«Le migliaia di persone che hanno animato questa prima edizione ci spingono a guardare già al prossimo autunno: Frontiere tornerà a Gorizia dal 1° al 3 ottobre 2027 – annuncia Paolo Possamai, direttore editoriale del Gruppo NEM Nord Est Multimedia –. La risposta del pubblico dà forza all’idea da cui siamo partiti: raccogliere con il festival l’eredità di GO! 2025 e fare di Gorizia, con le sue molteplici radici, un luogo da cui leggere il nostro tempo. Attraverso gli otto binomi proposti nelle lectio abbiamo affrontato questioni centrali del presente, portando alla luce legami e contraddizioni fra mondi solo apparentemente lontani. La partecipazione di pubblici diversi ci restituisce l’immagine di una città che, da frontiera simbolo del Novecento, si propone oggi come capitale del dialogo e del confronto. Questo risultato nasce da un lavoro condiviso: con Editori Laterza ci hanno affiancati la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, il Comune di Gorizia, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, le tre Università di Trieste, Udine e Nova Gorica, il GECT e molti altri partner che hanno contribuito a radicare il festival nella vita cittadina. La prospettiva è quella di un evento di lungo respiro, che trova a Gorizia la sua sede naturale e all’inizio dell’autunno il suo momento nel calendario culturale».

Da parte sua il vicepresidente e assessore regionale alla Cultura Mario Anzil rileva che «un festival come questo non poteva che stare fortemente a cuore alla Regione Friuli Venezia Giulia, che sostiene convintamente la cultura di frontiera. L’evento di Gorizia, condotto sulla spinta di NEM e costruito con un autentico spirito di squadra, articolato nelle conferenze di alto spessore e in un programma capillare che ha coinvolto l’intera città, ha intercettato un giusto successo e una esigenza certa, quella del confronto culturale e di una reale, decisiva capacità di incontro tra mondi e dimensioni. Per la nostra Regione perseguire il valore della conoscenza è una priorità ideale e strategica. Ben venga un futuro con nuove edizioni e ulteriori crescite di Frontiere, grande racconto dei temi del nostro tempo».

L’annuncio della prossima edizione accompagna il bilancio di «Frontiere – Dove i mondi si incontrano», il nuovo festival del Gruppo NEM che dal 2 al 4 ottobre ha richiamato migliaia di persone tra Teatro Verdi e città. Il tutto esaurito pressoché costante alle lezioni magistrali e la grande partecipazione agli itinerari e alle performance nel centro storico segnano l’esordio di un progetto che ha trovato subito un pubblico ampio, anche oltre Gorizia. Un risultato che rafforza il ruolo culturale del capoluogo isontino e dà continuità all’esperienza della Capitale europea della cultura, offrendo nuove occasioni per scoprire una città la cui storia ha ancora molto da raccontare, ai visitatori come agli stessi goriziani.

A guidare il programma, otto binomi e otto voci della cultura contemporanea: Giada Messetti ha esplorato il rapporto fra Cina e USA, Anna Foa sionismo e diaspora, Matteo Lancini giovani e adulti, Paolo Ferri universo finito e infinito, Vera Gheno maschile e femminile, Stefano Velotti bello e brutto, Maurizio Ferraris intelligenza naturale e artificiale, Alessandro Vanoli Oriente e Occidente. Dalle relazioni quotidiane agli equilibri geopolitici, fino alle domande sul cosmo e alle trasformazioni della conoscenza, il festival ha fatto della frontiera una chiave per leggere il presente, mostrando gli scambi e le interdipendenze che attraversano anche le contrapposizioni più radicate.

«Tre giorni, otto relatori su otto temi diversissimi: geopolitica, storia, fisica astronomica, linguistica, filosofia, informatica, psicologia… Sempre rispettando un timbro divulgativo capace di restare lontano dalla banalizzazione, una macedonia in grado di mantenere la curiosità degli spettatori per il sapere – osserva Lodovico Steidl di Editori Laterza –. Protagonista assoluta Gorizia, città una volta di più rivelatasi perfetta per bellezza, fascino e sensibilità culturale dei suoi abitanti».

