Al festival letterario appuntamento con l’autore e divulgatore ambientale, che vive e lavora a Trieste, nella giornata di martedì 6 ottobre, alle 18.30 presso la Casa della Musica a Trieste: al centro il ricordo a 20 anni di distanza della sua impresa più grande, tema del suo ultimo lavoro, lezioni dal viaggio che gli ha cambiato la vita, quello da Genova a Fortaleza in Brasile in barca a remi nel 2006

Alex Bellini, uno degli esploratori e divulgatori ambientali più riconosciuti in Italia, sarà protagonista a Trieste, dove vive e lavora, per il festival letterario “Barcolana. Un Mare di Racconti”. Nella giornata di martedì 6 ottobre alle 18.30 nell’auditorium della Casa della Musica (in via dei Capitelli 3) l’autore presenterà il suo ultimo libro, “Pensa se non ci avessi provato. Lezioni da un viaggio che vale una vita”, edito da Sonzogno, per i 20 anni dalla sua impresa più grande. 

Il volume – che riedita e aggiorna la prima storica pubblicazione di Bellini del 2007 “Mi chiamavano montanaro” – giunge infatti a vent’anni esatti da una sfida che ha segnato un’epoca: la traversata a remi in solitaria compiuta nel 2006, da Genova a Fortaleza (Brasile). Un viaggio durato 227 giorni, lungo 11mila chilometri tra il Mediterraneo e l’Oceano Atlantico, portato a termine dopo due tentativi falliti e un naufragio.

Nel libro, Bellini rilegge quell’esperienza non come una semplice celebrazione della performance sportiva, ma come un laboratorio dell’esistenza: un rituale di iniziazione all’età adulta in cui la solitudine radicale e il confronto con l’ignoto sono diventati strumenti per allenare la capacità di adattamento, la gestione del rischio e la consapevolezza di sé.

Da oltre vent’anni Alex Bellini attraversa i territori più estremi del pianeta, dalle grandi traversate oceaniche a remi (Atlantico e Pacifico) alle spedizioni sui ghiacciai più estesi d’Europa. Negli ultimi anni, la sua spinta esplorativa si è evoluta in una profonda attività di divulgazione ambientale. Con il progetto “10 Rivers 1 Ocean” ha navigato sui fiumi più inquinati da plastica al mondo, mentre dal 2024 è impegnato nella campagna “Eyes on Ice”, volta a testimoniare gli effetti del cambiamento climatico nelle regioni polari e l’impatto sulle comunità locali. Questa eccezionale vicenda umana e tecnologica è al centro anche del film documentario “Rotta”, presentato con successo al 74. Trento Film Festival.