Questa mattina alla Sala Luttazzi del Magazzino 26 di Porto Vecchio-Porto Vivo il sindaco Roberto Dipiazza ha presentato in anteprima alla stampa il Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata, di imminente apertura al pubblico: accanto al sindaco, per il Comune di Trieste sono intervenuti il responsabile dei Musei Artistici, Francesco Fait, e il conservatore del nuovo Museo, Costanza Brancolini; per l’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata (Irci) il presidente, Franco Degrassi, e il direttore, Piero Del Bello.

“Sento un nodo alla gola quando rivolgo il pensiero ai 300 mila italiani, esuli da Istria, Fiume e Dalmazia, tra i quali c’era anche il nostro compianto assessore Giorgio Rossi“, ha dichiarato il sindaco Roberto Dipiazza: “Giorgio aveva fortemente voluto questa sede per il Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata e anche questo assetto per il Magazzino 26 del Porto Vecchio-Porto Vivo, che questa Amministrazione Comunale sta trasformando in un grande contenitore culturale dove far confluire diversi musei cittadini, su modello del Deutsches Museum di Monaco. Il Magazzino 26, con i suoi 38 mila metri quadrati di solai, sta diventando un punto di riferimento, non solo per il progetto di rigenerazione urbana per questo antico scalo di origini asburgiche, ma anche per l’intero sistema della cultura cittadina. Ringrazio la squadra del Comune di Trieste per aver reso possibile tutto questo in collaborazione con l’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata”.

Il 29 settembre inaugura l’allestimento permanente della nuova sede museale, che sarà aperta al pubblico dal 30 settembre.

Genesi del Museo

Salvate dalla distruzione e dall’oblio dall’IRCI, Istituto regionale per la cultura istriana, le masserizie abbandonate da parte dei 300.000 esuli costretti a lasciare Istria, Fiume e Dalmazia vennero donate dalla Prefettura all’IRCI medesimo nel 1988. Inizialmente depositate nel Magazzino 26 del Porto vecchio di Trieste, furono trasferite nel Magazzino 18 per poi approdare, di nuovo e definitivamente nel 2021, in spazi riallestiti e ordinatamente visitabili del Magazzino 26. Ma la storia degli Istriani Fiumani e Dalmati non poteva essere restituita solo dalla rappresentazione del suo epilogo: era necessario anche un museo, che raccontasse del fiorire di un civiltà. 

A tale fine il Comune di Trieste, nel 1999, si convenzionò con l’IRCI. Nel 2004 venne promulgata la legge istitutiva del Giorno del Ricordo, che all’art. 2, riconosce il Museo della Civiltà istriana fiumana e dalmata di Trieste. Il Museo vide alla luce nel 2015, nel palazzo di via Torino di proprietà del Comune nel quale l’IRCI aveva già la sua sede e il suo patrimonio. Inserito nel museo multiplo dei Civici Musei di storia ed arte di Trieste, il Museo è rimasto attivo fino al 30 giugno del 2026, anche se la sezione etnografica era già stata trasferita nel 2023 ed allestita nel Magazzino 26 insieme alle masserizie.

Il Museo della Civiltò istriana, fiumana e dalmata al Magazzino 26

Il nuovo allestimento del Museo che sarà visitabile dal 30 settembre 2026, occupa una vasta sala nel Magazzino 26 contigua agli spazi delle masserizie. Il costo della progettazione e degli allestimenti ammonta complessivamente a circa Euro 337.000,00. I visitatori possono fruire di un percorso che costituisce un’introduzione storica e tematica al territorio, nelle fasi precedenti i tristi eventi dell’esodo. Rispetto all’allestimento di via Torino, sono stati inseriti ulteriori contenuti, per implementare il percorso cronologico e culturale che ha interessato l’area a partire dall’età della pietra. L’accoglienza al visitatore è offerta da una linea del tempo, che introduce graficamente gli eventi e le culture succedutisi nel territorio attraverso i secoli.

