Visita istituzionale, oggi, al cantiere dell’invaso artificiale di Manzano, opera che risponde ai sempre più frequenti periodi di prolungata siccità e alla progressiva irregolarità delle precipitazioni che minacciano la viticoltura di pregio dei Colli Orientali del Friuli. Promosso dal Consorzio di bonifica Pianura friulana, l’incontro ha visto la partecipazione congiunta dell’amministrazione comunale di Manzano e dei rappresentanti delle principali organizzazioni professionali agricole del territorio (Coldiretti, Confagricoltura, CIA e COPAGRI), unitamente ai vertici e alla struttura tecnica del Consorzio.
L’opera si inserisce in un più ampio programma di realizzazione di quattro invasi che l’assessorato regionale alle risorse agroalimentari forestali e ittiche ha finanziato nel 2023 con oltre 13 milioni di euro per mitigare i danni alla colture cagionati dalla siccità. “In soli tre anni – evidenzia il direttore generale Armando Di Nardo – gli invasi sono stati progettati poichè costituisconoormai una necessità per adattarsi ai cambiamenti climatici e sostenere il reddito delle aziende agricola: uno nel comune di Manzano, già in fase di realizzazione, uno in quello di Corno di Rosazzo, per il quale si stanno attendendo la variante comunale e le autorizzazioni regionali per procedere all’affidamento dei lavori e alla loro realizzazione, infine due nel comune di Premariacco, le cui risorse sono, tuttavia, insufficienti. Siamo, però, fiduciosi che verranno stanziate le somme necessarie già nella prossima legge finanziaria. Sono poi in fase di progettazione altri invasi, per i quali è stato richiesto il finanziamento nazionale.”
“L’opera riguarda l’escavo di un invaso a scopo irriguo di 22.000 metri cubi di volume – sottolinea il RUP dei lavori ing. Alessandra Tonelli – ricavato in parte da un naturale declivio del terreno, esito di una ex cava. L’invaso sarà impermeabilizzato con geo-membrane, sia per preservare la risorsa idrica sia per evitare che l’infiltrazione comprometta gli argini del bacino. Attraverso l’invaso di accumulo – continua Tonelli – si potrà stoccare la risorsa idrica nelle fasi di maggiore disponibilità (tipicamente autunno e primavera) per distribuirla con irrigazione di soccorso nei momenti di picco dello stress idrico estivo. L’intervento contribuisce alla sostenibilità produttiva delle aziende agricole, alla protezione della qualità vitivinicola e una gestione razionale della risorsa idrica di fronte alla sfida del cambiamento climatico”.
Gli impianti di pompaggio sono dimensionati per servire 200 ettari di superficie irrigata a colture di pregio. Con un primo finanziamento di 3.600.000 euro (i lavori sono in corso) saranno irrigati 156 ettari; per gli ulteriori 40 ettari si procederà se giungerà un ulteriore finanziamento. L’acqua per irrigare sarà emunta da falda freatica attraverso due pozzi; la rete idrica sarà costituita da condotte in pressione ad elevate efficienza.
“Il sopralluogo ha offerto l’opportunità a organizzazioni di categoria e autorità locali di verificare di persona l’avanzamento dei lavori e di confrontarsi sulle future strategie anti siccità nel Friuli Venezia Giulia – ha commentato la presidente del Consorzio Rosanna Clocchiatti -. La risorsa idrica è preziosa e va calibrata attentamente tra i diversi usi. Nel caso dell’uso irriguo, di cui il Consorzio presidia la gestione nel proprio comprensorio, stiamo lavorando quanto più possibile su progetti di risparmio e di razionalizzazione della risorse idrica. Gli invasi – conclude Clocchiatti – sono, tuttavia, una risposta parziale al problema e funzionali a un determinato territorio e principalmente alla coltivazione vitivinicola e ad altre colture di pregio. Per combattere la siccità servono azioni diversificate come quelle che il Consorzio sta mettendo in campo in questi anni, e includono la trasformazione degli impianti da scorrimento a pioggia, il loro ammodernamento e la manutenzione dei canali di adduzione della risorsa idrica”.