Lunedì 8 giugno 2026, alle ore 18.00, presso la Sala Proiezioni della Società Alpina delle Giulie – Sezione di Trieste del Club Alpino Italiano (via Donota 2, Trieste) si terrà la cerimonia di conferimento della Medaglia d’Oro del C.A.I. – Club Alpino Italiano al Socio Pino Guidi.
A consegnare l’importante riconoscimento, assegnato durante l’Assemblea Nazionale tenutasi a Modena a fine maggio, sarà Massimiliano Reiter, Presidente della S.A.G., unitamente a dei rappresentanti del Direttivo della Sezione e i vertici al completo della Commissione Grotte “E. Boegan” di cui Pino Guidi è Socio dal 1962.
La Medaglia d’Oro del Club Alpino Italiano è la massima benemerenza conferita dal Sodalizio. Viene assegnata annualmente dall’Assemblea Nazionale dei Delegati ai soci che si sono distinti per l’impegno costante, per i servizi resi all’associazione e per la diffusione dei valori della montagna.
Pino Guidi, classe 1938, nasce a Venezia ma nel 1945 si trasferisce a Trieste con la famiglia, la città è amministrata dal Governo Militare Alleato (GMA/AMG) e profondamente spaccata tra chi invoca il ritorno all’Italia, chi l’indipendenza e chi l’annessione alla Jugoslavia. In questo clima turbolento il quattordicenne Guidi partecipa ad una manifestazione politica, viene ferito da una bomba a mano e successivamente finisce in carcere per un mese a causa di un errore burocratico. In questo periodo incontra Mario Bussani, costruendo un’amicizia che durerà per tutta la vita e segnerà l’inizio del suo percorso speleologico e politico.


La speleologia, scoperta esplorando i cunicoli e le gallerie sotterranee della città, diviene una vera passione quando l’interesse per il sottosuolo si sposta al Carso e alle sue numerosissime grotte, tanto che il 1958 con l’iscrizione al GEST (Gruppo Escursionisti Speleologi Triestini) segna l’inizio della sua carriera speleologica.
Dalla partecipazione in prima linea alle difficili ricognizioni nei pozzi e nelle voragini del Carso e del Friuli per cercare i resti umani delle vittime dei tragici eventi bellici si passa bal massiccio del Canin (Alpi Giulie) che rappresenta il cuore pulsante dell’attività esplorativa di Pino Guidi e, grazie alla scoperta condivisa con Dario Marini e Adalberto Kozel nel 1963 di trenta nuove cavità, diventa la meta d’elezione prima della Commissione Grotte Eugenio Boegan e poi di speleologi provenienti da tutta Europa (cecoslovacchi, polacchi, ungheresi). La stagione delle grandi esplorazioni lo vede primo uomo ad esplorare dall’interno il Fontanon di Goriuda, co-organizzatore e responsabile per la CGEB di numerose campagne estive sul massiccio del Canin (anni ’60-’70), e membro della spedizione nella Persia dello Scià nel 1977 che donò all’attuale Iran il progetto di uno schema strutturato per la costituzione del primo Catasto Grotte del paese oltre a ben ben 17 rilievi topografici a firma Guidi.
Parallelamente all’attività esplorativa Pino Guidi, nei suoi oltre 70 anni di attività, ha firmato i rilievi topografici ufficiali di ben 415 grotte, ha riordinato i materiali dispersi gettando le basi per la nascita del Catasto Speleologico del Friuli, che porterà poi alla fondazione del moderno Catasto Regionale, gestito per oltre quarant’anni dalla Società Alpina delle Giulie. La sua autorevolezza e le sue competenze tecniche lo hanno portato a varcare i confini nazionali avendo partecipato attivamente a congressi e incontri in tutta Europa.
Un altro campo in cui Guidi ha giocato un ruolo rilevante è quello del soccorso e nacque da una tragedia sul campo occorsa nel 1965 che segnò profondamente la comunità speleologica italiana. Preso atto, in quell’occasione, della totale disorganizzazione degli speleologi in caso di emergenza, Pino Guidi contribuì alla nascita ufficiale del Soccorso Speleologico Nazionale nel 1966. Nel 1971 venne nominato Vice Responsabile Nazionale, mentre nel 1976 venne eletto Responsabile Nazionale del Soccorso Speleologico (all’epoca sezione speciale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino – CNSA), carica che mantenne fino al 1981. Nell’ottobre del 1983, durante il 6° Congresso Internazionale del Soccorso Speleologico svoltosi ad Aggtelek, in Ungheria, venne fondata la Commissione Internazionale del Soccorso Speleologico e a Pino Guidi venne affidata una delle quattro vicepresidenze mondiali, con la responsabilità specifica sulla macro-area dell’Europa Orientale.
Da ricordare anche la monumentale produzione scritta e bibliografica. L’approccio di Pino Guidi è sempre stato guidato dalla convinzione che “perdura nel tempo solo ciò che è scritto: esplorazioni, feste, incontri hanno vita se la notizia viene fermata attraverso la stampa”. Da qui, in 63 anni di attività pubblicistica, Guidi ha contribuito all’incremento della letteratura speleologica con la cifra monumentale di quasi 1.400 scritti, collaborando con oltre 60 coautori (il più frequente dei quali fu Pavanello) e pubblicando su 79 riviste scientifiche e atti di 31 congressi, diventando anche il massimo specialista italiano nel settore bibliografico speleologico.
Ha costruito da zero il Catasto Speleologico del Friuli, e proprio questo immenso lavoro ha permesso alla Società Alpina delle Giulie di ottenere dalla Regione la gestione del Catasto Speleologico Regionale per oltre quarant’anni. Nominato responsabile ufficiale degli archivi della Commissione Grotte E. Boegan, ha riordinato faldoni e verbali inediti che partivano dalla fine dell’Ottocento. Nei primi anni del Duemila, insieme al consocio Gianni Scrigna, ha organizzato e informatizzato l’immenso deposito fotografico della Commissione Grotte, salvando e catalogando quasi 20.000 fotografie storiche (dal 1800 al 2007).
Estremamente schivo e lontano da presenzialismi e protagonismi ha rifiutato in passato una targa di riconoscimento della Commissione Interregionale del CAI, la medaglia di Istruttore Nazionale Emerito e la candidatura al prestigioso Premio San Benedetto Abate.
Questa volta la storia avrà un finale diverso perché la Medaglia d’Oro gli è già stata assegnata e la consegna avverrà “a sorpresa”.