Continuando lo studio e la valorizzazione delle collezioni di grafica dei Civici Musei di Udine, la Triennale Europea dell’Incisione dedica in occasione della 45° edizione una mostra a Leopoldo Zuccolo, protagonista e divulgatore del gusto neoclassico in Friuli.
In posa per Leopoldo Zuccolo (1760-1833). Archeologo ritrattista, questo il titolo della mostra allestita nel Castello di Udine a cura di Giuseppe Bergamini e Isabella Reale, che sarà inaugurata mercoledì 30 settembre alle ore 18 e sarà visitabile fino all’8 novembre. Il progetto è stato realizzato dalla Triennale Europea dell’Incisione e dai Civici Musei di Udine grazie alla collaborazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli con il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine.
Formidabile disegnatore oltre che pittore e trattatista, Leopoldo Zuccolo insegnò a un’intera generazione di giovani, molti dei quali allievi del Collegio Barnabita di Udine, i princìpi del disegno a contorno ed ebbe anche apprezzate allieve, dedicandosi anche allo studio dell’arte friulana.

Per lui hanno posato nobili e borghesi di ogni età, colti con vivace espressione e fissati in punta di matita e a china con un fare da miniaturista che si ispira al gusto per il cammeo a imitazione dell’Antico. Ma la sua fama sta nel fatto che fu, tra il 1807 e il 1813, il primo conservatore del Museo Eugeniano di Aquileia, su mandato del governo francese, con il compito di redigere inventari e disegnare le raccolte archeologiche che si andavano assemblando presso il vestibolo del Battistero della Basilica di Aquileia.
I suoi album sono una preziosa e insostituibile testimonianza storica del patrimonio archeologico al tempo noto, e spesso in seguito non più reperito in loco, per l’accuratezza del rilievo, la precisione e anche la metodologia scientifica adottata nella cura del dettaglio, del rilevamento epigrafico, e dello stato conservativo dei reperti disegnati.
Formatosi inizialmente a Udine dove frequentò l’incisore Variente Percoto e il ritrattista Giovanni Battista de Rubeis, verso il 1780 a Venezia visitò assiduamente la Galleria di Ca’ Farsetti per approfondire la conoscenza della statuaria greco-romana, e fu allievo del pittore bresciano Ludovico Gallina, curatore della raccolta Farsetti. Chiamato quale primo insegnante di pittura presso il collegio udinese dei Barnabiti, ebbe modo di istruire anche le giovani di buona famiglia, e coltivò interessi storiografici per il patrimonio artistico friulano, traendo insegnamenti dall’abate archeologo Angelo Maria Cortinovis, e dal soggiorno presso il Collegio stesso del più importante storico dell’arte italiana, l’abate Luigi Lanzi, dal quale, come ricorda in un suo scritto Zuccolo, ricevette lodi per la qualità del suo disegno “in lapis”.
La mostra, accompagnata da un catalogo a cura di Giuseppe Bergamini e Isabella Reale, raccoglie oltre un centinaio di opere grafiche dell’artista, tra cui alcune pubblicazioni da lui illustrate e in particolare i suoi disinvolti ed espressivi ritrattini, che raccontano mode e gusti dell’epoca, da osservare grazie a lenti di ingrandimento, accanto ad alcuni precisissimi disegni di gemme e antichità e una selezione di ritratti di sua mano e di Giovan Battista de Rubeis, appositamente restaurati per l’occasione.
orari di visita: da martedì a domenica 10.00-18.00
info biglietti: www.civicimuseiudine.it