Hunters Group analizza i dati della regione: l’occupazione femminile nel settore dei macchinari industriali tocca il 48%, a fronte di una media nazionale nel comparto metalmeccanico che supera di poco il 20%. L’esperienza di Savio S.p.A. (Pordenone).

Il Friuli Venezia Giulia si conferma un territorio dinamico e ricco di opportunità professionali. Se a livello nazionale il settore manifatturiero e metalmeccanico sconta ancora una forte sproporzione di genere — con una presenza femminile che supera di poco il 20% — l’area friulana mostra segnali di forte controtendenza: nel comparto dei macchinari industriali della regione, l’occupazione femminile si attesta infatti al 48%.

Sono questi, in sintesi, i dati che emergono da una recente indagine di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale altamente qualificato, che mostra come la vera sfida per il futuro non risieda soltanto nell’inserimento numerico, ma soprattutto nel superamento di alcuni stereotipi e nella capacità di conciliare vita professionale e vita privata anche attraverso piani di welfare strutturati.

Lo scenario italiano: barriere strutturali e soffitto di cristallo. A livello generale,l’occupazione femminile in Italia presenta ancora criticità profonde legate alla conciliazione, all’occupazione e al divario di genere soprattutto in alcuni ambiti. Una donna su cinque abbandona il lavoro dopo la maternità e, nel 52% dei casi, la scelta è dettata da esigenze di conciliazione e nel 19% da ragioni economiche. Il 23,0% delle lavoratrici, inoltre, si trova in condizioni di precarietà o part-time involontario (contro il 12,5% degli uomini). Non solo. Sebbene le donne rappresentino il 43,0% degli occupati totali nel 2025, la quota scende al 25,3% nelle posizioni dirigenziali e manageriali e solo il 16,8% delle giovani laureate possiede un titolo in materie scientifico-tecnologiche, rispetto al 37% dei colleghi uomini.

“Il Friuli Venezia Giulia – precisa Paolo Marchese, Area Manager Triveneto di Hunters Group – sta attraversando una fase di straordinaria vivacità professionale, con un incremento costante della domanda di profili ad alta specializzazione. La forza del tessuto industriale regionale risiede nella capacità di coniugare la tradizione manifatturiera con la spinta verso la digitalizzazione e l’automazione. I nostri dati evidenziano un incremento del 10% nella domanda di profili chiave per il comparto produttivo: dagli ingegneri meccanici ed elettrici ai tecnici e manutentori specializzati, affiancati da una richiesta sempre più consistente di figure amministrative e di supporto contabile. A questo si aggiunge una concreta trasformazione nelle politiche di talent attraction e talent retention delle aziende della regione perché oggi i professionisti cercano realtà capaci di offrire percorsi di carriera solidi, flessibilità e welfare e su questi aspetti non sono più disposti a scendere a compromessi”.

Il caso Savio Macchine Tessili: un modello di inclusione e welfare integrato. Nel cuore del distretto industriale pordenonese, Savio Macchine Tessili SpA – realtà nata nel 1911 e punto di riferimento internazionale nella produzione di macchine per l’industria tessile – rappresenta un esempio concreto di come sia possibile evolvere da realtà industriale tradizionale a modello di inclusione certificata: nel corso del 2025 l’azienda ha ottenuto e confermato la certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022.

L’azienda ha intrapreso un percorso di evoluzione qualitativa dei ruoli, incrementando la presenza di donne in posizioni decisionali e di responsabilità in ambiti chiave: risorse umane, amministrazione e finanza, marketing & comunicazione, order processing, spare parts e IP analysis nell’ambito R&D.

“L’inclusione – aggiunge Michela Bertoldi, HR Manager di Savio Macchine Tessili SpA – non è fatta solo di policy, procedure o indicatori è fatta di sguardi che cambiano, di porte che si aprono, di possibilità che diventano accessibili anche dove, per molto tempo, non lo sono state abbastanza. In una realtà manifatturiera con oltre un secolo di storia, questo assume un significato ancora più profondo. Significa custodire la forza della tradizione senza restarne prigionieri. Vedere sempre più donne assumere ruoli di responsabilità è uno dei segnali più belli di questo cambiamento. Non perché sia un’eccezione da raccontare, ma perché sta diventando una normalità da rendere sempre più solida. Le donne stanno portando nei ruoli apicali competenza, visione, determinazione, concretezza e capacità di ascolto, dimostrando che la leadership non ha un’unica forma e che il valore non chiede permesso: quando trova spazio, genera futuro”.

Per rispondere alle criticità legati alla conciliazione vita-lavoro, l’azienda ha inoltre strutturato un solido piano di welfare e benessere integrato per provare a rispondere concretamente ai problemi legati alla conciliazione vita-lavoro che frenano l’occupazione femminile nel resto della regione e nel resto dell’Italia.

Il piano si concretizza in:

  • Salute e prevenzione: percorsi dedicati alla prevenzione del tumore al seno, visite specialistiche con permessi retribuiti e presenza di un’infermeria interna.
  • Supporto alla persona: servizi qualificati con sportello psicologico, nutrizionista e osteopata.
  • Work-life balance e famiglia: orari flessibili, permessi retribuiti per il ricovero o day hospital dei familiari e servizio di mensa aziendale con asporto per la cena.
  • Sviluppo e formazione: corsi di leadership collaborativa, attività sulla diversità e sui bias cognitivi, oltre a percorsi di educazione finanziaria che hanno visto la partecipazione dell’intera popolazione femminile dell’azienda.

“Il caso di Savio Macchine Tessili SpA – conclude Paolo Marchese – dimostra come le aziende manifatturiere del Friuli Venezia Giulia stiano trasformando la gestione del capitale umano in una leva strategica per la competitività e la sostenibilità nel lungo periodo. Creare ambienti di lavoro capaci di abbattere le barriere della conciliazione e di valorizzare le competenze STEM e manageriali anche delle donne è la chiave per attrarre e trattenere i migliori talenti sul territorio”.