrea aveva mostrato loro dei video sulla drammatica esperienza di Nicolas Marzolino. Oggi consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, nel marzo del 2013, ad appena 15 anni, Marzolino rimase gravemente ferito a Novalesa (in Val di Susa) dall’esplosione di una bomba Breda 35 della Seconda Guerra Mondiale, perdendo la vista e la mano destra.

Da allora, ha trasformato la sua tragedia in una testimonianza attiva, girando le scuole italiane per educare i giovani sui pericoli degli ordigni inesplosi e promuovere la cultura della pace. Senza questa preziosa educazione, il ritrovamento a Ieronizza, a pochi chilometri dalla storica Caporetto, avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. Una vicenda che ha colpito lo stesso Marzolino al punto da spingerlo a recarsi a Udine per incontrare di persona Ariel, Aire e l’amica Mabel, coinvolgendoli in una toccante intervista.

Per il loro gesto, i due giovanissimi sono stati premiati come finalisti nella categoria under 12 “Nuovi Orizzonti”, ricevendo il diploma di eccellenza del Festival — consegnato da Paola Lorena Bucovaz, vicepresidente dell’associazione Friuli Ponti di Pace “Scuola di Pace” — “per l’alto valore civico ed il coraggioso senso di responsabilità dimostratosi nel segnalare la presenza di un ordigno esplosivo alle autorità”.

Per Aire e Ariel, l’ecosistema in cui vivono non è un semplice scenario, ma un mondo da esplorare e proteggere anche attraverso scelte etiche quotidiane. I due seguono infatti un percorso di istruzione parentale (homeschooling) che stimola la loro curiosità a 360 gradi, affiancato da un’alimentazione vegetariana, tendente al vegano. La loro educazione spazia dal judo alla musica, dalla robotica all’arte, fino allo studio di varie lingue straniere. Questa sensibilità multidisciplinare li sta aiutando a sviluppare un’acuta consapevolezza ambientale e un approccio responsabile verso la natura.

Trasferitisi da pochi anni dal centro di Milano alle Valli del Natisone, i due fratelli si sono perfettamente integrati. Il torrente Alberone e i boschi alle pendici del monte Matajur sono diventati i loro compagni di giochi e di scoperte quotidiane.

A fare da collante in questa storia di tutela del territorio è stato Aran Cosentino. Studente magistrale, fotografo e attivista, Cosentino è da ben dieci anni il portavoce del Comitato “Amici del torrente Alberone”. Conoscendo a fondo la realtà locale, ha operato all’interno del Festival con un triplice ruolo: come fotografo, co-responsabile dell’ufficio stampa e come un vero e proprio “talent scout”. È stato lui, infatti, a segnalare il gesto dei due fratellini alla giuria, commuovendosi poi nel vederli premiati.

Per Cosentino, l’azione di Aire e Ariel è il segnale che una nuova, giovanissima generazione è pronta a farsi custode attiva di quel territorio che lui stesso difende con fervore da quando aveva 14 anni. Un impegno, quello del ventiquattrenne, a sua volta ampiamente riconosciuto: durante le stesse premiazioni, Cosentino ha ricevuto, per mano del Conte Alexander Graff de Pancsova (dell’Ordine austriaco di San Stanislao), una borsa di studio e il Premio dell’Ordine Caritatevole e Cavalleresco di S. Stanislao. Un traguardo reso possibile grazie al fondamentale sostegno della Famiglia d’Este. I festeggiamenti per i premiati si sono poi conclusi il giorno successivo con una sfarzosa cena di gala e balli ottocenteschi in onore dell’Imperatrice Sissi.

«Conoscere e frequentare giovani di talento mi dà speranza e mi incoraggia a dare sempre il meglio di me stesso – ha annunciato Aran Cosentino alla conclusione dell’evento –. La ‘meglio gioventù’ esiste, ma va incentivata e celebrata ancora di più. Come recita il motto del premio: Premiando incitat».

A unire definitivamente questi tre ragazzi è il legame profondo con la Val Alberone. Condividono non solo le acque dello stesso torrente, ma un’amicizia speciale, un’alleanza intergenerazionale e un amore viscerale per la natura che, in fondo, è evocato già dai loro stessi nomi.