I nuclei espositivi si susseguono inizialmente secondo un ordine diacronico, per proseguire dalla fine del XIX secolo con un andamento a spunti tematici. Il percorso offre quindi aree espositivo-didattiche che possono essere scelte e approfondite liberamente dal visitatore. Un’ampia serie di foto d’epoca contestualizza i materiali nel loro ambiente di appartenenza. La prima sezione, archeologica, inizia con l’esposizione di strumenti litici databili a partire dal VI millennio a.C. Si testimonieranno poi le età dei metalli, con esemplari di asce, armi e alcuni vasi in ceramica provenienti dalle necropoli dei castellieri, villaggi protostorici diffusi nell’area. Vi sono poi bronzetti, tra i quali l’iconica figura della capra istriana, lucerne, vetri e altri reperti di età romana, un’iscrizione lapidea in alfabeto greco e la riproduzione in gesso del fregio dell’arco della famiglia dei Sergi di Pola.

L’Alto Medioevo è testimoniato dai ricchi corredi di due necropoli dell’area di Pinguente. Di seguito sono collocati due rilievi in pietra recentemente restaurati, provenienti da Montona (San Pietro, XIII sec.) e dalla Cattedrale di Arbe (Vescovo Zudenigo, XV sec.). Un fondamentale episodio della storia europea del XVI secolo è testimoniato dal fanale della galera capodistriana “Liona con Mazza”, che partecipò alla battaglia di Lepanto e da due medaglie veneziane commemorative che raffigurano imbarcazioni analoghe. Molte immagini e alcuni disegni rendono ragione alla lunga dominazione veneziana che ha lasciato forti evidenze nelle architetture dell’area, soprattutto nelle città costiere. Il termine di questa importante fase storica e culturale è rappresentato dalla dedizione della città di Perasto, ultimo baluardo della Serenissima Repubblica in Dalmazia nel 1797.

Le fasi della storia contemporanea in Istria, Fiume e Dalmazia sono testimoniate da una scelta di foto d’epoca e di documenti, originali, in riproduzione o multimediali, che invitano i visitatori ad avvicinarsi a singoli nuclei tematici. Il ritmo della visita quindi cambia, si frammenta, in sintonia con le memorie legate alla storia più vicina a noi. I temi individuati sono molteplici:

  • Il viaggio, reso attraverso le fotografie d’epoca che immortalavano la bellezza dei luoghi di villeggiatura, spesso oggetto di immagini che i fotografi dell’epoca stampavano e diffondevano al di fuori dell’Istria;
  • L’impresa di Fiume del 1919-1920, contestualizzata da foto e cimeli d’epoca;
  • La memoria privata e pubblica, attraverso video, ufficiali e non, che hanno colto le persone e le loro attività in modi e atteggiamenti intensi e attraverso brani di autori che hanno raccontato il loro rapporto con il territorio;
  • La produzione musicale e artistica, con i brani di molti compositori che attraverso i secoli hanno realizzato opere significative.

Vi è infine una stanza “scomoda”, di breve sosta, con un filmato che mette in relazione tematica il museo con l’area contermine del magazzino 18, introducendo al tema dell’esodo istriano-dalmata. Una sezione autonoma rispetto al percorso raccoglie una scelta di mappe storiche del territorio, che ne evidenzia le differenti fasi e dominazioni.

Orario

Fino al 31 marzo: lunedì, martedì, venerdì, sabato e domenica: 10 – 17

Dal 1° aprile all’11 ottobre: lunedì, martedì, venerdì, sabato e domenica: 10 – 18

Contatti: [email protected]

Dove siamo

Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata

Magazzino 26

Porto Vecchio-Porto Vivo, Trieste

Il museo è raggiungibile a piedi dalla Stazione ferroviaria in circa 20 minuti, oppure usufruendo dei bus TPL nr. 6, 36, 20 e 19.

Ingresso libero fino al 31 dicembre 2026

Sala “Magazzino 18”

visitabile solo su prenotazione con accompagnamento I.R.C.I. contattando l’istituto all’indirizzo [email protected] o su Whatsapp al 351 759 0343