Oltre 120 esposizioni hanno portato a Trieste protagonisti e linguaggi dell’arte contemporanea italiana e internazionale. Una storia costruita da Clara e Livio Radin, sempre alla ricerca del nuovo. Inaugurazione venerdì 9 ottobre, alle 18.00, alla presenza del critico Giancarlo Bonomo in dialogo con Livio Radin

Cinquant’anni di attività, oltre 120 esposizioni e una lunga galleria di artisti che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea italiana e internazionale. È il percorso della Galleria Planetario di Trieste, fondata nel 1976 da Clara e Livio Radin, che celebra il suo cinquantesimo anniversario con una mostra dedicata agli artisti che ne hanno accompagnato la storia (inaugurazione venerdì 9 ottobre alle 18.00 nella sede di via Fabio Filzi 4, I piano).

Da Picasso a Vedova, da Vasarely a Dorazio, da Sonia Delaunay a Christo, da Bonalumi a Tancredi, fino agli artisti delle generazioni più recenti: in mezzo secolo la Planetario ha portato a Trieste opere, protagonisti e tendenze che hanno attraversato l’arte contemporanea, contribuendo a costruire un rapporto diretto tra la città e i suoi linguaggi più innovativi.

Ma dietro questo lungo percorso ci sono soprattutto Clara e Livio Radin, due persone che hanno avuto la capacità e il coraggio di credere nell’arte contemporanea, di intercettarne i cambiamenti e di seguirne le trasformazioni, senza mai legare l’identità della galleria a una sola corrente o a un unico linguaggio. È questa la caratteristica che ha contraddistinto la Planetario nel tempo: una ricerca continua, sempre rivolta al nuovo, capace di affiancare artisti affermati ed emergenti e di proporre differenti espressioni, dalla pittura alla scultura, dall’arte astratta e figurativa alla videoarte.

Il percorso della galleria è stato inoltre accompagnato dal confronto con alcuni dei più autorevoli critici e studiosi dell’arte contemporanea. Tra questi Achille Bonito Oliva, Guido Ballo, Pierre Restany, Nello Ponente, Italo Mussa, Giorgio Cortenova, Alberto Fiz e Marco Meneguzzo, che nel corso degli anni hanno contribuito a presentare e interpretare gli artisti ospitati dalla Planetario.

La ricerca di nuovi linguaggi non si è però limitata all’attività espositiva. Negli anni Ottanta la galleria ha dato vita alla rivista Efolo, esperienza editoriale che ha raccolto contributi di firme emergenti e di importanti protagonisti dell’arte e della critica. Nei primi anni Duemila, lo stesso spirito di esplorazione è approdato sul web con ArtPlus, tra i primi portali italiani dedicati all’arte contemporanea.

“In cinquant’anni abbiamo cercato di seguire l’arte contemporanea senza preclusioni – racconta Livio Radin – cercando di capire ciò che stava cambiando e, quando possibile, di anticipare le nuove tendenze. La Planetario è nata con questa idea e ha cercato di mantenerla nel tempo: essere uno spazio aperto alla ricerca, al confronto e alla conoscenza”.

Un’attività che ha portato la Galleria Planetario anche fuori dalla propria sede, attraverso la partecipazione alle principali fiere d’arte e la collaborazione con musei e istituzioni in Italia e all’estero, da Monaco di Baviera a Toronto, da Zagabria a Budapest, fino a Verona, Mantova, Catania, San Marino e Trieste. Un percorso accompagnato anche dalla pubblicazione di numerosi cataloghi e monografie dedicati agli artisti presentati.