Il confronto avviato in teatro ha trovato nelle strade della città un’altra forma di racconto con «Crossroads – La frontiera oltre il confine», il progetto di attivazione culturale urbana promosso e realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Itinerari e performance hanno accompagnato il pubblico tra piazze, corti e botteghe, intrecciando teatro, musica, danza, cinema, fotografia e sapere artigianale. «Come Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia siamo particolarmente orgogliosi di aver creduto e sostenuto il Festival “Frontiere” fin dall’inizio della sua ideazione, e di aver promosso e realizzato “Crossroads – La frontiera oltre il confine”, il progetto di attivazione culturale urbana che ha accompagnato l’evento del Teatro Verdi trasformando l’intera città di Gorizia in uno spazio diffuso di partecipazione e riflessione sul tema delle tante “frontiere” con cui ci confrontiamo ogni giorno – sottolinea Roberta Demartin, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia –. Lo straordinario riscontro di questi giorni dimostra che la vocazione di Gorizia come crocevia naturale di popoli, lingue e culture è più viva che mai, capace di parlare con forza al nostro presente e di indicare una rotta chiara per il futuro. Per la Fondazione Carigo tutto questo rappresenta il compimento della propria visione di Fondazione contemporanea: un’istituzione che non si limita a erogare risorse e sostenere progetti, ma che agisce da attivatore sociale, capace di mettere in rete le energie del territorio, generare connessioni durature e infondere fiducia».

La scoperta di Gorizia è proseguita con le Frontiere Experience a cura del Comune, fra cui gli «Assaggi di frontiera» proposti dai ristoratori cittadini. Anche la cucina ha interpretato il tema del festival: ricette e sapori hanno raccontato l’incontro fra tradizioni friulane, slovene, austriache e ungheresi, accolte e rielaborate nel tempo fino a diventare parte del patrimonio gastronomico goriziano. Il coinvolgimento delle attività cittadine ha così esteso l’esperienza del festival ai luoghi della vita quotidiana. «Il successo di questa prima edizione è il risultato del lavoro di tutti i partner, ai quali va il mio ringraziamento, a partire dal Gruppo NEM e Laterza, e della qualità degli ospiti, capaci di conquistare il pubblico e accompagnarlo, nell’arco compattissimo di una sola ora, nel cuore di questioni complesse – dichiara il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna –. Se questo era l’“anno zero”, possiamo dire che “Frontiere” ha superato il debutto a pieni voti. Il Teatro Verdi ha registrato il tutto esaurito pressoché a ogni appuntamento, nonostante le belle giornate di questo inizio d’autunno, che avrebbero potuto invitare a scegliere altre mete. A richiamare migliaia di spettatori, arrivati anche da fuori Gorizia, sono stati la forza dei temi e il valore degli ospiti, accolti con un entusiasmo che abbiamo potuto toccare con mano. La nostra città è stata al centro di un evento capace di offrire una chiave originale per interpretare il presente. Proprio qui, dove la frontiera ha segnato la storia e la vita delle persone, è diventata anche un confine del pensiero da attraversare insieme: dal palco alla platea, un’occasione per mettere in discussione le distanze e riconoscere ciò che unisce mondi diversi».

«Alla conclusione di quello che ritengo l’inizio di un percorso di alto profilo culturale per il nostro territorio goriziano, non posso che esprimere grande soddisfazione per questa edizione di Frontiere-Meje, evento che meglio non poteva esprimere lo spirito lasciato dalla Capitale europea della cultura» afferma il vicepresidente di Gect Livio Semolič. «La conoscenza a servizio della comunità, il dialogo come mezzo di comunicazione e condivisione senza barriere linguistiche, che troppe volte possono limitare la portata anche di eventi e progetti di grande rilevanza. In questo caso anche questa frontiera è stata superata brillantemente, facendo sì che questo festival di altissimo livello culturale potesse essere fruibile a livello linguistico da tutti i cittadini delle due Gorizia. Anche per questo, ma non solo, l’appoggio ed il supporto del Gect era e rimane del assolutamente convinto, in quanto il festival Frontiere-Meje incarna in tutto e per tutto il nostro spirito “Glolocal”: pensare globale e agire locale. Se poi ad agire ci pensano le principali istituzioni, dall’amministrazione comunale alla Fondazione CariGo, con la partecipazione di una molteplicità di associazioni italiane, friulane e slovene , messe in connessione come un sistema integrato , il tutto diventa un valore aggiunto in primis per i nostri cittadini . Quindi avanti con Frontiere, ma senza confini!»

Ideato e organizzato dal Gruppo NEM con Editori Laterza, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Comune di Gorizia e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Frontiere ha potuto contare sui partner di progetto GECT GO e Cassa Rurale FVG, sulla collaborazione delle Università di Trieste, Udine e Nova Gorica, sulla media partnership di Radio Rai3 e Rai Friuli Venezia Giulia e sul supporto di Confcommercio Gorizia. È su questo lavoro condiviso e sulla risposta del pubblico che si costruisce il percorso verso la seconda edizione.