Venerdì 9 ottobre 2026 Ore 18.00 all’Antico Caffè San Marco Marilisa Bombi presenta il suo libro “La miliardaria di Santa Croce” Mgs Press
con Ines Tence, Franco Cossutta e Massimo Simeon
Nata il 1° maggio 1892, Joža lascia giovanissima il piccolo paese per raggiungere Alessandria d’Egitto e diventare, dopo il matrimonio con l’imprenditore britannico Oswald James Finney, una protagonista della società cosmopolita alessandrina del Novecento. La storia raccontata nel libro ha i contorni di un romanzo, ma Marilisa Bombi l’ha ricostruita attraverso una lunga ricerca documentaria, seguendo le tracce lasciate da Joža tra Santa Croce, Trieste, Londra, Parigi e Alessandria d’Egitto. Ad Alessandria, Joža – che in famiglia era chiamata Pepka – entrò in un mondo lontanissimo da quello nel quale era nata. Accanto a Oswald Finney, importante esponente dell’economia cotoniera egiziana, visse negli ambienti dell’alta società internazionale della città. Le cronache mondane dell’epoca restituiscono l’immagine di una coppia molto conosciuta: ricevimenti, feste e grandi balli mascherati nella loro residenza compaiono sulle riviste alessandrine degli anni Venti e Trenta. Uno di questi, organizzato nel 1928, è rimasto documentato nelle pagine de La Réforme Illustrée. “La miliardaria di Santa Croce” racconta un’ascesa sociale eccezionale, e ricostruisce il percorso di una donna partita da un paese del Carso triestino, capace di attraversare mondi, lingue e ambienti sociali profondamente diversi mantenendo il legame con le proprie origini. La vicenda di Joža si intreccia con quella delle Aleksandrinke, le donne provenienti dal Carso e dal Goriziano che tra Ottocento e Novecento partirono per l’Egitto alla ricerca di lavoro. La sua storia ebbe però un destino particolare: da emigrante divenne Lady Finney e una delle figure più note della comunità europea di Alessandria. Dopo la morte di Oswald, avvenuta nel 1942, Joža visse ancora per oltre quarant’anni. Morì nel 1983, lasciando una parte importante del proprio patrimonio a finalità filantropiche. A Trieste il suo nome e quello del marito sopravvivono ancora oggi attraverso la Fondazione Finney. “La miliardaria di Santa Croce” prosegue il percorso iniziato con “Donne tra due mondi. Storie sul confine goriziano”, pubblicato sempre dalla Mgs Press nell’ottobre 2025. Proprio nell’ultimo capitolo di quel libro Bombi aveva raccontato il fenomeno delle Aleksandrinke. Da lì è nata la curiosità per una donna il cui ritratto è conservato nel museo a loro dedicato a Prvačina e la cui vicenda, per molti aspetti, si distingue da quella delle altre donne partite per l’Egitto.